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Costume
L'Omovies Film Festival, la cultura contro la discriminazione e la violenza

Il cinema e la cultura contro la violenza e la discriminazione. Torna l’appuntamento con l’Omovies Film Festival 2019, kermesse internazionale di cinema omosessuale, transgender e questioning promosso dall’Associazione i Ken Onlus con la direzione artistica di Carlo Cremona, che si terrà a Napoli dal 9 al 14 dicembre. La 12esima edizione, che avrà come quartier generale la Fondazione Made in Cloister e il coinvolgimento della Scuola del Cinema di Napoli e il Rainbow Center raccoglie il meglio di quanto il panorama nazionale e internazionale abbia offerto nelle ultime stagioni cinematografiche.

In programma 93 proiezioni di lungometraggi, documentari e cortometraggi -tra cui due anteprime, 23 opere prime  provenienti da 23 paesi (Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, India, Iran, Israele, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Panama, Spagna, Svezia, Taiwan), e ancora workshop, dibattiti, incontri tematici, una retrospettiva sul cinema di Giuseppe Bucci per il decennale dal suo primo film. Madrina del festival sarà la sedia con la scritta “chest è a segg re gay”, che tradotto in italiano è “questa è la sedia dei gay", trovata da un professore in classe il giorno degli esami e su cui ha scelto di sedersi e svolgere il suo lavoro, nonostante il parere contrario di alcuni colleghi. «Un comportamento che ha trasformato la sedia dei gay, da oggetto di bullismo, discriminazione e omofobia a simbolo positivo di riscatto per la diffusione di una cultura delle differenze, temi affrontati nella sezione Educational del Festival “Omovies@School”, motivo per cui abbiamo scelto che fosse “Lei” la testimonial di quest’anno» spiegano gli organizzatori. La sedia verrà installata al Made in Cloister dove verranno invitati gli ospiti ad immortalarsi in uno scatto contro le discriminazioni.

Il Programma

Primo appuntamento lunedì 9 dicembre al Made in Cloister con la cerimonia d’apertura, attesi gli attori Lucianna De Falco, Rosaria De Cicco, Francesco Paolantoni, Patrizio Rispo,  Antonella Morea, Vittoria Schisano, Fabio Brescia, Carlo Cerciello, Imma Villa, Anna Capasso, Gianfranco Gallo. Dal mattino, e fino a venerdì 13, le proiezioni dei lavori in selezione ufficiale. Tutte le pellicole saranno proiettate in lingua originale con i sottotitoli in italiano a cura del progetto Omovies inTRANSlation, guidato dal professor Giuseppe Balirano, che ha coinvolto docenti e 96 studenti dell’Università Orientale di Napoli.

Omovies Film Festival 2019 chiuderà i battenti il 14 dicembre con il Gran Gala di premiazione condotto da Priscilla, Queen of Mykonos. Verranno assegnati premi, realizzati dall’artista e scultore Pasquale Manzo, al miglior lungometraggio, mediometraggio e cortometraggio, miglior documentario corto e lungo, il premio speciale i Ken “Vincenzo Ruggiero”, istituito nel 2017 in memoria del ragazzo col sogno della recitazione, per giovani artisti.

Tra le novità di questa edizione la convenzione con la Società Italiana degli Autori ed Editori (Siae) per la progettazione e lo sviluppo di Idee Cinematografiche Differenti, residenza artistica vincitrice del bando “Per Chi Crea” finanziato dalla SIAE e il Ministero per i beni e le attività culturali. Il progetto vedrà sceneggiatori under 35 creare 6 soggetti cinematografici originali capaci di raccontare la diversità. Al più meritevole verrà attribuito un premio in denaro per garantire l’ulteriore sviluppo del soggetto in sceneggiatura.

“Io sono Giorgia”. 

Nella campagna di comunicazione dell’Omovies Film Festival 2019 è stata utilizzata la foto di un trasformista e la scritta “Io sono Giorgia”. “L’attore sul manifesto è Gianni Dettori che nel film “Il Rosa Nudo” di Giovanni Coda, già vincitore dell’Omovies Film Festival, personifica la Repubblica di Weimar. Si tratta di una foto di Claudio Piludu che ci è stata concessa gratuitamente. Il messaggio che vogliamo lanciare è che al mondo esistono tante Giorgia, e la fierezza dello sguardo di questa Giorgia ci colpiva profondamente». Dichiara Carlo Cremona, che prosegue «il nostro festival, che promuove gli audiovisivi in Campania, rappresenta vari universi, e utilizzare un trasformista nel manifesto è una provocazione per muovere il pensiero delle persone, ovvero che non bisogna fermarsi alle apparenze, che non esiste solo la binarietà maschio-maschile, femmina-femminile, ma esiste anche altro, e si chiama umanità”.

Omovies@School

Il festival è anticipato da questa iniziativa contro il bullismo omofobico e transfobico, che proseguirà fino a febbraio coinvolgendo studenti provenienti da diverse scuole della città tra proiezioni e dibattiti sui linguaggi della anti violenza e anti camorra in un bene confiscato restituito alla società.

 

 

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