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14 settembre 1887 – Termini-Ponte Lungo, quando il bus aveva quattro zampe

In città si inaugura la linea di omnibus Termini-Ponte Lungo, con tariffe da 15 a 25 centesimi. Un piccolo passo nella nascita del trasporto pubblico moderno e una fotografia di una Capitale che cominciava finalmente a uscire dalle mura

14 settembre 1887 – Termini-Ponte Lungo, quando il bus aveva quattro zampe

Altro che display alle fermate e app sul telefonino: il 14 settembre 1887 Roma inaugura una nuova linea di omnibus tra piazza Termini e Ponte Lungo. A tirare la vettura sono i cavalli, ma la Capitale ha già scoperto una delle sue grandi ossessioni: riuscire ad arrivare dall’altra parte della città.

Il 14 settembre 1887 un romano può presentarsi a piazza Termini, salire su un omnibus e farsi portare oltre Porta San Giovanni, fino a Ponte Lungo. Il biglietto costa 15 centesimi di lira fino alla Porta e 25 fino al capolinea. Non c’è obliteratrice, naturalmente, e soprattutto non c’è il motore: gli omnibus dell’epoca sono carrozze per il trasporto collettivo trainate da cavalli.

Roma cresce e i cavalli devono starle dietro

Non è soltanto una curiosità da vecchia fotografia. Roma è Capitale del Regno da appena diciassette anni e sta cambiando pelle velocemente. La città comincia a espandersi oltre le mura e il trasporto pubblico deve accompagnarne la crescita.

Già nel 1880 erano entrati in funzione collegamenti tra Termini e San Giovanni e tra Termini e piazza Venezia; nel frattempo le piccole imprese di trasporto stavano lasciando spazio a organizzazioni più strutturate, fino alla nascita della Società Romana Tramways Omnibus. Il cavallo, insomma, è ancora protagonista, ma Roma ha già cominciato a costruire una vera rete urbana.

Ponte Lungo, allora, è davvero “fuori porta”: il nome indica il cavalcavia dell’Appia Nuova sopra le linee ferroviarie, documentato già negli anni Sessanta dell’Ottocento. Intorno non c’è ancora il quartiere densamente costruito che conosciamo oggi.

Prima dell’Atac c’era la biada

Fa sorridere pensare che quello stesso asse oggi sia servito da autobus, traffico e metropolitana. Nel 1887 il problema della mobilità romana aveva almeno una consolazione: quando il mezzo rallentava, non si poteva dare la colpa al motore. Semmai al cavallo.