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Imprese e Professioni
Azimut punta sul mercato reale per far crescere i rendimenti

Nel mondo economico moderno esiste ormai una netta distinzione tra economia reale ed economia finanziaria. Nell’economia reale ci sono le aziende con le proprie attività come le fabbriche, i terreni, gli immobili, le merci, la produzione, gli impianti e tutto ciò che riguarda la produzione in senso generale. Nel settore finanziario ci sono tutti i prodotti finanziari quali, azioni, obbligazioni, derivati, mutui, finanziamenti, polizze e prodotti finanziari in genere. Nel contesto delle trasformazioni in corso a livello di ciclo economico internazionale ed in presenza di diverse incognite geopolitiche per i mercati quotati globali, gli investimenti alternativi in economia reale, cioè in aziende non quotate, possono offrire un’interessante opportunità di diversificazione per tutti i portafogli, ancor di più in un contesto di bassi tassi di interesse come quello attuale.

Protagoniste le piccole e medie imprese

"Gli imprenditori sono i veri protagonisti della crescita e dello sviluppo del paese attraverso, ad esempio, il successo dimostrato nel penetrare i mercati internazionali" dichiara Claudio Foscoli Consigliere e Fondatore del Gruppo Azimut. "Alcuni numeri delle imprese: il 99% delle aziende italiane sono PMI, generano il 79% dei posti di lavoro e l’85% sono rappresentate da imprese familiari" e conclude "quando anche istituzioni e tecnici si adopereranno a creare percorsi agevolati per investitori privati in economia reale, potremmo o potremo tornare ad essere ottimisti. Sarà fondamentale però recuperare a pieno la fiducia nelle nostre possibilità e fare nostre le parole del protagonista della Turandot: Nessun Dorma… Dilegua, o notte! Tramontate, stelle! Tramontate, stelle! All’alba vincerò! Vincerò! Vincerò!"

Questo è proprio ciò che ci conferma Paolo Martini AD e Direttore Generale di Azimut Holding, Presidente di Azimut Libera Impresa Sgr "Azimut Libera Impresa nasce per due principali obiettivi, aiutare le imprese italiane nel reperire nuove forme di finanziamento (e idee per crescere senza necessariamente il supporto di un partner bancario) e trovare nuove forme di investimento per i risparmiatori nel mondo a tassi zero in cui viviamo e vivremo ancora per tanto tempo. L’Italia è un Paese meraviglioso e tutti insieme dobbiamo fare qualcosa per aiutare l’economia e le nostre aziende" e aggiunge "Non possiamo abdicare e accettare passivamente di essere colonizzati da imprese straniere che vengono a fare incetta di eccellenze italiane in tanti settori (solo lo scorso anno sono state firmate 255 acquisizioni da parte di investitori stranieri, più che raddoppiate in quattro anni), come ad esempio la moda o le banche, o ancora assistere ad una fuga di cervelli verso l’estero. Mai come oggi è il momento di essere un po’ più nazionalisti"

asset
 

Nuove opportunità in un mondo che cambia

cesareoAlfredo Cesario

Nel corso di un riuscito incontro con gli investitori coordinato presso Assolombarda da Alfredo Cesario, Area Manager Azimut Capital Management, sono state sottolineate da Lorenzo Pragliola, Responsabile Soluzioni Investimento Alternative, nuove opportunità di investimento nell’asset class legate all’economia reale. Gli italiani sono bravi risparmiatori, ma, ci si è chiesti, lo sono altrettanto come investitori? La risposta è no, anzi stando all’analisi di Ruggero Bertelli, professore di tecnica bancaria all’università di Siena: “I soldi degli italiani non lavorano, cioè non fruttano come dovrebbero. Il motivo: bisogna investirli nel modo giusto”. Una classica operazione d’investimento è efficace se promette rimborso del capitale e soddisfacente rendimento.

Protezione e crescita sono, dunque, le due parole chiave per gli investitori. E queste sono condizionate, soprattutto, dal mercato in cui si sceglie di investire, che diventa il terzo elemento a cui prestare attenzione. Infatti investire nel mercato finanziario piuttosto che nell’economia reale fa un’enorme differenza in termini di rischio e di ritorno economico.

Economia reale

Investire in economia reale è un vantaggio su due fronti. Da un lato gli imprenditori accedono a forme di finanziamento alternative al tradizionale canale bancario sempre più frenato dalle politiche delle banche centrali, dall’altro i risparmiatori possono diversificare il rischio che sono disposti a correre e puntare su rendimenti finalmente più elevati. "La predisposizione degli italiani al private market già esiste ed è rilevante, si pensi che gli investimenti delle famiglie italiane in aziende quotate ammontano a circa 60 miliardi mentre in aziende non quotate arrivano a 10 volte tanto" ribadisce Paolo Martini "L’investimento sul non quotato, in economia reale, permette di intercettare questa pluralità di aziende/iniziative caratterizzate da grandi capacità imprenditoriali, alti tassi di crescita e di innovazione. La proposta di Azimut Libera Impresa si basa anche su un’altra radicale innovazione rappresentata della “democratizzazione” della gamma di prodotti offerta, aprendo agli investitori retail un mondo tradizionalmente riservato agli investitori professionali, abbassando la soglia di investimento minima rispetto alle attuali molto elevate".

Azimut Libera Impresa

azimut

Azimut è la più grande realtà finanziaria indipendente presente in 17 Paesi del mondo e quotata alla Borsa di Milano dal 2004. Da oggi Azimut, attraverso Azimut Libera Impresa, mette a disposizione degli investitori una piattaforma di prodotti e servizi per favorire l’immissione di liquidità, denaro, nell’economia reale e l’investitore contribuisce in questo modo a far crescere la realtà imprenditoriale del nostro Paese. Così Azimut si impegna ad assistere gli azionisti di quelle aziende che aumentano la produttività del nostro Paese anche grazie alla tecnologia. La tecnologia non è più un ostacolo, ma un motivo di sviluppo e crescita.

Fino a qui sembra tutto svilupparsi secondo il buon senso, poi all’atto pratico intervengono alcuni elementi di contrasto. Innanzitutto c’è un’asimmetria informativa che rende difficile selezionare le aziende che creano valore, poi fino ad ora il taglio minimo richiesto dell’investimento era pari a 500.000 euro. Ma Azimut è riuscita a superare queste due difficoltà affidando ad un team di grandi professionisti interni ad Azimut la selezione delle aziende con valore in crescita e dialogare con Banca d’Italia per far ridurre il taglio minimo d’investimento a 25.000 euro. Anzi, in futuro l‘importo minimo potrebbe essere ancora ridimensionato e portato al livello di coinvolgere ogni fascia di investimento, dal più piccolo al più strutturato.

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