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Il cruscotto

FINANZIAMENTO SOCI

RINUNCIA DEI SOCI ALLA RESTITUZIONE – TASSABILITA’

Angelo2
 

 

 

Il “finanziamento soci” ha suscitato un grande interesse tra gli affezionati lettori di questo blog ed alcuni mi hanno chiesto di approfondire un aspetto spesso trascurato e cioè “la rinuncia da parte del socio del credito per il finanziamento effettuato a favore della società e la eventuale tassazione” nella srl.

 

Riepilogando, i vari articoli pubblicati sul tema “finanziamento soci”:

  • 27 luglio u. s.  ho pubblicato l’articolo la postergazione”

https://www.affaritaliani.it/blog/il-cruscotto/la-postergazione-686986.html

  • 10 agosto u. s. “alternativa al finanziamento soci”

https://www.affaritaliani.it/blog/il-cruscotto/alternativa-al-finanziamento-soci-689231.html

  • 24 agosto u. s. “il finanziamento-soci anomalo”

https://www.affaritaliani.it/blog/il-cruscotto/il-finanziamento-soci-anomalo-690808.html

Come già analiticamente trattato negli articoli già pubblicati, la scelta tra aumentare il patrimonio della società oppure effettuare un finanziamento soci con la possibilità della restituzione futura è una scelta che spetta alla compagine sociale con l’ausilio dell’organo amministrativo.

Ci sono situazioni, però, che è richiesto l’aumento del patrimonio sociale e i soci devono immettere nuovi capitali per uscire da situazioni di “SOTTOCAPITALIZZAZIONE”.

Ove, però, esistano tra i debiti “i finanziamento soci” la soluzione più semplice e immediata è quella della rinuncia da parte dei soci creditori.

Con la rinuncia si concretizza una diminuzione dei debiti e un aumento del patrimonio netto.

RINUNCIA Vignetta 21 sett
 

Quale è la ricaduta fiscale?

In primis occorre evidenziare che l’operazione non rileva ai fini IRAP in quanto la stessa interessa esclusivamente lo stato patrimoniale e non anche il conto economico.

A medesime conclusioni si deve pervenire anche in merito alle società di persone che non abbiano optato per il regime delle società di capitali. Le sopravvenienze di cui all’art. 88 del TUIR, di cui tra breve, difatti, non sono per esse rilevanti.

Quali sono gli articoli del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) interessati da questa operazione?

  • Art. 88 comma 4
  • art. 94, comma 6,
  • art. 101, comma 7.

Più nello specifico l’art. 88 comma 4 dispone:

“La rinuncia dei soci ai crediti si considera sopravvenienza attiva per la parte che eccede il relativo valore fiscale. A tal fine, il socio, con dichiarazione sostitutiva di atto notorio, comunica alla partecipata tale valore; in assenza di tale comunicazione, il valore fiscale del credito è assunto pari a zero.”

Questa modifica legislativa è datata 2015 e si rese necessaria in quanto non era raro il caso in cui il socio creditore esercente un’attività d’impresa che, anteriormente alla rinuncia, aveva iscritto in bilancio una svalutazione o una perdita su crediti fiscalmente deducibile: al momento della rinuncia, pertanto, il valore fiscale del credito sarebbe così risultato inferiore al valore di bilancio del debito in capo alla società partecipata.

Altro caso era quello della società Kappa, socia e creditrice della società Zeta, che cede alla società Acca la partecipazione in Zeta e il credito sofferente vantato verso la stessa a un prezzo inferiore a quello di bilancio.

In questa ipotesi è dato riscontrare il seguente disallineamento: da una parte una società ha realizzato una perdita su crediti deducibile e, dall’altra parte, al momento della rinuncia al credito da parte dell’altra società, il patrimonio netto si incrementa per un importo pari al valore di bilancio del debito, il quale è superiore al valore fiscale del relativo credito.

Sostanzialmente il comportamento da adottare oggi è il seguente.

  1. se il socio che rinuncia al proprio credito è lo stesso che effettuò il finanziamento, il problema non si pone, perché il valore fiscale corrisponde al valore del finanziamento. Il fatto che i valori corrispondono NON esentano il socio al rilascio della “dichiarazione sostitutiva di atto notorio” in quanto, in assenza, il valore fiscale è pari a zero con la conseguenza che tutto l’importo del finanziamento per la società (AI SOLI FINI FISCALI) diventa una sopravvenienza attiva
  2. se il socio che rinuncia è persona diversa dal socio che dette vita al finanziamento soci, occorrerà raffrontare l’importo del finanziamento con quello del prezzo pagato per l’acquisto del credito relativo a tale finanziamento. Se gli importi coincidono non vi è sopravvenienza attiva ai fini fiscali, altrimenti la parte che eccede il valore fiscale costituisce ai fini della tassabilità sopravvenienza attiva.

Con la modifica del 2015, ora la situazione si è capovolta. Se il socio che rinuncia al credito non opera in regime di impresa, si avrà che in caso di differenza tra l’importo del finanziamento e il valore fiscale la società subirà una tassazione, mentre il socio che riceve un importo inferiore a quello del finanziamento originario non pUò detrarre alcunché.

In caso di rinuncia parziale, se emerga una differenza tra valore del finanziamento e valore fiscale, a mio avviso, bisognerà procedere con un rapporto in base alla percentuale della rinuncia medesima.

Solo una battuta sull’incasso giuridico.

Cos’è l’incasso giuridico?

E’ una invenzione dell’Amministrazione finanziaria. E’ una presunzione di incasso con tutte le conseguenze del caso.

La mia opinione è che con la modifica legislativa del 2015 tutte le teorie che erano sorte sull’applicabilità dell’incasso giuridico sono venute meno.

Concludo questo articolo evidenziando che l’attuale disciplina non rende giustizia, così come non la rendeva la disposizione precedente, con la differenza, però, che ora è il fisco quello che incassa delle imposte senza che ci siano una contropartita per chi ha subito il minusvalore.

Inoltre, ove la rinuncia sia fatta solo da alcuni soci, la tassazione della sopravvenienza attiva, gravando sulla società, ricade indirettamente su tutti i partecipanti alla compagine sociale in ragione della quota di partecipazione.

Potete inviare i Vostri quesiti a:

angelo@andriuloweb.it

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    finanziamentopostergazioneanomalosottocapitalizzazionesopravvenienza attivaincasso giuridicoart. 88art. 94art. 101tuir
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