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Costume
Unioni civili, "Il prossimo tabù abbattuto? La maternità surrogata"

Le unioni civili sono legge: dopo il divorzio, l'aborto, la riforma del diritto di famiglia, un'altra svolta storica nella società italiana. Ma la regolamentazione delle unioni, sia omosessuali che eterosessuali con l'istituto delle convivenze, è un passo avanti o indietro per la società? È il riconoscimento del fatto che l'amore non può essere confinato dai pregiudizi o l'ammissione che la famiglia tradizionale è ormai un modello, se non superato, quantomeno in crisi? E quali altri “tabù” saranno abbattuti per legge nei prossimi anni?

La dottoressa Margherita Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, spiega che cosa rappresenta questa legge e che cosa dobbiamo aspettarci per il futuro.

“Il riconoscimento legale delle unioni civili è decisamente un passo avanti. La società italiana si è messa al passo con i cambiamenti antropologici e sociali che non possono essere arrestati. Ci sono realtà sociali che avanzano inesorabilmente: quando esse vengono riconosciute a livello legislativo vuol dire che la società ha dato spazio mentale e morale, nel proprio sistema dei valori, a queste nuove forme di vita sociale” dice la psicoterapeuta.

“L'identità di genere, così come molti altri valori una volta sicuri, non è più scontata: è possibile cambiare sesso, la scelta del partner non è più necessariamente legata ad un genere ma è possibile che in una fase della propria vita questa scelta sia eterosessuale e che in un altro momento diventi omosessuale. La liquidità che caratterizza il nostro vivere sociale riguarda tutti i contesti in cui siamo immersi, dall’intimità al rispetto delle leggi. L'amore ‘naturale’ o ‘contronatura’ è ormai un concetto obsoleto e svuotato di senso. La società è liquida, in continuo cambiamento, è incapace di dare punti fermi. Neanche le famiglie cosiddette ‘naturali’, d’altra parte, generano l’auspicata sicurezza: capita che i conflitti e anche la violenza siano molto frequenti, basati su una mancanza di sensibilità corporea e su una rabbia folle, incapace di vedere l'altro. Davanti a questo cambiamento delle relazioni intime e sociali, tutte le forme di amore e di rispetto per l'altro assumono un valore salvifico: ciò che conta non è amare il sesso ‘giusto’, ma amare l'altro che si riesce ad amare” dice l’esperta.

E sull’evoluzione del concetto di famiglia, spiega: “Per un bambino è importante la serenità dell'ambiente in cui cresce. Se i genitori, a prescindere dal fatto che siano gay o meno, si rispettano, si amano, sono aperti alla vita, e rispettano la diversità del piccolo, lui coglierà questi valori: si sentirà rispettato e sceglierà liberamente la propria identità. Il bambino che, al contrario, pur vivendo in una famiglia naturale viene umiliato e ferito, comunicherà molto probabilmente umiliando e ferendo l'altro, gli sarà difficile comunicare amando e rispettando l'altro” spiega la dottoressa Spagnuolo Lobb.

“Il concetto di normalità è in continua evoluzione e dipende dalla società a cui facciamo riferimento: al tempo dei romani la pedofilia era una pratica comune mentre oggi la classifichiamo giustamente come un’aberrazione; al tempo dei greci l’omosessualità era addirittura sinonimo di virilità, e oggi c’è chi ancora la considera una deviazione” continua l’esperta. “Proprio perché la nostra società è liquida, in continuo cambiamento e senza punti di riferimento certi, non escludo che in futuro in Italia altri tabù possano essere abbattuti per legge: molto probabilmente sarà la maternità surrogata, visto che ormai è possibile diventare genitori anche con questa pratica. Se accadrà, assisteremo al progressivo distacco delle funzioni sociali dalle istituzioni e dai limiti biologici: sarà possibile, cioè, esercitare una funzione sociale, come la maternità, fuori dal ruolo tradizionale. Si potrà essere madre solo per consentire ad una coppia di avere un figlio e si potrà essere genitori nonostante si sia biologicamente impossibilitati ad avere un figlio”.

Dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb. Psicologa psicoterapeuta, Direttore Istituto di Gestalt HCC Italy, Scuola di Specializzazione in Psicoterapia riconosciuta Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nelle sedi di Siracusa, Palermo, Milano. Ha introdotto in Italia le opere e il lavoro clinico dei rappresentanti più significativi della psicoterapia della Gestalt. È didatta internazionale di psicoterapia della Gestalt, invitata presso vari istituti di formazione e università italiani ed esteri.

Istituto di Gestalt HCC. L’Istituto opera dal 1979 nell’ambito della formazione e della ricerca in psicoterapia della Gestalt sia a livello nazionale che internazionale. È stato la prima Scuola di Formazione in Psicoterapia della Gestalt in Italia. È riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica con Decreti Ministeriali del 9 Maggio 1994, 7 Dicembre 2001, 24 Ottobre 2008 e 24 Aprile 2011 presso le sedi di Siracusa, Palermo e Milano.

L’Istituto mantiene scambi didattici e di ricerca con Università e prestigiosi Istituti di Formazione internazionali. Diffonde i risultati di tale ricerca innanzitutto attraverso il modello che caratterizza la propria Scuola di Specializzazione postlaurea in Psicoterapia della Gestalt, e inoltre attraverso programmi di formazione continua e supervisione per psicoterapeuti, master per la gestione dei team di lavoro nelle aziende, master in comunicazione e competenze relazionali. (www.gestalt.it)

 

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