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Milan, Berlusconi: "Cessione del club ai cinesi pulita e sicura". Ac Milan news

Milan, Galliani: "Yonghong Li non è insolvente. Credenziali presentate". Ac Milan news
MILAN. BERLUSCONI "CESSIONE CLUB AI CINESI PULITA E SICURA"
"Noi abbiamo avuto banche, sponsor e professionisti internazionali che ci hanno confermato che l'operazione era assolutamente sicura. Adesso abbiamo parlato nuovamente con queste persone che ci hanno dato ulteriore conferma dell'assoluta nettezza e pulizia di questa operazione". Cosi' il presidente di Fi, Silvio Berlusconi, ospite di #Italia18, negli studi di Corriere Tv in merito alla vendita del MILAN ai cinesi. Alla domanda se utilizzerebbe quei soldi per ricomrpare il MILAN, ha detto: "No purtroppo perche' da quando nel calcio sono entrati i soldi del petrolio, per una sola famiglia sono diventati insostenibili i costi per mantenere una squadra ai livelli del MILAN, che e' stata la migliore al mondo per alcuni anni".
Milan, Galliani: "Yonghong Li non è insolvente. Credenziali presentate". Ac Milan news
- "L'inchiesta del Corriere su Yonghong Li? Penso tante cose. Questo signore ha acquisito il Milan investendo una cifra molto importante. Noi eravamo assistiti da un grande gruppo internazionale come advisor e lui da una grande banca internazionale. Non solo ha comperato il Milan ma ha anche presentato in giugno le credenziali alla Lega calcio ed è stato approvato". E' il commento dell'ex amministratore delegato rossonero, Adriano Galliani, all'inchiesta del Corriere sulla proprietà cinese del Milan durante una intervista a 'Mattino Cinque'. "Il fondo Elliott gli ha prestato più di 300 milioni e avranno fatto anche loro le dovute verifiche -prosegue Galliani candidato di Forza Italia alle prossime elezioni politiche-. Terza cosa: ha fatto una grande campagna acquisti, presentando sempre certificazioni e fideiussioni. Non conosco la realtà cinese ma 1+1+1 dovrebbe fare tre e fino ad ora le cose sono sempre andate in quel senso". Per quanto riguarda il suo impegno in politica Galliani ha poi aggiunto. "Hegel ha detto che di cose grandi nel mondo non ne sono mai state fatte senza passione. Ed io la passione ce la sto mettendo tutta. La burocrazia in politica? Vorrei dribblarla come faceva Kakà. Voglio occuparmi anche di sport se mi verrà consentito. Quello che vorrei fare è costruire impianti sportivi. Dobbiamo ripartire dalle strutture come si è fatto in quasi tutti i paesi europei".
Milan, crac cinese di Yonghong Li
Yonghong Li, presidente del Milan, mentre stava comprando il club di via Aldo Rossi da Finnvest per 740 milioni di euro, sarebbe stato condannato a risarcire dei debiti con alcune banche, mettendo all’asta una sua società. Lo riferisce il Corriere della Sera, nella rubrica “Dataroom” di Milena Gabanelli.
Secondo queste ricostruzioni, l’8 gennaio è arrivata un’altra tegola per Yonghong Li: la Banca di Canton, a cui non avrebbe pagato i debiti chiede la liquidazione per bancarotta della holding Shenzhen Jie Ande. L’ordine arrivato, secondo quanto riportato dall’inchiesta del ‘CorSera’, dal Tribunale del distretto di Futian sarebbe stato quello di vendere all’asta del 2 febbraio (data poi rinviata) l’11,39% che la ‘cassaforte’ di Yonghong Li avrebbe nella società di packaging Zhuhai Zhongfu, quotata alla Borsa di Shenzhen. Valore, circa 60 milioni. Tale ricavato andrebbe a risarcire le banche.
Alcuni giorni fa secondo quanto riporta il Corriere della Sera, la China Securities Regulatory Commission, l’equivalente della Consob di Pechino, avrebbe comunicato l’avvio di indagini per presunti illeciti sul mercato commessi dalla holding che si chiama “Shenzhen Jie Ande”, poiché avrebbe tenuto nascoste per mesi la sentenza e l’insolvenza.
Quando il nuovo proprietario del Milan ha presentato le proprie credenziali su onorabilità e solidità non era però emerso nessun problema.
