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Milan, Kucka: "Avevo firmato con l'Inter, poi non mi hanno più voluto"

"Il calcio è così: avevo firmato un contratto con l'Inter, però sono rimasto in prestito al Genoa per un altro campionato. L’Inter poi non mi ha più voluto e io sono rimasto lì, comunque contento. Quando sono arrivato in Italia per sei mesi è andato tutto a meraviglia. Poi la stagione successiva ho giocato male e forse per questo motivo l’Inter si è tirata indietro e non se n’è fatto nulla. E’ stato un anno difficile, non mi sentivo mai in forma e mi sono pure fatto male. Forse ha inciso il fatto che avessi in testa l’idea che sarei andato a Milano. O forse non ero ancora pronto. Ora però sono al Milan e voglio dimostrare di poterci stare in una grande". Lo ha spiegato Juraj Kucka in un'intervista a Tuttosport.

L'ex centrocampista del Genoa (cinque anni in rossoblu), ora ha fatto il grande salto nella sua carriera passando al Milan: "Spero di sì: mi auguro soltanto di non avere problemi fisici perché qui posso solo migliorare. Anche se molte cose sfuggono a chi guarda le partite, per diventare grandi giocatori bisogna affinare particolari che paiono impercettibili. E questo lo puoi fare soltanto giocando a grandi livelli".

Il giocatore che teme di più nel derby è Jò-Jò: "L’Inter ha molti giocatori insidiosi da affrontare. Se devo sceglierne per forza uno, dico Jovetic perché possiede davvero tanta qualità: noi dovremo essere bravi a limitarlo".

Il Milan vuole tornare grande: "La pressione sarà tanta ma è normale se stai al Milan che sia più alta rispetto a quando giochi nel Genoa. Certo è che l’obiettivo della stagione è quello di tornare in Champions, ovvero là dove deve stare una società importante come il Milan".

Kucka ha un gran modello come punto di riferimento: "Paul Scholes, magari diventassi per il Milan quello che stato lui per il Manchester United...".

L'ultima rete di Kucka in serie A? A fine dello scorso campionato proprio contro l'Inter... "Quel gol mi resterà nella testa per tutta la vita: non è stato ul più bello ma forse è stato il più importante della mia carriera perché quella vittoria ci ha dato l’Europa League. Era quasi l’ultimo minuto, proprio sotto la Gradinata Nord, un’emozione davvero indimenticabile".

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