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Viaggi
Il mio viaggio a New York, Piero Armenti e Martina si raccontano ad Affari

Piero ai suoi followers “Avete ragione, mangio troppo, ma è più forte di me!”.
“Volevo raccontare la grande mela a quelli che non possono visitarla". 
“Mi manca l’Italia e la giovinezza a Salerno”.
Manhattan? “Una forza unica, un film!”

Su Martina? “Una partner in crime, con cui vivere allegramente”.
“È più difficile scrivere un buon romanzo che fare impresa”.

Lei su Piero: “Buono, dinamico, generoso, un vulcano che quando decide ottiene”
Martina di Piero: “Lo seguivo su Instagram. Sono stata io a scrivergli. Era solo per un caffè e poi…”
Piero: “New York va vista, poi possiamo decidere se amarla o detestarla. Ringrazio il mio team. Il futuro è un luogo meraviglioso”

"TikTok, Instagram, Facebook, copriamo un pubblico pari a quello di un canale televisivo nazionale”. Come dargli torto, è tutto non solo vero ma indiscutibilmente meritato. Piero Armenti (classe ’79) – con il quale ci siamo fatti una bella chiacchierata – si è creato dal nulla, partendo da Salerno 10 anni orsono. Prima il Venezuela, poi i reportage per testate importanti (Panorama in primis) ed infine gli Stati Uniti d’America. Ma è la mitica New York a stregare, in maniera definitiva, l’influncer, scrittore, urban explorer e tour operator italiano di stanza nella East Coast. Seguitissimo in patria, giornalista professionista, Piero, innamorato dei balli caraibici, si trasferisce (2011) nella “Grande Mela”, solo dopo la coinvolgente esperienza a Caracas e il dottorato all’Università Orientale di Napoli.

E’ il patron de “Il mio viaggio a New York”, sito a Time Square, una realtà con un milioni e mezzo di seguaci social, decine di dipendenti e un sogno primordiale: “prima di detestarla o amarla, visitate questa incredibile città!”. E’ inoltre fondatore di una società di snack americani, la jerryamerica.com e ideatore di suggestive escursioni per gruppi; dal tour delle discoteche al Bronx, dal Queens a Brooklyn, tutti rigorosamente pensati per far risparmiare tempo e denaro ai suoi connazionali.

Come se non bastasse è persino autore di ben quattro pubblicazioni, due di esse romanzi. Una è dedicata al centro America (Messico e Venezuela), l’altra è una guida turistica omonima dell’azienda “Il Mio Viaggio a New York” (Newton&Compton), la terza – per Mondadori – è un componimento narrativo rivolto alla sua adorata “city”, dal sapore squisitamente autobiografico, ove sviscera la storia di un giovane che insegue i propri sogni oltreoceano partendo dal piccolo paesino del Sud e l’ultima, di prossima uscita (28 settembre, medesimo editore), un romanzo dal titolo emblematico e accattivante: “Se ami New York”, già prenotabile su Amazon all’indirizzo https://amzn.to/3yAG7E7.

copertina nuovo libro Piero Armenti
 

Concepita con profonda emotività durante il recente inverno di Pandemia, l’opera svela un lato inedito di NY; dalle ombre che la costellano sotto le luci scintillanti dei grattacieli ai silenzi assordanti in mezzo alla folla rumorosa, fino agli amori impossibili che uniscono le tante solitudini che la popolano. Un concentrato di pathos e bellezza che Armenti riesce sapientemente a padroneggiare, con dovizia di particolari, uno stile godibile e sempre attento ai piccoli dettagli, quelli che poi fanno (come ben sa) la vera differenza in ogni cosa.

Piero e Martina   foto 1
 

Naturalmente non potevano mancare un paio di domande anche a Martina (Maceratesi), quasi d’obbligo, perché ella è stata partecipe, complice e (con pazienza) onnipresente durante l’ultimo loro viaggio in “presa diretta” nella magnifica Grecia, sogno proibito (come anche Piero afferma) di tutti gli amanti della cultura classica.                            

Piero, siete appena tornati dalla Grecia. Tutto rigorosamente filmato. Ci vuol raccontare, dal suo punto di vista, cosa si porta con sé di questa esperienza?   

La bellezza delle sue isole, colorate dal Mediterraneo, la calma dei suoi abitanti, la malinconia e la forza nascosta di Atene, che domina dall’alto con l’Acropoli. Per chi viene dalla cultura classica, la Grecia è una sorta di terra promessa. Per chi viene dall’America un paradiso di calma e vita tranquilla. Tornerò sicuramente.

Qualcuno critica le troppe soste nei ristoranti e/o nei “paradisi” del cibo. Cosa risponde?

Che hanno ragione, mangio sicuramente troppo, ma quando vado in un Paese non mi controllo. Ricerco i ristoranti migliori ma anche quelli più autentici, vado nelle bettole e negli stellati. Mi appassiona la cultura culinaria dei luoghi, e la Grecia non mi ha deluso, una cucina essenziale, non sofisticata, ma gustosa. Pochi piatti, ma di enorme gusto. 

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Qualche passo indietro. Oggi lei è uno dei più seguiti influncer turistici, ma come nasce l’idea di cominciare e perché proprio New York? 

Tutto nasce dalla passione per il racconto, voler condivide le mie esperienze. Molti sognano New York, ma magari non hanno i soldi per visitarla. Mi son detto perché non fare dei video e fare in modo che gente possa conoscerla comodamente dal divano. Così ho iniziato. Dopo ho pensato di finanziare questa “narrazione” con un Tour Operator, per offrire servizi ai turisti. Appena ho aperto l’ufficio a Times Square è stato un vero boom, si formava la fila di persone per entrare e partecipare ai miei tour. Ma oramai il progetto “Il mio viaggio a New York” può essere considerato oltre ad un tour operator, una Media Company. Tra TikTok, Instagram e Facebook copriamo un pubblico pari a quello di un canale televisivo nazionale.

(Segue...)

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