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LIBRI/ Intervista ad Angelelli: “Come vivere nel mondo digitale”
Alessandro Angelelli, esperto di comunicazione e giornalista

Dalla comunicazione digitale al web advertising, dal digital marketing all’ e-commerce, un “manuale” completo e appassionato

Un libro completo, utile e appassionato. È uscito in questi giorni sullo store Amazon “To Be Digital/ Essere, comunicare e vendere nel digitale” (Moondo, pag. 230, euro 19,00), un testo che è una sorta di manuale sul mondo digitale: dalla leadership all’”essere” e alla democrazia digitali, dalla comunicazione al digital marketing, dal web advertising all’ e-commerce. A firma di Alessandro Angelelli, esperto di comunicazione, giornalista e founder di CuDriEc, agenzia di comunicazione e marketing digitale, il volume presenta la prefazione di Sergio Bellucci e raccoglie i contributi di Alessio Alessandrini, Daniele Mancini, Mario Pacelli, Enrico Panai, Maurizio Primanni, Stefano Rolando e Giampaolo Sodano.  Il libro è nelle prime posizioni tra gli ebook “Best Seller Amazon” nella categoria “Impresa, strategia e gestione”. Intervistiamo l’autore per Affaritaliani.it

Alessandro Angelelli, siamo di fronte a un libro o un manuale?

Decisamente un manuale, secondo la definizione di Wikipedia, un'opera che compendia gli aspetti essenziali di una determinata disciplina o di un argomento, generalmente in funzione delle esigenze divulgative o didattiche del pubblico al quale è destinata. Ma il bello è proprio il pubblico cui si rivolge: quelli che io chiamo gli “immigrati” digitali, gente che ha più di 20 anni. In pratica un target vastissimo che si ritrova a vivere come un anfibio, mezzo analogico e mezzo digitale. Solo che la metà digitale si sta formando, è un corpo in evoluzione, ancora tutto in divenire. Si capisce che l’“essere” non si trova proprio a suo agio?

È per questo che definisce il libro come un “manuale di sopravvivenza”?

Esattamente. Siamo all'inizio di una nuova fase evolutiva. L'uomo digitale rappresenterà una nuova "versione" (tanto per usare un gergo digital) dopo l'homo sapiens. Il problema è che questo nuovo homo ha iniziato a nascere “digitale” da una ventina d’anni. Chi è nato prima si sta adattando e dovrà continuare a farlo per il resto della sua vita, ma non potrà mai uguagliare chi nasce digitale. In pratica è un immigrato in un mondo nuovo, popolato dai nativi digitali. Motivo per cui, per quanto mi sia sforzato di pormi "avanti", il libro è in realtà un manuale di sopravvivenza. Invito a riflettere sulla differenza che c’è tra noi e i nostri figli e nipoti, in tema di digitale. In pratica è la stessa che probabilmente c'era tra un Sapiens e un Neanderthal. Se qualcuno vorrà sopravvivere nel mondo digitalizzato dei prossimi anni dovrà imparare dai più giovani. È la prima volta che accade nella storia dell'umanità, il mondo sarà rovesciato. È un passaggio culturale oltre che "fisico".

Sopravvivere implica anche comunicare e scambiarsi beni e servizi, vendere.

Chiarito chi siamo non restava che analizzare il modo con cui si comunica e vende nel mondo digitale. È la parte principale e più corposa del libro: comunicazione digitale, web advertising, digital marketing, e-commerce. Una guida per formare le competenze digitali in modo trasversale, ricca di approfondimenti ma lasciando libero il lettore di scegliere su quali focalizzare la propria attenzione.

Quali sono le caratteristiche dell’”essere” digitale?

Mi sono chiesto se esistono delle caratteristiche, delle qualità intrinseche nei nativi digitali, che potremmo sfruttare noi “immigrati digitali” per vivere meglio in questo mondo nuovo. Nel libro ne individuo cinque. 1 - Curiosità. È ciò che ci distingue dalla macchina, per quanta intelligenza artificiale essa possa contenere, nessuna macchina potrà mai essere curiosa. Solo la curiosità ci può salvare in questo mondo che tende ad etichettarci e collocarci in bolle tramite algoritmi che conoscono tutto di noi. 2 - Coraggio. Essere curiosi comporta il coraggio di fare, di sperimentare. In rete vince chi fa. 3 – Condivisione. #thinkdoshare è l’hashtag che utilizzo spesso a chiusura dei miei post su LinkedIn, proprio a sottolineare come la curiosità, la voglia di fare e infine la condivisione siano un unicum indivisibile alla base dello sviluppo di questo mondo digitale. 4 - Cogliere le opportunità. Il digitale amplifica le opportunità di fare impresa, nel mondo digitale una buona idea può essere testata e validata con un investimento relativamente limitato (almeno nella fase di startup). 5 - Voglia di imparare. Puoi essere un esperto, un professionista, un cultore della materia, stai tranquillo che nel mondo iper-connesso e digitale ci sarà sempre qualcuno che ne sa più di te! Quindi non dovremmo prenderci troppo sul serio, c’è sempre da imparare.

 

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