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Giuseppe Vacca, il Family Day e la deriva del Marxismo

Una interessante intervista di Massimo Rebotti al filosofo Giuseppe Vacca, Presidente della Fondazione Istituto Gramsci, già Deputato e membro del comitato centrale del PCI è stata pubblicata ieri sul Corriere della Sera. Lo spunto fattuale, cioè la “notizia” da cui partire, era il Family Day tenutosi sabato scorso, ma da lì è emerso un interessante spunto di discussione su cosa sia divenuto il marxismo oggi, attingendo alla categoria che potremmo definire della “dogmatica” e di cui non sentivamo parlare da un bel po’ di tempo.

Vacca, che nel 2012 insieme ad altri intellettuali di sinistra, Mario Tronti e Pietro Barcellona, fece un documento sulla emergenza antropologica e l’esistenza di “valori non negoziabili” a sostegno di alcune tesi dell’allora Papa Benedetto XVI, si chiede giustamente cosa stia succedendo non solo al marxismo, ma soprattutto ai marxisti o, meglio, a quella loro evoluzione di ingegneria genetica che nel nostro Paese ha trovato un ibrido laboratorio nel Partito Democratico.

La distopia storica porta a chiedersi: il vecchio Partito Comunista con chi si sarebbe schierato per il Family Day? Vacca non ha dubbi: con la piazza di Circo Massimo ed in effetti basti pensare alla fine che fecero intellettuali dissidenti come Pierpaolo Paolini, gay dichiarato, per avere un sentore di come il PCI e la sua nomenclatura decodificasse il mondo; una Weltanschauung , si badi bene, molto vicina a quella degli allora antagonisti democristiani che tuttavia avevano un senso della laicità dello Stato superiore a quella dei loro attuali epigoni.

Il comunismo, allora, viene da dire, era una cosa seria; c’era la lotta di classe, la lotta al “padrone”, i proletari, la rivoluzione mondiale, i blocchi contrapposti, la Cortina di Ferro che come disse Churchill era calata a dividere il mondo in due.

Ora, a ben guardare, di tutta questa sterminata messe di ideali è rimasto ben poco, difeso sempre più flebilmente da partitini che si richiamano al verbo marxista – leninista o ad un estremismo che Lenin avrebbe bollato come “infantile”.

La prima eresia comunista, in Italia, si ebbe con l’abbraccio delle tematiche ambientali a fine degli anni ’80  e le prime contrapposizioni nel PCI sul tema del nucleare, di cui subito approfittarono tatticamente i socialisti con Craxi e Martelli che chiesero un referendum abrogativo.

Intendiamoci, il tema ambientale riveste grande importanza, ma sociologicamente viene più inquadrato in quei problemi che possono essere affrontati da società a capitalismo avanzato che ormai hanno superato ben altri problemi e non per niente nacque dalla contestazione giovanile nei campus americani, in piena guerra del Vietnam.Parallelamente, la sinistra italiana, cominciò a occuparsi sempre più di diritti individuali mano a mano che il dogma collettivo mostrava tutti i suoi limiti in termini di pragma e di reale possibilità di cambiamento della società.

Il tema dei diritti civili, dai gay, ai transessuali, è divenuto ora una delle punte di diamante dei nuovi ideali della sinistra nazionale (e anche, con differenti sfumature, internazionale, come si può facilmente osservare nel Partito Democratico USA). Vacca, tuttavia, da intellettuale marxista tosto, sospetta di questa azione riformatrice che vuole porre il tema dei diritti individuali al centro del dibattito politico e bolla la cosa filosoficamente come “deriva nichilista” e marxianamente come “spontaneismo” (una delle fatwe peggiori per il marxismo duro e puro).

Vacca dice che il Family Day non è reazionario, e che la “coppia progresso/reazione” questa volta è fuori dal materialismo dialettico e che la sinistra nostrana questo non l’ha capito.

Insomma, scomparsi i grandi temi sociali, la sinistra pare essersi auto – perimetrata sul campo ristretto dei valori individuali in questo, peraltro, andando a competere con i liberisti classici.

Io credo che Vacca in fondo abbia ragione; forse al Family Day del Circo Massimo avremmo trovato, se ci fossero ancora, gran parte della nomenclatura del PCI.

Il dibattito è aperto.

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    giuseppe vacca;marx;family day;papa ratzinger;craxi;martelli
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