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Juventus, indagini su plusvalenze per oltre 282 mln in 3 anni. Accertamenti Gdf su rapporti con Ronaldo
Cristiano Ronaldo - Andrea Agnelli (foto Ipa)

Juventus: indagine su contratto Ronaldo, 'documento che non esiste'

Ci sarebbero anche documenti e scritture private, che non risulterebbero essere stati pubblicati e comunicati agli organi competenti, tra il materiale oggetto della perquisizione avvenuta venerdì nelle sedi di Torino e Milano della Juventus, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte plusvalenze del club bianconero, coordinata dalla Procura di Torino, che vede indagati i vertici del club. Lo riporta l'Agi.

In particolare, una scrittura attestante la sussistenza di un "obbligo non federale" a carico dell'Atalanta, nell'ambito della doppia operazione di trasferimento dei calciatori Demiral e Romero, e una scrittura privata "carta famosa che non deve esistere teoricamente" riguardante il rapporto contrattuale e le retribuzioni arretrate di Cristiano Ronaldo (CR7 non è indagato).

Juventus: plusvalenze sospette per oltre 282 milioni in 3 anni

Plusvalenze per 282 milioni in tre anni "connotate da valori fraudolentemente maggiorati". C'e' questo dato, secondo quanto riporta l'Ansa, alla base dell'indagine della procura di Torino e della Guardia di Finanza, che ieri e' sfociata in una serie di perquisizioni negli uffici della Juventus.

Inchiesta Juventus: "Operazioni sganciate da valori mercato"

"Sin dai primi accertamenti sono emersi indizi precisi e concordanti per ritenere che i valori sottesi ai trasferimenti in questione non siano stati oggetto di una fisiologica trattativa di mercato ma che si sia di fronte a operazioni sganciate da valori reali di mercato, preordinate e attestanti ricavi meramente 'contabili' in ultima istanza fittizi". E' quanto si legge nel decreto di perquisizione disposto dalla Procura di Torino, a cui ha fatto seguito il blitz di venerdì della Guardia di finanza nelle sedi di Torino e Milano della Juventus nell'ambito dell'inchiesta Prisma. che vede indagati, fra gli altri, il presidente della Juventus Andrea Agnelli, il suo vice Pavel Nedved e l'ex responsabile dell'area sportiva Fabio Paratici.

Inchiesta Juventus: pm, Agnelli consapevole plusvalenze

E' Fabio Paratici, ex Chief football officer della Juventus, "l'artefice della pianificazione preventiva delle plusvalenze", ma il Cda della societa' bianconera, e "in primis il presidente Andrea Agnelli", era "ben consapevole" della sua condotta. Lo riporta l'Ansa secondo cui questa, per ora, e' l'ipotesi su cui stanno lavorando la procura di Torino la Guardia di Finanza nell'inchiesta sui conti del club. Gli inquirenti si sono avvalsi di numerose intercettazioni telefoniche, dalle quali si ricava che negli ambienti della Juventus era chiaro che le difficolta' non derivavano soltanto dall'emergenza sanitaria: in una conversazione si sente dire "si' ma non era solo il Covid e questo lo sappiamo bene".

Juventus, decreto inchiesta. "Miglioramento fraudolento degli indici di bilancio"

Le operazioni sotto la lente dei magistrati torinesi che indagano sulla Juventus, si legge nel decreto di perquisizione, "nel momento in cui consentono la registrazione per intero del ricavo nell'esercizio in corso e la 'spalmatura' dei costi negli esercizi successivi, determinano un miglioramento fraudolento degli indici di bilancio, in particolare della voce del conto economico denominata 'altri ricavi e proventi - plusvalenze da cessione diritti pluriennali prestazioni calciatori' e della voce dello stato patrimoniale 'diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori' con conseguente configurabilità, a carico del dei soggetti apicali interessati del delitto di false comunicazioni sociali".

Decreto inchiesta Juventus. "Gestione malsana delle plusvalenze"

Dagli accertamenti "si è avuta espressa conferma in merito alla 'gestione malsana delle plusvalenze', voce di ricavo caratteristica della gestione sportiva, talvolta utilizzata quale autentico strumento 'salva bilanci', cioè in modo distorto, quale correttivo dei rischi assunti in tema di investimenti e dei costi connessi ad acquisti e stipendi 'scriteriati'". E' quanto si legge nel decreto di perquisizione disposto dalla procura di Torino nelle sedi della società bianconera nell'ambito dell'inchiesta denominata 'Prisma'. Nel corso  delle indagini sono state svolte anche intercettazioni telefoniche.  "Proprio gli investimenti oltre le previsioni di budget e gli "ammortamenti" - si legge ancora - sono stati tra le cause dello squilibrio economico e finanziario che ha portato la società Juventus  s.p.a. ad essere paragonata ad 'una macchina ingolfata'"

Inchiesta Juventus: circa 323 milioni plusvalenze in ultimi 3 anni

Ammontano a circa 323 milioni di euro le plusvalenze contabilizzate dalla Juventus nei bilanci degli ultimi tre anni, con le analisi delle singole transizioni che avrebbe evidenziato "la ricorrenza di manifesti profili di anomalia". E' quanto ipotizza la Procura di Torino, che indaga i vertici del club bianconero. Secondo i magistrati, nella maggior parte dei casi si tratterebbe di operazioni cosiddette "a specchio", realizzate mediante uno scambio contestuale di calciatori dove, a fronte di una o piu' cessioni, sono state disposte una o piu' acquisizioni, ottenendo cosi' operazioni "a somma zero" tra le parti "con conseguente assenza di movimento finanziario e presenza di un duplice effetto positivo sui bilanci della cedente e della cessionaria". Nel mirino degli inquirenti, inoltre, ci sono numerose cessioni di giovani calciatori appartenenti alla Juventus Under 23 "con corrispettivi rilevanti e fuori range rispetto a calciatori di medesimo livello e categoria" e cessioni/acquisizioni realizzate in prossimita' della scadenza contrattuale.

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