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Serie A quinta giornata, una Top 11 da 12 gol: Palmisani para tutto, Lautaro e Koné fanno doppietta. Il 3-4-3 di Affaritaliani

La Top 11 di Affaritaliani: ruolo per ruolo, ecco la formazione ideale scelta dopo l’ultima giornata di Serie A

Serie A quinta giornata, una Top 11 da 12 gol: Palmisani para tutto, Lautaro e Koné fanno doppietta. Il 3-4-3 di Affaritaliani
Foto LaPresse

Palmisani si prende i guanti da titolare dopo una domenica da sette parate, Koné e Lautaro nella top 11 con due doppiette. Nel 3-4-3 trovano spazio anche Calò, Pulisic e un tridente offensivo che ha segnato cinque gol.

Dodici gol e sette parate: Palmisani, Lautaro e Koné accendono il 3-4-3 della Top 11

Un 3-4-3 decisamente offensivo, perché questa volta contenere tutti quelli che hanno segnato è quasi impossibile. Palmisani entra di diritto, e ci mancherebbe, dopo aver blindato la porta contro il Como, Jimenez e Bremer portano due gol anche dalla difesa, mentre Pavlović mette l’assist nell’azione che riaccende Pulisic. In mezzo trovano posto la doppietta di Koné, il rigore di Zaccagni, il primo gol in Serie A di Calò e il ritorno di Captain America. Davanti altri cinque gol con Varela, Lautaro Martinez e Noslin.

Conti alla mano, i nostri undici hanno segnato 12 reti nella quinta giornata. E l’unico a cui non chiedevamo gol, Palmisani, ha risposto con sette parate.

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La formazione tipo di Affaritaliani

Palmisani

Jimenez – Bremer – Pavlović

Koné – Zaccagni – Calò – Pulisic

Varela – Lautaro Martinez – Noslin

Allenatore: Massimiliano Alvini

Palmisani para tutto, Bremer fa anche il centravanti: dietro c’è spazio per chi lascia il segno

Lorenzo Palmisani – Frosinone

Il posto tra i pali non poteva che essere suo. Contro il Como Palmisani effettua sette parate, sei su conclusioni dall’interno dell’area, e chiude con 2,64 di expected goals evitati. Douvikas, Nico Paz, Kean, Jesus Rodriguez: cambiano gli uomini, non cambia il risultato. Nessuno passa. Il Frosinone vince 2-0 e il suo portiere si prende anche il 9 in pagella, voto rarissimo per un numero uno senza rigori parati. Per Affaritaliani è stato anche l’MVP della giornata. Stavolta “mani sante” non è una battuta: è una grande verità.

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Alex Jimenez – Fiorentina

Il Napoli passa con Gilmour, la Fiorentina risponde con Jimenez al 51′. Il suo destro dalla distanza trova anche la deviazione di Rafa Marin e vale l’1-1, in una partita nella quale i viola colpiscono due traverse. Il dettaglio rende tutto ancora più saporito: sulla panchina avversaria c’è Massimiliano Allegri, l’allenatore con cui il rapporto al Milan si era rotto nell’estate 2025. Il calcio ama certi incroci. E ogni tanto prepara pure il conto.

Gleison Bremer – Juventus

Prima toglie aria a Krstovic, poi al 77′ decide di andare a vedere come si sta nell’altra area. Risultato: colpo di testa e 2-0 della Juventus sull’Atalanta. Bremer vince il duello con il centravanti nerazzurro, protegge la propria porta e trova anche il gol che chiude la partita. Il difensore perfetto per una Top 11: cancella il numero 9 degli altri e, per qualche secondo, fa pure il numero 9 della sua squadra.

Strahinja Pavlović – Milan

Il Milan stappa la partita con il Lecce dopo 14 minuti e l’azione parte dal piede sinistro di Pavlović. Lancio lungo, controllo meraviglioso di Pulisic e gol dell’1-0. Nella ripresa il serbo prova anche a mettersi in proprio e trova la rete, cancellata però per fuorigioco. Il Milan chiude 3-0 senza subire gol e lui completa una serata da centrale moderno: difende, imposta e prova perfino a timbrare il cartellino. Il gol non vale, il posto nella nostra difesa sì.

Koné domina il centrocampo, Calò stende il Como e Pulisic ricorda a San Siro chi è

Manu Koné – Roma

Due gol all’Inter in 31 minuti. Il primo arriva al 6′, il secondo al 37′. Koné porta la Roma sul 2-0 e per un tempo sembra aver deciso da solo la sfida dell’Olimpico. Lautaro cambierà il finale, non la sua prestazione. Strappi, duelli, inserimenti e soprattutto una doppietta da centravanti aggiunto. Gasperini può continuare a contare sul capocannoniere di questa Serie A, Bobby Malen ma ogni tanto può anche voltarsi verso il centrocampo: Manu ha già mandato la candidatura.

Mattia Zaccagni – Lazio

Il Venezia aveva avuto il rigore per passare in vantaggio e Mandas lo aveva parato. Al 51′ il penalty tocca alla Lazio e Zaccagni non sbaglia. Destro incrociato, 1-0 e partita finalmente girata dalla parte biancoceleste. In Serie A non segnava dal dischetto da novembre 2025. Nove minuti dopo arriverà il gol di Noslin a chiuderla. Quando la fascia pesa e il pallone pesa ancora di più, il capitano si prende la responsabilità.

Giacomo Calò – Frosinone

Contro il Como dei miracoli, Calò al quarto d’ora segna il suo primo gol in Serie A. La girata di prima trova anche la deviazione di Milla e sorprende Butez. Kvernadze farà 2-0 prima dell’intervallo, ma è Calò ad aprire la domenica che porta il Frosinone a quota 10. E il gol completa un avvio di stagione incredibile: 21 occasioni create nelle prime cinque giornate, oltre all’assist già messo a referto. Calò si sta prendendo la Serie A, con il pallone tra i piedi e adesso anche con il suo nome nel tabellino.

Christian Pulisic – Milan

266 giorni senza gol, nessuna partenza da titolare in Serie A dal 26 aprile e una microfrattura al perone da lasciarsi definitivamente alle spalle. A Pulisic bastano 14 minuti contro il Lecce. Pavlović pesca l’americano con un lancio lungo, lui addomestica il pallone di destro e col mancino di controbalzo batte Falcone. Quando esce al 69′, San Siro gli regala la standing ovation. Lo sistemiamo tra i quattro di centrocampo con licenza di stare parecchio più avanti: Captain America è tornato e il Milan se n’è accorto.

Varela ne fa due, Lautaro la rimonta da solo. Noslin si prende la maglia da titolare della Lazio?

Gustavo Varela – Monza

Il Monza cercava ancora la prima vittoria stagionale. Varela ci mette la firma con una doppietta. Al 51′ colpisce di testa sul corner di Birindelli e sfrutta l’errore di Muric, dodici minuti più tardi si presenta sul dischetto e segna il 2-0. Il Sassuolo accorcerà soltanto nel finale. Per Varela sono già quattro gol in campionato. Il Monza rompe il ghiaccio, lui invece sembra aver cominciato parecchio prima degli altri.

Lautaro Martinez – Inter

La Roma va negli spogliatoi avanti 2-0. Passano 51 secondi della ripresa e Lautaro ha già dimezzato lo svantaggio. Al 79′ arriva anche il secondo: 2-2, rimonta completata e sconfitta evitata. Due palloni trasformati in due gol proprio quando l’Inter aveva bisogno soprattutto del suo capitano. La fascia, in certe partite, non è un accessorio. Lautaro continua a usarla come una dichiarazione d’intenti e d’amore.

Tijjani Noslin – Lazio

Zaccagni sblocca Venezia-Lazio, Noslin la chiude nove minuti dopo. Tavares mette il pallone dalla sinistra e l’olandese anticipa Stankovic di testa per il 2-0. Aveva già segnato contro il Milan e al Penzo trova il secondo gol del suo campionato. Movimento giusto, tempo perfetto e colpo di testa prima dell’uscita del portiere. Gattuso ha diverse soluzioni davanti. Noslin continua a dargli ottimi motivi per scegliere lui.

Alvini ferma il Como dei miracoli e stravince il duello con Fabregas

Massimiliano Alvini – Frosinone

Il Como arriva allo Stirpe ancora imbattuto e con la possibilità di rimanere nelle zone altissime della classifica. Ne esce con due gol subiti e zero segnati. Il Frosinone colpisce con Calò al quarto d’ora, raddoppia con Kvernadze prima dell’intervallo e nella ripresa resiste agli assalti lariani con Palmisani.

Alvini non rinuncia all’identità della sua squadra davanti a un avversario sulla carta più forte e, soprattutto, dominante nel gioco. Il Frosinone sfrutta gli spazi, porta tanti uomini in transizione e difende il vantaggio. È il quarto risultato utile consecutivo, vale quota 10 in classifica e costa al Como la prima sconfitta stagionale. La sorpresa, dopo cinque giornate, comincia ad avere una classifica troppo seria per essere chiamata soltanto sorpresa. E la mano del suo allenatore si vede, eccome.

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