Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Grillo, il mondo cattolico e lo scoop dell'Avvenire

Rarissime sono le interviste concesse dal leader pentastellato

Grillo, il mondo cattolico e lo scoop dell'Avvenire


E’ molto di più di un’intervista, con tanto di “giallo” di una seconda puntata in programma, come si legge nell’incipit del testo. Non è un caso che Beppe Grillo abbia scelto di parlare ad Avvenire, il giornale dei vescovi, dilungandosi in un colloquio ampio e sugli argomenti più svariati come mai accaduto prima d’ora con un quotidiano, tantomeno italiano. Pare che nelle ultime settimane, sulle scrivanie della Casaleggio Associati, e in mano al leader genovese del Movimento, sia finito un sondaggio in cui si indica che il 21 per cento dell’elettorato dei Cinque Stelle è formato da cattolici praticanti. Una percentuale alta, forse inattesa in queste proporzioni, che ha avvicinato due mondi - quello pentastellato e quello cattolico - che già si “corteggiavano” a vicenda da tempo.  E’ così che va letta anche l’uscita di inizio settimana di Luigi Di Maio, il favorito nella corsa interna alla premiership, che si è schierato contro l’apertura domenicale degli esercizi commerciali facendo riferimento a una proposta condivisa dalla Cei (la Conferenza episcopale italiana). Le parole del vicepresidente della Camera, tra l’altro, arrivano dopo che Avvenire in questi giorni ha portato avanti un’inchiesta giornalistica a più puntate sulle saracinesche alzate all'outlet di Serravalle persino a Pasqua.

Ma i primi approcci tra il M5S e Avvenire (alias “mondo cattolico”) hanno radici lontane nel tempo. In particolare da quando i grillini sono entrati in Parlamento, nel 2013, il quotidiano dei vescovi ha seguito con attenzione ed equilibrio il percorso e l’azione dei Cinque Stelle, alternando – a seconda dei casi – stoccate pesanti a giudizi positivi sull’operato del primo partito d’opposizione, a partire dalle posizioni condivise sulla lotta al gioco d’azzardo. Una linea editoriale misurata e, quindi, apprezzata nel Movimento e ai suoi vertici. Non sono passate inosservate, per esempio, le pagelle di Avvenire sulle amministrative 2016, quando nell’edizione del 21 giugno, all’indomani dei ballottaggi, Appendino prese 9, Raggi 7 mezzo e il “regista” Grillo un rotondo 8. Voti brillanti che vennero ripresi dagli altri quotidiani, tra cui Repubblica, il giorno successivo.

Fu gradito anche l’editoriale pubblicato l’8 settembre, nei primissimi mesi turbolenti della giunta M5S in Campidoglio, quando Avvenire esortò alla prudenza prima di condannare definitivamente il lavoro della sindaca della Capitale. Della serie: diamole un’altra chance.

Si è arrivati così all’intervista di oggi. E colpisce la “cautela” con cui il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, scelga di non riservare l’apertura del giornale al lungo ed esclusivo colloquio con Grillo, a cui dedica comunque il prestigioso “taglio”. Chissà se Grillo riuscirà a conquistarsi l’apertura di Avvenire per la seconda puntata.

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