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Milan, Mihajlovic ora sorride: "Voci di esonero? Mi scivolano addosso"

Le voci di esonero? "Non ci penso, penso solo a lavorare: ho un carattere forte e queste voci mi scivolano addosso. Non sono preoccupato, abbiamo tanti margini di allenamento: se la squadra non si allenasse bene sarei preoccupato ma non è così. Siamo un gruppo unito". Sinisa Mihajlovic sorride dopo il 2-0 di Marassi contro la Sampdoria che qualifica il Milan ai quarti di Coppa Italia contro il Carpi (e una proiezione di semifinale con Alessandria o Spezia). "Dovevamo vincere e abbiamo vinto, oggi non era scontato farlo e ci deve dare fiducia. Abbiamo colto un'occasione importante, il cammino non è proibitivo e può dare un altro senso al nostro campionato, ora prepariamo al meglio anche la partita contro il Frosinone. Contro Carpi e Verona dovevamo vincere e sul campo meritavamo, pareggi sarebbero anche positivi ma non se ti chiami Milan: oggi abbiamo creato concretizzato e vinto. Berlusconi? Sempre le stesse domande, lo sento ogni giorno dopo le partite".

Diego Lopez: "Sta recuperando da un problema al ginocchio, penso che dopo le feste lo avremo a disposizione".

Sinisa ottimista sul campionato: "Obiettivo Champions complicato? Non direi, se avessimo vinto contro il Verona avremmo mantenuto la media di due punti a partita che ti porta in Champions League. Non l'abbiamo sfruttato e colpa nostra, ma non abbiamo perso la fiducia e sono convinto che riusciremo ad arrivare al nostro obiettivo".

Mihajlovic su Niang: "Mbaye è un giocatore importante ma molto giovane, il suo problema è che deve avere continuità, ogni tanto si perde in partita e anche in settimana in allenamento. Se sta concentrato ha tutte le qualità per essere tra i più forti, è migliorato molto da quando è stato a Genova e anche in precampionato è stato uno dei migliori, poi si è infortunato: è molto importante per noi, deve mantenere la concentrazione e non accontentarsi. Preferisco che ogni tanto prenda la palla anche in profondità".

"Il mercato? Ne parlo solo con la società. Soriano? Non mi piace parlare dei giocatori che non alleno, parlo solo dei miei".

Mancini ha detto che l'Inter non è una Ferrari ma una 500 ultimo modello: "Il MIlan? Io non ne capisco di macchine, vado in giro in bicicletta, una di quelle vecchia maniera dove cambi il passo solo pedalando più forte".

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