Pep Guardiola può cambiare la corsa alla panchina dell’Italia. Secondo la Gazzetta, Maldini e Leonardo guardano oltre il duello tra Conte e Mancini e valutano il tecnico catalano, libero dopo dieci stagioni al Manchester City. Ingaggio e disponibilità personale saranno i primi ostacoli da superare.
Guardiola è libero dopo dieci anni al City, ma la Figc deve trovare le risorse per convincerlo
Pep Guardiola irrompe (di nuovo) nella corsa per la panchina della Nazionale. Dopo l’ingresso di Paolo Maldini come direttore tecnico e presidente del Club Italia e di Leonardo come advisor, la FIGC può provare a superare il duello tra Antonio Conte e Roberto Mancini con una scelta capace di restituire entusiasmo all’ambiente azzurro.
La Gazzetta dello Sport indica Guardiola come il nome più ambizioso valutato dalla nuova struttura tecnica. Il catalano ha concluso a maggio la sua esperienza decennale al Manchester City, lasciato dopo 20 trofei e un ciclo che lo ha reso l’allenatore più vincente nella storia del club inglese. Resterà legato al City Football Group come ambasciatore globale, ma non guiderà una squadra nella stagione 2026-2027. La libertà contrattuale rende possibile almeno un primo contatto. L’ostacolo economico resta evidente. Guardiola ha percepito al City uno stipendio stimato intorno ai 25 milioni di euro lordi a stagione, una cifra incompatibile con il bilancio ordinario della Federazione. Maldini, Leonardo e il presidente Giovanni Malagò dovrebbero convincerlo ad accettare condizioni molto diverse, puntando sulla possibilità di ricostruire l’Italia dopo la terza esclusione consecutiva dai Mondiali.
Leonardo può avere un ruolo nella trattativa. La sua esperienza internazionale tra Milan e Paris Saint-Germain e la sua idea di calcio potrebbero aiutare la FIGC a presentare a Guardiola un progetto tecnico con autonomia, investimenti sulle Nazionali giovanili e un orizzonte fino al Mondiale 2030.
Antonio Conte resta il candidato indicato dai club di Serie A. Le società avrebbero aperto alla possibilità di contribuire economicamente all’ingaggio, anche se formula e modalità devono ancora essere definite. Conte è libero dopo la separazione consensuale dal Napoli e conosce già il lavoro da commissario tecnico, avendo guidato l’Italia dal 2014 al 2016. Roberto Mancini può contare invece sul rapporto personale con Malagò. L’ex ct ha vinto l’Europeo del 2021 sulla panchina azzurra e conosce la struttura federale, ma non sarebbe in cima alle preferenze di Maldini e Leonardo. La decisione non sarà presa soltanto dal presidente federale. Malagò ha già spiegato di non aver contattato allenatori prima dell’arrivo dei nuovi responsabili tecnici.
Tra i cinque profili principali compare anche Carlo Ancelotti. Maldini lo conosce dai lunghi anni trascorsi insieme al Milan, prima da compagni e poi nel rapporto tra capitano e allenatore. Ancelotti è però sotto contratto con la Federazione brasiliana. L’eliminazione del Brasile ai quarti del Mondiale contro la Norvegia ha alimentato le critiche, senza produrre finora una rottura formale. Stefano Pioli offre una soluzione più accessibile. Maldini lo scelse al Milan e con lui vinse lo scudetto del 2022. Il tecnico è libero dopo la fine dell’esperienza alla Fiorentina e non presenterebbe gli stessi problemi economici di Guardiola, Conte o Ancelotti. Parte però dietro ai nomi capaci di produrre un impatto immediato sul pubblico.
La Gazzetta considera defilato anche Andrea Pirlo, già accostato in passato ai progetti di Leonardo. La prima verifica riguarderà Guardiola: disponibilità, richieste economiche e autonomia tecnica diranno se il sogno può diventare una trattativa oppure se la FIGC dovrà tornare sui profili italiani.

