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Covid ci risiamo con la Cina: l'inetto Adhanom Ghebreyesus ancora al suo posto
Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale Oms (Lapresse)

Covid: ci risiamo con la Cina - L’inetto Tedros Adhanom Ghebreyesus ancora al suo posto

Ci risiamo. I cinesi colpiscono ancora con il Covid: la responsabile OMS della pandemia la dottoressa Maria Van Kerkhove, ha il nome simile a quello due famosi gemelli giocatori di calcio, ma non purtroppo la stessa simpatia. È lei che si è trovata sulla tolda di comando durante la pandemia di Covid-19 ed è lei che –ad intervalli regolari di tempo- ammonisce l’umanità e i suoi governi sui pericoli di una ripresa anche in Occidente della pandemia.

Come al solito i guai arrivano dalla Cina che ha annunciato che la variante XBB di Omicron è diventata prevalente in Cina ed è previsto un picco per fine giugno di 65 milioni di contagi alla settimana pari circa a 9 milioni al giorno, come riporta il guru dei virus cinesi. Lo scorso gennaio quando i cinesi capirono che era inutile il lockdown e ci furono 37 milioni di contagi al giorno, quindi il picco è previsto minore di circa tre quarti. Grazie a questa immunizzazione naturale i cinesi sono stati coperti per i soliti sei mesi ed ora stanno ricontagiandosi a palla.

Nel frattempo il contestatissimo direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha ricominciato a sparare a casaccio notizie contradditorie, una volta dicendo che la pandemia era finita e l’altra dicendo che però forse non è così. Voluto fermamente dalla Cina è amico dei cinesi. Questo dimostra l’assoluta impreparazione di un personaggio a cui è scoppiata in mano la più grande pandemia dell’ultimo secolo. Nel mondo alla rovescia in cui viviamo, Tedros Adhanom Ghebreyesus non solo non è stato cacciato a pedate ma anzi gli è stato rinnovato l’incarico e così ce lo ritroviamo ancora a far danni all’umanità. Me ne sono occupato qui

Cina e "zero Covid": virus, contagi, errori e l'ideologia di Pechino

Ma torniamo alla Cina.

I cinesi sono i responsabili della pandemia. Infatti c’è da dire che essa è scoppiata a soli trecento metri dal più grande laboratorio del mondo a Wuhan per studi di contaminazione pipistrellare da coronavirus e quindi è forte il sospetto di manipolazioni e poi -sempre la Cina- è storicamente responsabile di grandi pandemie nella storia anche recente dell’umanità. Questo a causa dei tantissimi mercati di animali vivi che sono una fonte inesauribile di problemi. L’ONU ne ha chiesto la chiusura per motivi di igiene ma Pechino fa orecchie da mercante.

E poi veniamo alla ideologia.

La Cina -come si sa- è comunista e quindi ha il pallino delle misure di massa da condurre sui suoi sudditi e così ricordiamo la stupida campagna di “Zero Covid” condotta da inizio pandemia. L’idea strampalata di Pechino era quella di chiudere letteralmente la Cina in un cordone sanitario. La stupidità di questa misura è del tutto evidente pensando ai miliardi di persone della sua popolazione e soprattutto alla impossibilità di controllare qualsiasi spostamento individuale. Ne basta solo uno che entra contaminato per contagiare tutti. Questa sciocchezza però non si è solo rivolta contro la Cina ma lo ha fatto contro il mondo perché i cinesi, anche grazie al fallimento della politica vaccinale del proprio governo, si sono contagiati in massa quando gli zucconi di Pechino hanno scoperto che la strada giusta era quella di riaprire tutto, come fatto in Occidente.

Peccato che loro lo stiano facendo anni dopo. Così ci ritroviamo nuovamente con una bomba biologica attivata semestralmente e che, qualche mese dopo, riverserà il contagio di nuovo anche da noi.

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