La Consulta bacchetta il Parlamento. Sciarra: "Troppi quesiti inascoltati"

La relazione annuale della Corte Costituzionale davanti al presidente Mattarella: al centro l'Ue, la guerra ma anche la parità, la salute e il 41-bis

Di Redazione Cronache
Silvana Sciarra e Sergio Mattarella
Cronache

Consulta, la presidente Sciarra fa un bilancio dell'attività alla presenza del presidente Mattarella

Un bilancio ricco e intenso, quello del 2022, per la Corte Costituzionale: bilancio presentato dalla presidente Silvana Sciarra nella riunione straordinaria alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

Si è parlato di Europa, ma anche e soprattutto di diritti: “La prima immagine che intendo evidenziare è quella di una Corte costituzionale vigile e al tempo stesso permeabile, dinamica, proiettata in universi ordinamentali più ampi, sulla scorta delle clausole di apertura all’Europa e al mondo previste dalla nostra Costituzione".

"La metafora della rete, sovente usata per descrivere le connessioni fra Corti, il loro interloquire su temi comuni, rende assai bene l’idea -ha detto ancora Sciarra- del fitto scambio di informazioni e delle iniziative prese dalla Corte costituzionale italiana, parte attiva nella rete delle Corti dell’Unione europea e in quella del Consiglio d’Europa". La presidente della Consulta ha quindi elencato una serie di sentenze espressione di "una giurisprudenza consapevole dell’espansione di orizzonti che il diritto dell’Unione europea offre, anche quando impone limiti agli interpreti nazionali".

Consulta, la presidente Sciarra: “Dobbiamo capire perché i nostri moniti sono fermi tanto tempo in Parlamento

Non è mancata la stoccata al Parlamento, già assestata nella giornata di ieri, 12 aprile: “Sarebbe interessante capire come il Parlamento ordina i nostri moniti, come li mette in fila, come li analizza, come li esamina, se se ne discute, se ci sono uffici adeguatamente pronti a risolvere i quesiti che noi poniamo, se c'è un'attività preparatoria. Forse sollecitare il Parlamento a dirci di più perchè certe volte si attende così a lungo".

Corte Costituzionale, la presidente Sciarra: “Quello dei salari bassi è un problema molto serio”

Primo, tra i diritti, quello al lavoro: “Io non mi avventuro sul tema se sia meglio applicare i contratti collettivi e intervenire sui miglioramenti salariali o se una forma di salario minimo può essere l'altro corno del dilemma o se addirittura le due misure possano convivere. Dico però che quello dei salari bassi è un problema non soltanto italiano ed è un problema molto serio. La stessa Commissione europea, in anni oramai risalenti, aveva segnalato come possibile misura di crescita per alcune economie, anche la leva salariale è una leva di crescita. Certo non avremmo immaginato che si fosse arrivati a proporre una misura europea per il salario minimo”. L'articolo 36 della Costituzione, ha aggiunto, "è secondo me uno degli articoli più interessanti e belli della nostra Costituzione, perchè mette insieme il principio della dignità, con il principio della sussistenza, con il principio della famiglia, garantire a sè e alla sua famiglia".

Corte Costituzionale, Sciarra sulla famiglia: “Per noi al centro ci sono i diritti dei minori

E ancora, richiamando il discorso sui figli nati da coppie omogenitoriali: "Abbiamo lanciato un'attenzione per il diritto dei minori. Senz'altro anche da Lussemburgo l'indicazione che viene si occupa del diritto di libera circolazione dei minori. Ci sono questi punti fermi: i diritti dei minori, dal nostro punto di vista la visione è la cura dei figli nati".

Consulta, Sciarra su carceri e 41-bis: "La Corte Strasburgo vigila, il ravvedimento può sempre avvenire"

Immancabile, poi, parlare di carcere, e soprattutto di "carcere duro": "L'Italia è vincolata da fonti del diritto internazionale al divieto di tortura, che è anche una misura applicata alla detenzione. Credo che la Corte abbia già dato la sua visione sulle misure che, senza nulla togliere alla finalità di un reato ostativo, ci induce anche a riflettere che siamo anche l'unico Paese in cui esiste questa formula" del 41-bis "e abbiamo su di noi anche l'occhio attento sempre della Corte di Strasburgo, che ci ricorda come contemperare il cosiddetto diritto alla speranza e quindi la visione di una risocializzazione del detenuto

"E direi -ha aggiunto- che la Corte costituzionale punta molto su questo, sulla funzione rieducativa della pena, sul ravvedimento, che può avvenire sempre, ...La parola dignità non bisogna mai dimenticarla in questi contesti, la dignità della persona che è al centro del divieto di reato di tortura: infliggere sanzioni che sono fisiche, ma possono essere anche psicofisiche e questo deve essere molto chiaro ai giudici costituzionali".

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