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Zeman torna all'attacco: "Juve? Ripeterei tutto. Mou? Piace a voi giornalisti"

Zeman a ruota libera: "Totti è stato il migliore che abbia mai allenato. Oggi mi piace il Milan"

In un'intervista a "Libero", Zdenek Zeman parla senza mezzi termini della situazione del calcio italiano, tornando anche sulle sue famose denunce riguardanti il calcio "in mano alle farmacie", Calciopoli e il calcioscommesse. A una domanda specifica sulla Juventus, l'ex allenatore di Roma, Lazio e Foggia afferma di non essersi affatto pentito delle sue esternazioni: "Se oggi ci fossero gli stessi problemi di allora, ripeterei per filo e per segno quello che dissi all'epoca. Ricordo che nel 1999, al mio secondo anno alla Roma, arrivammo quinti con 21 punti sottratti per strani errori arbitrali. Ora sono fuori dal calcio, come le dicevo, e spero che vicende simili o come quella capitata a Palomino, rimangano fatti isolati. Ma dicono che le cose siano cambiate. Non è così?".

Zeman oggi ha 75 anni e vive tra Palermo e Mazara, "ormai fuori dal calcio che conta, non mi resta che il mare anche se qualche partita la sbircio, ogni tanto". Ripercorrendo i suoi famosi metodi di allenamento, Zeman ribadisce che "la preparazione fisica perfetta è la base del risultato che si ottiene, poi, in campo. Oggi vedo alcune squadre, anche top, che si allenano poco. I giocatori sono stanchi dopo due corsette, si mettono le mani ai fianchi. In Inghilterra corrono il doppio e si allenano meglio".

Secondo Zeman, in Italia "i giocatori tengono troppo la palla e camminano. Rallentano tutto. Non velocizzano, non mangiano il campo", mentre in Inghilterra "corrono il doppio". Zeman ricorda anche il suo antico feeling con Beppe Signori, precisano però che "il giocatore più forte che ho allenato in 30 anni di calcio è stato Totti a Roma. Vedeva cose in campo che altri, pur bravini, non riuscivano a notare. Francesco si allenava bene ma non ne aveva bisogno".

Rispetto al prossimo campionato, Zeman nota "la tendenza di ricreare un campionato vario con sette sorelle, come una volta: Juve, Inter, Milan, Roma, Lazio, Napoli e Fiorentina. Tra esse mi convince di più il Milan. Ha vinto giocando meglio di tutte anche se Ibra è stato in campo poco o niente. Se ha avuto meriti, li ha evidenziati nello spogliatoio". Come suo erede indica Italiano, che "ha fatto bene a Spezia e benissimo a Firenze. Ha gusto estetico e preparazione tattica". Rispetto alla Roma di Mourinho punge: "Mou è un personaggio che attira attenzione e piace tanto a voi giornalisti. Però il campo è un'altra cosa". E sulla Juve, priva di Pogba nella prima parte della stagione, aggiunge: "Non può basarsi su un giocatore. Deve essere costruita per vincere ma a prescindere da Pogba".

 

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