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Milan, non solo l'addio di Inzaghi: dopo 35 anni lascia pure Tassotti

Il MIlan non ha salutato solo Pippo Inzaghi, ma anche una bandiera di lunghissimo corso:  a lasciare è pure Mauro Tassotti, dopo 35 anni in rossonero. Arrivò dalla Lazio ventenne nel 1980 ed è stato uno splendido terzino destro (ottimo difensore e quando scendeva aveva il piede gisto per mettere in mezzo palloni sempre importanti) sino al 1997. Soprannome: Djalma Santos. Andò a costituire quelli che sono stati definiti da alcuni addetti ai lavori i "Beatles del Milan" o gli "Invincibili": Tassotti-Baresi-Costacurta-Maldini (senza dimenticare Filippo Galli). Dal 1997 al 2001 ha allenato la Primavera e dopo 4 anni di gavetta è diventato allenatore in seconda del Milan.

Lui c'è sempre stato: da Cesare Maldini (con cui subentrò a Zaccheroni) a Terim, quindi Ancelotti, passando per Allegri, Seedorf, Inzaghi.

Inzaghi e Tassotti ringraziati dalla Curva Sud milanista con una lettera aperta: "La Curva Sud del Milan saluta e ringrazia Filippo Inzaghi sottolineando che l'ormai ex allenatore rossonero ci "ha messo il cuore" ed e' stato "scaricato" e "trattato in una maniera indegna" dalla societa' che ha "cercato i sostituti prima di comunicargli le scelte". "Oggi per chi ti vuole bene e' un giorno triste, sei arrivato a luglio in prima squadra e pur con una rosa non all'altezza hai cercato di fare del tuo meglio, ci hai messo il cuore e noi questo lo abbiamo sempre apprezzato, ti abbiamo sempre sostenuto, mentre la societa' ti voltava le spalle per nascondere le proprie colpe fatte di un mercato di scarso valore e di continue promesse. Ti hanno scaricato trattandoti in una maniera indegna, andando a cercare i sostituti prima di comunicarti le loro scelte. Abbiamo visto un Milan che onorava le sue bandiere, oggi vediamo un Milan che ha usato una delle piu' belle solo per nascondere il marcio che c'e' dietro". La Curva Sud ha poi salutato Mauro Tassotti, che sta per chiudere la sua avventura in rossonero durata 35 anni, "contraddistinti sempre da una grandissima professionalita' e da grande rispetto verso i nostri colori. Resta anche lui - e' la conclusione degli ultra' - indelebile nella storia rossonera".

Mihajlovic: "Ad Arcore cena informale,ci siamo conosciuti" - "All'inizio dell'anno non mi aspettavo che ieri sera sarei stato a cena ad Arcore con Berlusconi. E' stata una cena informale, molto bella, piacevole, ci siamo parlati, conosciuti. Ho sempre portato rispetto al presidente e Galliani anche quando ero dall'altra parte. Si e' mangiato bene, bevuto ancora meglio, siamo stati molto bene". Lo ha dichiarato Sinisa Mihajhlovic, allenatore in pectore del Milan, intervenuto a Sky Sport da Amalfi dove ricevera' un premio come miglior allenatore. "Pronto per grande salto? Io mi sentivo pronto anche l'anno scorso, due anni fa, mi sento sempre pronto" ha detto l'ormai ex tecnico della Sampdoria che ha spiegato di aver cambiato idea rispetto ad un video che circola in queste ore e nel quale dichiara che non avrebbe mai allenato il Milan. "Uno cambia, quando ero giovane, quando cominciavo ad allenare, andavo a sottrazione, dividevo noi e gli altri, avevo bisogno dei nemici, adesso a quest'eta' ho imparato tanto, ho capito tante cose, vado piu' a esperienza, e' una sfida che potrebbe piacermi, perche' e' facile essere amato dove hai giocato, la sfida piu' grande e' convincere gli scettici che non ti vedono bene, vedremo se ci sara' o no questa possibilita'. Oggi non ho bisogno di nemici, mi rendo conto di aver cambiato modo di pensare, di ragionare, a 50 anni si cambia" ha spiegato Mihajlovic che e' tornato sulle tante voci dei mesi scorsi secondo le quali aveva gia' firmato per il Napoli. "Ci sono rimasto male, capisco tutto ma una cosa e' dire che una societa' e' interessata e fa piacere, altro e' dire che ho gia' firmato, si manca di rispetto. Io avevo un contratto con la Sampdoria e non ho parlato con nessuno, non era giusto scrivere certe cose. C'e' stato qualche contatto ma non sono stato mai vicino".

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