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Costume
Sesso, fertilità, lavoro, vita sociale: endometriosi problema per le donne

Il 24 marzo Giornata mondiale dell'endometriosi

 

Il 5% delle donne in eta' fertile soffre di endometriosi. Percentuale che arriva al 25-40% nelle donne infertili fino a toccare il 60-70% in coloro che hanno dolore pelvico cronico. Il tasso di incidenza massimo dell'endometriosi si verifica nelle donne tra i 25 e i 35 anni, anche se la malattia compare spesso in fasce di eta' piu' basse, come riporta il documento del ministero della Salute del 2015 "Piano della fertilita'". Oggi si celebra la Giornata mondiale dell'endometriosi, malattia caratterizzata dalla presenza di mucosa tipica dell'endometrio all'esterno della cavita' uterina, che ha tra i suoi effetti principali l'infiammazione e il dolore. La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica aderisce alla Giornata mondiale, consapevole dei danni che questa patologia purtroppo riesce a determinare ancora oggi nella salute delle donne.

 

Endometriosi, il 10-15% delle donne in età fertile ne è affetto 

 

Riconosciuta nelle sue forme piu' gravi dai LEA del 2017 tra le malattie croniche, l'endometriosi rappresenta una delle patologie femminili piu' strettamente correlate all'infertilita'. "L'insidia di questa malattia e' che i sintomi possono essere associati ad altre patologie e quindi spesso non viene diagnosticata tempestivamente - afferma la presidente FNOP, Maria Vicario, assieme alle componenti del Comitato centrale -. La tardiva diagnosi, e di conseguenza la cura, non solo comportano anni di dolori fisici e psicologici per le donne, ma rischiano anche di comprometterne seriamente la fertilita' e quindi la progettualita' di una maternita' per la donna e di genitorialita' per la coppia. In questo le Ostetriche hanno un ruolo determinante, di sentinelle, perche' dai racconti delle assistite possono intercettare questa problematica e indirizzarle, fin da giovani in presenza di segni e sintomi specifici a controlli specialistici per approfondimento diagnostico". A tracciare un quadro della situazione e' ancora il "Piano della fertilita'" del Ministero, dal quale si rileva che il processo infiammatorio e di dolore si presenta durante le mestruazioni (dismenorrea nell'80% delle donne con endometriosi), durante i rapporti sessuali (dispareunia, 30-40% dei casi), nell'evacuazione (ischezia, 10-20%) e perfino durante la minzione (disuria dal 5-10%). "Ancora una volta la diagnosi precoce riesce a fare la differenza - aggiungono i vertici della FNOPO -. La nostra categoria puo' e deve fare la differenza in tutti gli ambiti in cui e' presente: ambulatori, pronto soccorso e consultori, ovvero i principali luoghi dove le donne si recano per cercare aiuto e trovare una soluzione al loro problema. Grazie al progetto di ostetrica di comunita' che prevede una maggiore copertura dell'assistenza territoriale, l'individuazione precoce del problema puo' essere ancora piu' capillare ed evitare cosi' che la malattia arrivi agli stadi piu' gravi, compromettendo la potenziale fertilita' della donna. Questo puo' significare intraprendere un percorso di presa in carico degli specialisti che potranno assicurare una cura tempestiva e appropriata consentendo alle donne una qualita' di vita migliore".

 

Donne, 3 milioni di italiane affette da endometriosi

Con la procreazione medicalmente assistita le donne affette da endometriosi possono ancora sperare di avere un figlio. E' questo il messaggio lanciato dai Centri IVI, a tre giorni dalla Giornata Mondiale contro l'Endometriosi. Si stima che questa patologia colpisca circa il 10-15 per cento delle donne in eta' fertile - 3 milioni i casi solo in Italia - con un enorme ritardo nella diagnosi che mediamente arriva dopo 7 anni, generalmente nella fascia d'eta' tra i 25 e i 35 anni. E' una malattia cronica, dolorosa e invalidante, con risvolti importanti a livello socio-lavorativo e relazionale: ansia, discriminazione, paura, giornate a casa, rischio di perdere il lavoro, sono temi che, purtroppo, rivestono ancora una profonda attualita'. Una patologia che per il 30-40 per cento delle pazienti si traduce, inoltre, in un problema di infertilita'. "Nelle donne affette da endometriosi il tasso di gravidanza naturale e' inferiore al 2 per cento per ciclo mestruale - ha detto Daniela Galliano, direttrice del Centro IVI di Roma - mentre normalmente questo valore si attesta attorno al 20 per cento. L'infertilita' e' un elemento fondamentale di cui il medico deve tener conto nel momento in cui si appresta alla diagnosi e alla cura di questa patologia cosi' come l'endometriosi influenza l'approccio diagnostico e terapeutico per la cura della infertilita'. Per le pazienti la medicina riproduttiva rappresenta una opportunita' da intraprendere grazie agli elevati tassi di successo che caratterizzano queste tecniche. Negli ultimi dieci anni piu' di 9.000 donne si sono rivolte a IVI per riuscire ad avere un bambino malgrado l'endometriosi". Una diagnosi ed un corretto trattamento e follow-up, sia medico che psicologico, secondo l'esperta, assicurano che le pazienti si sentano supportate e comprese. "Negli ultimi anni sono stati fatti numerosi passi avanti sul fronte terapeutico-assistenziale, ma anche istituzionale: nel 2016 l'endometriosi e' stata inserita dal Governo Italiano nell'elenco delle patologie croniche e invalidanti. Inoltre, da marzo 2017 sono entrati in vigore i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) previsti per gli stadi clinici di endometriosi moderato e grave", ha concluso Galliano.

Endometriosi, i sintomi: sesso doloroso, ciclo abbondante, dolore pelvico  

"L'insidia di questa malattia e' che i sintomi possono essere associati ad altre patologie e quindi spesso non viene diagnosticata tempestivamente - afferma la presidente FNOP, Maria Vicario, assieme alle componenti del Comitato centrale -. La tardiva diagnosi, e di conseguenza la cura, non solo comportano anni di dolori fisici e psicologici per le donne, ma rischiano anche di comprometterne seriamente la fertilita' e quindi la progettualita' di una maternita' per la donna e di genitorialita' per la coppia. In questo le Ostetriche hanno un ruolo determinante, di sentinelle, perche' dai racconti delle assistite possono intercettare questa problematica e indirizzarle, fin da giovani in presenza di segni e sintomi specifici a controlli specialistici per approfondimento diagnostico". A tracciare un quadro della situazione e' ancora il "Piano della fertilita'" del Ministero, dal quale si rileva che il processo infiammatorio e di dolore si presenta durante le mestruazioni (dismenorrea nell'80% delle donne con endometriosi), durante i rapporti sessuali (dispareunia, 30-40% dei casi), nell'evacuazione (ischezia, 10-20%) e perfino durante la minzione (disuria dal 5-10%). "Ancora una volta la diagnosi precoce riesce a fare la differenza - aggiungono i vertici della FNOPO -. La nostra categoria puo' e deve fare la differenza in tutti gli ambiti in cui e' presente: ambulatori, pronto soccorso e consultori, ovvero i principali luoghi dove le donne si recano per cercare aiuto e trovare una soluzione al loro problema. Grazie al progetto di ostetrica di comunita' che prevede una maggiore copertura dell'assistenza territoriale, l'individuazione precoce del problema puo' essere ancora piu' capillare ed evitare cosi' che la malattia arrivi agli stadi piu' gravi, compromettendo la potenziale fertilita' della donna. Questo puo' significare intraprendere un percorso di presa in carico degli specialisti che potranno assicurare una cura tempestiva e appropriata consentendo alle donne una qualita' di vita migliore". 

 

Sesso, migliora se si dividono equamente le faccende domestiche  

 

La parità in casa di fronte al bucato da stendere fa bene alla vita sessuale della coppia. Una ripartizione equilibrata dei lavori domestici, infatti, aumenta il numero di rapporti e la soddisfazione dei partner, secondo uno studio pubblicato su 'Social Forces', rivista del Dipartimento di Sociologia dell'università del North Carolina e Chapel Hill, da ricercatori dell'università della Florida che hanno monitorato per 2 anni 1.100 coppie di 55enni, sposate in media da 27 anni. Dall'analisi è emerso che, al 2013, le donne statunitensi nella coppia lavoravano a tempo pieno nel 57% dei casi e si occupavano delle faccende domestiche ancora 2 volte più degli uomini contro le 7 volte degli anni '60.

 

Dividere a metà le pulizie di casa fa bene al sesso

 

Ma il dato più 'psicologico' - e trasferibile anche a contesti europei - è la scoperta che un'equa divisione delle pulizie di casa ha ripercussioni positive a letto. Un dato, secondo i ricercatori, legato a due fattori: la mancanza del sentimento di ingiustizia, nocivo alle relazioni, e il fatto che le pulizie domestiche sono 'cronofaghe', ovvero riducono il tempo da dedicare all'intimità. "Quando la ripartizione dei compiti è ingiusta verso le donne - spiega Anne Barrett, principale autrice dello studio - la soddisfazione sessuale si riduce, in una scala da 0 a 10, di un punto e mezzo in tutti e due i partner".

Sesso e donne, andare in bici fa bene alla vita sessuale

 

Più chilometri le donne percorrono in bicicletta, migliore è la loro vita sessuale e non ci sono rischi di disfunzioni sessuali e problemi di minzione come tante temono. Lo svela la nuova ricerca della University of California do San Francisco, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Sexual Medicine. La migliorata funzione sessuale delle donne ha  un piccolo "prezzo" da pagare, ovvero le maggiori probabilità di contrarre infezioni alla vescica e piaghe da sella, conseguenze meno gravi di quelle che le donne temono, come disfunzioni sessuali e urinarie. La nuova ricerca, che ha coinvolto più di 3.100 donne, dovrebbe far piacere alle tante donne che da anni ormai frequentano in palestra corsi di spinning e hydrobike. Questi corsi in bicicletta quindi non fanno bene solo all'aspetto fisico e alla salute, ma anche alla vita sessuale. E per fortuna non c'è nessun rapporto tra ciclismo e disfunzione sessuale e urinaria.

 

Sesso, antiafrodisiaci dagli oceani: dalle alghe ai cetrioli di mare

 

Dal pesce coniglio ai cetrioli di mare. Il cibo del futuro arriva dagli oceani ed ha numerose proprietà: afrodisiaco, antiossidanti e ricco di antinfiammatori naturali. Lo spiega il rapporto 'Food from the Oceans’, stilato per la Commissione Europea dai biologi marini delle Accademie delle Scienze dei paesi membri.

"Dobbiamo trovare nuovi modi per nutrire una popolazione globale in rapida crescita, che, secondo le stime, passera' dagli attuali 7 miliardi di persone a circa 10 miliardi entro il 2050", ha spigato all'ANSA Roberto Danovaro, dell’università Politecnica delle Marche e presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. "La sfida è duplice, perché queste nuove strategie dovranno essere corrette sia qualitativamente, sia nel modo in cui utilizzeranno le risorse del pianeta, cioè senza eroderle”. Negli oceani ci sono molte risorse che non vengono sfruttate: dalle alche, ricchissime di proteine, ad erbivori marini commestibili come il pesce coniglio, il pesce pappagallo, le oloturie, cioè i cetrioli di mare, che hanno un alto valore nutrizionale perché "sono ricchi di antiossidanti e antinfiammatori e contengono anche sostanze afrodisiache".

Sesso, Jennifer Lawrence confessa: “Non faccio sesso, ho paura”. I VIDEO

Paura di fare sesso. Jennifer Lawrence lo ha svelato in un'intervista al quotidiano inglese 'The Sun’: ha fatto sesso solo con uomini con cui era fidanzata perché ha troppa paura di prendere malattie sessualmente trasmissibili. L'attrice 27enne, al cinema con 'Red Sparrow', ha ammesso: "Parlo sempre di sesso, ma la verità è che se, mi guardo indietro, le mie esperienze sessuali sono sempre state solo con i fidanzati". "Parlo come se il sesso mi piacesse, ma - ha aggiunto - in realtà non lo faccio". "Ho anche la fobia dei germi", ha confessato, sottolineando che il sesso è "pericoloso". "Se mi metto nelle condizioni di poter prendere una malattia sessualmente trasmissibile, questo vuol dire che i medici sono già stati coinvolti. A tal punto ho paura dei germi".

 

Eiaculazione precoce, allarme se il rapporto sessuale dura meno di 2 minuti

Come capire se si soffre di eiaculazione precoce? Nell’ambito della Campagna di Sensibilizzazione su questo problema - che in Italia colpisce 4 milioni di uomini e che si presenta quando un rapporto sessuale dura in media meno di due minuti - ecco due video di circa 30 secondi ciascuno dedicati al tema, a breve protagonisti di una campagna di viralizzazione tramite Social Network. I clip sono stati pensati per fornire all’utente una breve ma efficace panoramica sulla durata media di un rapporto sessuale; gli “attori” sono persone comuni a cui è stato chiesto di rispondere al quesito “Quanto dura un rapporto sessuale?”. L’invito finale è di recarsi dallo specialista per trovare la soluzione al problema.

GUARDA IL VIDEO - 1

GUARDA IL VIDEO - 2

 

 

Jennifer Lawrence, nudo integrale sul set di "Red Sparrow". FOTO

 

 

Sesso: eiaculazione precoce un problema per 6 mln di italiani

 

In Italia l'eiaculazione precoce e' un problema per un terzo dei sessualmente attivi. Si tratta di un esercito di 6 milioni di uomini. Moltissimi sono giovani che arrivano a considerare il problema con uno specialista solo dopo aver superato i 30 anni. Questo perche' non conoscono il proprio corpo o in molti casi non ricevono la giusta educazione sessuale. Questo e' uno dei temi trattati in occasione del 13esimo congresso della Societa' italiana di chirurgia genitale maschile (Sicgem)  a Roma.

 

Sesso, le diverse forme di eiaculazione precoce
 

In base a studi recenti condotti in Europa e negli Stati Uniti, in una popolazione di uomini di eta' compresa tra i 18 e i 70 anni, il 49,6 per cento degli uomini risulta essere affetto da eiaculazione precoce primaria, il 34,6 per cento da eiaculazione precoce secondaria, e il 15,8 per cento da una forma di eiaculazione precoce saltuaria. Non tutte le eiaculazioni precoci sono infatti uguali. Si distinguono le forme primarie da quelle secondarie: le prime si osservano negli uomini giovani, sin dai loro primi tentativi di rapporto sessuale, le seconde invece si manifestano dopo un periodo di attivita' in cui l'uomo ha sperimentato un controllo e tempi di eiaculazione normali.

 

 Sesso, eiaculazione precoce un problema per un terzo dei sessualmente attivi

 

"E' fondamentale la diagnosi differenziale fra organicita' e funzionalita' - ha spiegato Giovanni Alei, presidente della Sicgem - per effettuare terapie mirate che vadano nella direzione della desensibilizzazione o in quella di un approccio farmacologico integrato dalla terapia sessuologica". Il primo step e' quindi affidato all'esame obiettivo dello specialista che riveste ancora un ruolo molto importante per valutare un'eventuale congestione prostatica, un frenulo breve, una fimosi o i segni di eventuali processi infiammatori a carico del glande. "Un primo approccio diagnostico - ha aggiunto Piero Letizia, specialista in Urologia e Andrologia, e co-presidente del congresso della Sicgem - puo' essere la somministrazione di un questionario e l'uso di esami strumentali che consentano di valutare sia la sensibilita' vibratoria sia termica (caldo-freddo) e quindi di dimostrare un'ipersensibilita' del glande o del pene. Tutti gli esami sono accessibili in forma ambulatoriale e solo in centri molto specializzati". Inoltre, oggi ci sono terapie piu' efficaci. "Da pochi anni - ha concluso Letizia - esistono farmaci mirati molto validi che, purche' usati dopo un accurato percorso diagnostico, danno ottimi risultati nelle precocita' psicogene. Per precocita' di natura organica, invece, la correzione di problemi anatomici, come incurvamenti congeniti e frenulo corto oppure la parziale desensibilizzazione chirurgica, risolvono definitivamente il problema".  

 

Sesso, che cosa piace davvero alle donne. Tutte le differenze con gli uomini

 

Nella settimana durante la quale si festeggia la donna, Durex coglie l’occasione per svelare alcuni dati della Global Sex Survey 2017* sul sesso e sulle loro pratiche preferite. Quale circostanza migliore per ricordare quanto sia importante per Durex, leader mondiale del settore, il benessere sessuale della coppia. Durex, grazie ad alcuni dati emersi dalla survey*, ha evidenziato un sostanziale gap tra uomini e donne sulla percezione del sesso, su cosa si preferisce fare a letto, sull’orgasmo e sulla durata dei preliminari e del rapporto sessuale. È vero che la metà degli intervistati sessualmente attivi, indistintamente tra uomo e donna, ha dichiarato di essere "molto" o “estremamente" soddisfatto della propria vita sessuale e il 55% ha ammesso che avere una vita sessuale soddisfacente migliora il proprio umore. Ma è anche vero che il piacere a letto viene percepito in maniera diversa, il 74% delle donne ha dichiarato di amare il sesso contro l’86% degli uomini.

 

Sesso, le differenze tra donne e uomini
 

Sarà quindi un problema di differenza di sensazioni e desideri? Il gap comincia già dai preliminari, trovando le donne leggermente meno soddisfatte degli uomini, arrivando fino all’orgasmo con 2 uomini su 3 (76%) rispetto a 3 donne su 10 (68%) che dichiarano di raggiungere sempre o quasi sempre l’orgasmo durante un rapporto sessuale. La curiosità è che il sesso si rivela più soddisfacente (57% del panel della survey) per chi usa il condom, il che sta a sottolineare la sua importanza non solo come metodo contraccettivo, ma anche come aiuto per vivere appieno un amplesso e per regalarsi momenti di massima intesa e piacere sotto le lenzuola senza interrompersi sul più bello. Differentemente da quanto si possa pensare, il 58% delle donne vorrebbe provare qualcosa di nuovo nella propria vita sessuale e il 75% trova il sesso divertente. Inoltre, il 62% delle donne intervistate ha dichiarato di amare sorprendere il proprio partner a letto.

*GSS: Ricerca condotta da Durex nel 2017 sulle abitudini sessuali di 29.735 adulti (di cui 1.042 sono italiani), in 36 Paesi del mondo

Sesso, chi tradisce di più? L'identikit del partner da evitare. IDENTIKIT TRADITORE


Il poliamore fa bene alla coppia? Meglio tradire che essere fedeli? Insomma, la maggior parte degli italiani sembra di stampo più tradizionale se si parla di sesso e coppia. E allora come fare per capire se il vostro partner è un potenziale traditore? Ecco l'identikit del fedifrago tracciato dagli scienziati americani della Florida State University, autori di uno studio pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology.

 

Sesso, sarà fedele? Ecco l'identikit di chi tradisce. IDENTIKIT TRADITORE

Al centro dello studio 233 coppie di neosposi analizzati per un periodo fino ai 3 anni e mezzo nei loro aspetti più intimi (soddisfazione matrimoniale, capacità di impegnarsi a lungo termine, relazioni extraconiugali. Alla fine gli psicologi Jim McNulty, Andrea Meltzer, Anastasia Makhanova e Jon Maner hanno estratto alcuni "predittori di fedeltà e di infedeltà".

Fedeli o traditori? L'identikit che fa paura alle coppie. IDENTIKIT TRADITORE

Innanzitutto, una sorpresa: a differenza di quanto si potrebbe pensare, le persone sessualmente soddisfatte all'interno della coppia hanno più probabilità di cedere alla tentazione di tradire. Questo accade forse perché sono persone che vivono il sesso in modo positivo e quindi si cercano un amante indipendentemente da come va la loro relazione principale. Seconda sorpresa, la bellezza: essere più o meno attraenti condiziona la propensione al tradimento femminile ma non quella maschile. Ovvero, le donne meno piacenti sono più inclini alla scappatella. Avere un compagno più o meno bello influenza invece l'uomo, ma non la donna: i maschi con partner poco attraenti tradiscono più volentieri.

 

Fedeli o fedifraghi? Ecco l'identikit del traditore. IDENTIKIT TRADITORE


E gli indicatori di fedeltà? La cattiva notizia è che sono un po' più difficili da individuare nella vita di tutti i giorni, mentre quella buona è che appartengono a molti e vengono naturali. Tecnicamente gli anglosassoni li chiamano 'Attentional Disengagement' (allontanamento dell'attenzione da uno stimolo ritenuto non più pertinente, per esempio una persona che rischia di suscitare un sentimento romantico o un desiderio fisico in un'altra già sistemata) ed 'Evaluative Devaluation' (tendenza a minimizzare caratteristiche che potrebbero rendere una persona particolarmente appetibile, quindi insidiosa per la stabilità di coppia).

 

Fedeli o fedifraghi? Svelato l'identikit del traditore. IDENTIKIT TRADITORE 

 

In un esperimento, gli '007 dell'amore' hanno mostrato ai partecipanti all'indagine foto di uomini e donne molto o mediamente attraenti, scoprendo una minore inclinazione al tradimento nei partner - maschi e femmine - che subito distoglievano lo sguardo dall'immagine (chi ci impiegava poche centinaia di millisecondi aveva il 50% di chance in meno di iniziare un rapporto clandestino), come pure in quelli che subito tendevano a svalutare la persona ritratta perché "alla fine non mi sembra niente di che". Gli scienziati tengono a dire che entrambe queste reazioni non sono atteggiamenti 'voluti', bensì automatici: quando praticano l'allontanamento dell'attenzione o la svalutazione, precisa McNulty, autore principale dello studio, "le persone non sono necessariamente consapevoli di ciò che stanno facendo o del perché lo stanno facendo. Si tratta di processi in gran parte spontanei, che non richiedono sforzi e che in qualche maniera possono essere 'forgiati' dalla biologia e/o dalle esperienze vissute nella prima infanzia".

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