Dl Nordio, il via libera di Mattarella è solo tecnico. Gelo Quirinale-governo

Le perplessità del Presidente della Repubblica per gli scontri con Bruxelles. L'Ue vuole rafforzare l'anticorruzione, la misura va in direzione opposta

di redazione politica
Nordio e Mattarella
Politica

Dl Nordio, il Quirinale vuole una radicale modifica ma per ora ha le mani legate. Il retroscena

Mattarella si è preso dieci giorni di tempo prima di dare il via libera al disegno di legge proposto dal ministro della giustizia Nordio. La firma del Presidente della Repubblica, però, - si legge sul Corriere della Sera - è solo un atto formale, in realtà il capo dello Stato non ha gradito il provvedimento e tra il Quirinale e il governo adesso c'è tensione per alcuni articoli contenuti in questa misura. Altro non poteva fare, Sergio Mattarella, che autorizzare la presentazione alle Camere di quel contestato (non solo dalle toghe) disegno di legge che prevede "modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, all’ordinamento giudiziario e al codice dell’ordinamento militare". La decina di giorni che il presidente si è preso per studiare il testo di questa prima tranche non ha affatto sgombrato i suoi dubbi su alcuni nodi critici.

Perplessità indirizzate in particolare su un paio di articoli scritti dal ministro Guardasigilli. Quello che prevede la cancellazione dell'abuso d’ufficio e quello che riduce drasticamente la portata del traffico d’influenze. Due ipotesi di reato la cui abrogazione appare con ogni evidenza incompatibile con le scelte anticorruzione che l’Unione Europea vuole al contrario rafforzare. Il che finirebbe per esporci a nuove tensioni e contrasti con i nostri partner.

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Di tutto questo - prosegue Il Corriere - il capo dello Stato ha parlato in un faccia a faccia con Giorgia Meloni la settimana scorsa, quand’è tornato dalla sua missione in Sudamerica. Ne aveva ricavato l’impegno della premier ad aprire una riflessione dentro l’esecutivo, per modificare — anche profondamente — quei due capitoli della riforma. In modo da non aprire altri contenziosi con Bruxelles, oltre che con la nostra magistratura, che è già sul piede di guerra. Forte di tale assicurazione, Mattarella ieri ha firmato un ddl di fronte al quale, al contrario dei decreti legge che potrebbe subito respingere, aveva le mani legate.

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