A- A+
Sport
nadal modificato 15

Di Giordano Brega

Re di Indian Well per la terza volta (2007, 2009 e 2013), ma soprattutto portatore di un pensiero forte che cavalca il mondo del tennis: Rafa non muore mai. Dimenticati in un baleno i sette mesi e mezzo di assenza,  lasciando sul campo Olimpiadi di Londra (dove avrebbe dovuto essere portabandiera per la Spagna e soprattutto difendere il suo oro conquistato a Pechino), Us Open e Australian (Slam che lo avevano visto in finale nel 2011). Con essi anche la possibilità di lottare per il primo posto nel ranking. Era scivolato sino al gradino numero 5 (questa settimana è tornato quarto), a causa di tutti i punti persi non giocando. Ma più dei numeri, c'erano i dubbi e le ansie sul suo ginocchio dolorante e sul rientro. Sarebbe stato nuovamente competitivo? E comunque quanto ci avrebbe messo per ritrovare l'antico piglio da numero 1? Più delle campagne nei tornei minori sul rosso (finale a Vina del Mare, conquista di San Paolo e soprattutto Acapulco azzerando in finale David Ferrer), i dubbi erano tutti sul primo Master 1000 dell'anno sul cemento (seppur il suo torneo sul duro più amato). Le risposte? Eccole servite: Nadal è prima venuto a capo di un complicato match contro il talentuoso Gulbis, quindi ha sistemato la pratica Federer (menomato alla schiena) ai quarti, ma soprattutto il meglio è arrivato nelle due partite conclusive. Perentoria la vittoria in semifinale contro un osso come il ceco Thomas Berdych. Semplicemente emozionante la finale contro Juan Martin Del Potro. Già, proprio il gigante di Tandill, in formissima come non lo si vedeva dal 2008 (quando conquistò l'Open Usa battendo Roger Federer in finale), che aveva messo ko prima Andy Murray e poi Nole Djokovic. E che si era portato 6/4, 3/1 contro un Rafa impreciso nei colpi e poco cattivo agonisticamente parlando.

Invece è proprio in quel momento che il mancino di Manacor è risorto, in coincidenza con un leggero calo fisico di Delpo. Tutto è cambiato in pochi minuti, senza che l'argentino quasi si rendesse conto di quanto stava avvenendo sopra il suo capo. Il mallorchino è tornato improvvisamente a far pressing asfissiante dal fondo. Strepitoso nel rincorrere e recuperare palle impossibili (piazzando per giunta i suoi passanti e vincenti  che gelano il malcapitato avversario di turno). Senza contare il piacere di ritrovare un Rafa letale col suo drittone. Musica per le orecchie di chi lo ama, di chi crede nel suo tennis di cuore e comunque spettacolare. Il crescendo nadaliano è stato impetuoso. Nel suo personalissimo capolavoro (46 63 64 finale, due ore e mezza di gioco) Nadal ha chiuso con 33 vincenti (contro i 28 di Del Potro)  e con 11 gratuiti in meno del suo avversario (27 a 38). Meno killer instint del solito, ma anche tanta pericolosità in risposta se pensiamo che ha avuto ben 18 palle break sfruttandone 4. E tutto sommato, è sì vero che l'argentino lo ha breakkato tre volte (nel solo primo set e mezzo, poi il nulla), ma sfruttando le tre sole occasioni concessegli.

Gloria a Rafa con la vittoria numero 600 in carriera. 53mo titolo (il primo sul duro da Tokyo 2010) e 22mo Masters 1000. Quest'ultimo dato è record assoluto, Federer ora segue a quota 21. Ora salterà Miami per non pregiudicare le sue ginocchia e lo si rivedrà in campo per la stagione sul Rosso dove è chiamato a confermare il suo dominio: si parte da Montecarlo, passando per Madrid-Roma e ovviamente il Roland Garros. Tutti tornei che l'anno scorso vinse (a parte Madrid sulla terra blu che proprio non digerì) e su cui dovrà confermare i punti. Poi, da giugno in poi sarà finito il tempo delle cambiali e potrà recuperare posizioni in classifica. Djoker, Roger e Murray sono avvisati.

Iscriviti alla newsletter
Tags:
nadalindian wellsdel potrodjokovicfederermurray
in evidenza
Risolvi il tuo Debito: aiutate più di 300 mila persone in 12 anni di attività

Corporate - Il giornale delle imprese

Risolvi il tuo Debito: aiutate più di 300 mila persone in 12 anni di attività

i più visti
in vetrina
Agiter Investigazioni, come funzionano le indagini private e aziendali

Agiter Investigazioni, come funzionano le indagini private e aziendali


casa, immobiliare
motori
Nissan svela “Ambition 2030”, 23 nuovi modelli elettrificati entro il 2030

Nissan svela “Ambition 2030”, 23 nuovi modelli elettrificati entro il 2030


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.