Cristiano Ronaldo comincia oggi il suo sesto Mondiale. Alle 19 italiane, a Houston, il Portogallo affronta la Repubblica Democratica del Congo: da una parte una delle rose più ricche e ambiziose del torneo, dall’altra una nazionale tornata alla Coppa dopo 52 anni e reduce da una preparazione segnata dall’emergenza Ebola.
CR7 cerca il trofeo che gli manca, i Leopardi tornano dopo l’unica apparizione del 1974
Cristiano Ronaldo inizia oggi a Houston il suo sesto Mondiale. Il Portogallo debutta alle 19 italiane contro la Repubblica Democratica del Congo, nella prima giornata del gruppo K, lo stesso di Uzbekistan e Colombia. Per CR7, a 41 anni, può essere l’ultima corsa verso la Coppa del Mondo.
La partita mette insieme due estremi. Ronaldo ha superato i due miliardi di dollari guadagnati in carriera e all’Al Nassr incassa circa 200 milioni di euro a stagione. La RD Congo è invece la nazionale del Paese più povero tra quelli qualificati, con un Pil pro capite di poco superiore ai 1.100 dollari. A Houston non si affrontano soltanto una favorita e una possibile sorpresa: si incrociano due mondi lontanissimi del calcio contemporaneo. Il Portogallo arriva al Mondiale dopo la Nations League vinta lo scorso anno e con una rosa che può puntare veramente in alto. Roberto Martinez ha qualità in ogni reparto. In porta c’è Diogo Costa, davanti a lui uomini di livello internazionale come Joao Cancelo, Renato Veiga, Ruben Dias e Nuno Mendes. In mezzo pesano tecnica e gestione del pallone con Joao Neves, Vitinha, Bruno Fernandes e Bernardo Silva. In attacco l’attenzione è tutta su Ronaldo, anche se Rafa Leao e Pedro Neto danno al ct opzioni diverse per cambiare ritmo. Leao ha evitato la squalifica dopo l’espulsione nell’amichevole contro il Cile, ma dovrebbe partire dalla panchina. Il Portogallo comincerà ancora con Ronaldo, perché il Mondiale del 2026 è anche il tentativo di chiudere l’unico conto rimasto aperto nella sua carriera. Leo Messi ha già alzato la Coppa con l’Argentina. CR7 cerca il trofeo che manca per pareggiare anche quell’ultima distanza simbolica.
Ronaldo è diventato uno dei volti politici e commerciali di questo Mondiale. A novembre la sua presenza alla cena organizzata alla Casa Bianca dal presidente americano Donald Trump, con Elon Musk e il presidente della Fifa Gianni Infantino, in onore del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, aveva fatto discutere. Trump lo aveva definito così: “Un ragazzo incredibile, non solo come atleta ma come persona”.
La RD Congo arriva alla partita con una storia molto diversa. I Leopardi sono allenati dal francese Sébastien Desabre e hanno in rosa diversi giocatori cresciuti o formati fuori dal Paese. Noah Sadiki, mezzala di 21 anni del Sunderland, ha anche cittadinanza belga. Il capitano Chancel Mbemba, nato in Congo e oggi al Lille dopo gli anni al Marsiglia, ha giocato anche quattro stagioni al Porto. Nel suo caso, nel corso della carriera, la data di nascita è stata più volte discussa. In attacco Desabre può contare su due nomi conosciuti nel calcio europeo: Cedric Bakambu, del Betis, e Yoane Wissa, del Newcastle. In difesa ci sono anche Axel Tuanzebe, passato dal Napoli, Aaron Wan-Bissaka e Arthur Masuaku. Non basta per togliere al Portogallo il ruolo di favorito, ma dà alla RD Congo fisicità, corsa e giocatori abituati a campionati competitivi. La marcia verso Houston è stata complicata. La RD Congo affronta in queste settimane un’epidemia di Ebola con 130 morti accertati, dato considerato sottostimato. Per entrare negli Stati Uniti, i giocatori hanno dovuto rispettare 21 giorni di isolamento. Anche l’ultima amichevole contro il Cile è stata spostata: la squadra ha giocato a Orléans, in Francia, dopo il no allo stadio arrivato dal sindaco di La Linea de la Concepción, in Spagna, per il timore di contagi. Il ritorno al Mondiale arriva 52 anni dopo l’unico precedente. Nel 1974 il Paese si chiamava Zaire e perse tutte e tre le partite: 2-0 contro la Scozia, 9-0 contro la Jugoslavia e 3-0 contro il Brasile. Di quel torneo è rimasta anche l’immagine di Joseph Mwepu Ilunga, che contro il Brasile uscì dalla barriera e calciò via il pallone prima della punizione di Rivelino. Dietro quel gesto, diventato per anni una scena quasi comica, c’era la pressione del regime di Mobutu Sese Seko, che aveva minacciato i giocatori e le loro famiglie in caso di sconfitta con più di tre gol di scarto.
Le probabili scelte di Martinez portano verso un Portogallo con Diogo Costa in porta, Cancelo, Renato Veiga, Ruben Dias e Nuno Mendes in difesa, Joao Neves e Vitinha in mezzo. Davanti dovrebbero muoversi Pedro Neto, Bernardo Silva e Bruno Fernandes alle spalle di Cristiano Ronaldo.
La RD Congo dovrebbe rispondere con una linea difensiva guidata da Mbemba, con Wan-Bissaka, Tuanzebe e Masuaku tra i riferimenti. In mezzo campo attenzione a Sadiki, mentre davanti Desabre può affidarsi alla coppia Bakambu-Wissa. Sono loro i giocatori chiamati a trasformare il ritorno dei Leopardi al Mondiale in qualcosa di più di una passerella contro CR7.
Portogallo-Repubblica Democratica del Congo si gioca oggi, martedì 17 giugno, all’NRG Stadium di Houston. La partita sarà visibile in diretta e in esclusiva su DAZN, tramite app, sito e canale dedicato su Prime Video. Non è prevista la diretta in chiaro sulla Rai né lo streaming su RaiPlay.

