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Affitti, ma quanto costa vivere in città? Da Roma a Milano: ecco la classifica dettagliata

Un appartamento di 80 mq assorbe il 46% del reddito netto a Roma e il 44% a Milano. Nei comuni turistici si supera il 70%

Affitti, ma quanto costa vivere in città? Da Roma a Milano: ecco la classifica dettagliata
Detrazioni Affitto 2020

A Roma l’affitto di un appartamento di 80 metri quadrati assorbe il 46% del reddito netto medio individuale, mentre a Milano la quota arriva al 44%. All’estremo opposto ci sono L’Aquila e Caltanissetta, ferme al 14%. Il confronto realizzato da Quadrivo mette insieme i canoni di locazione dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e i redditi dichiarati al Fisco. Il risultato mostra differenze molto ampie tra le città italiane e percentuali ancora più elevate in alcune località turistiche.

Affitti e reddito: Roma prima tra i capoluoghi, Milano ha il canone più alto

Affitti, ma quanto costa vivere in città? Da Roma a Milano: ecco la classifica dettagliata

Tra i 106 capoluoghi analizzati è Roma a registrare il rapporto più elevato tra affitto e reddito. Quadrivo calcola per un’abitazione di 80 metri quadrati un canone di 944 euro al mese, a fronte di un reddito netto medio individuale di 24.495 euro l’anno. Il costo annuale dell’affitto equivale quindi al 46% del reddito.

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Subito dietro ci sono Venezia e Rimini, entrambe al 45%. Nel capoluogo veneto il canone mensile stimato è di 848 euro, mentre a Rimini è di 744 euro. La diversa incidenza dipende quindi non soltanto dal prezzo della casa, ma anche dal livello medio dei redditi dichiarati.

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Bolzano e Milano sono al 44%. Nel capoluogo lombardo il canone utilizzato nel calcolo raggiunge 1.120 euro al mese, il valore più elevato tra i principali capoluoghi presenti ai primi posti della graduatoria. Il reddito netto medio è però anche più alto, pari a 30.674 euro. Bologna segue al 43%, Prato al 40% e Firenze al 39%.

Affitti e reddito: da Napoli a Torino, dove il canone supera il 30%

Il peso dell’affitto resta elevato anche fuori dalle città che occupano le prime posizioni. A Napoli un appartamento da 80 metri quadrati viene stimato in 600 euro al mese e assorbe il 36% del reddito netto medio. Verona è al 34%, Ravenna, Cagliari e La Spezia al 33%. Monza, Bergamo, Como e diverse altre città settentrionali si collocano ancora sopra o intorno alla soglia del 30%. Torino e Genova sono entrambe al 31%, mentre Matera, Pisa, Brescia, Foggia e Rovigo arrivano al 30%. Nel complesso, quindi, oltre trenta capoluoghi presentano un’incidenza dell’affitto pari o superiore a circa un terzo del reddito netto individuale.

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La distanza con le città meno costose è notevole. A L’Aquila l’affitto mensile stimato per 80 metri quadrati è di 248 euro, pari al 14% del reddito netto medio. Caltanissetta è anch’essa al 14%, con un canone di 208 euro. Vibo Valentia è al 15%, Caserta al 16%.

Nei comuni turistici l’affitto supera anche il 70% del reddito

Fuori dai capoluoghi emergono percentuali ancora più alte. Ad Anacapri il rapporto arriva al 72%. Un appartamento da 80 metri quadrati viene valutato 1.256 euro al mese, contro un reddito netto medio di 20.902 euro. A Lignano Sabbiadoro la quota è del 71%, con un canone mensile di 1.312 euro. Capri arriva al 70%, con una stima di 1.568 euro al mese per 80 metri quadrati. Seguono Cesenatico e Loano al 58%, Meta, Sant’Agnello e Arzachena al 57%, mentre Livigno arriva al 55%.

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Per questa parte dell’analisi Quadrivo considera soltanto i Comuni con almeno 5.000 contribuenti, per ridurre l’effetto che pochi redditi particolarmente alti o bassi potrebbero avere sulle medie delle località più piccole.

Come è stato calcolato il peso dell’affitto

Il dato non rappresenta il bilancio reale di una specifica famiglia. Quadrivo parte dalla mediana dei canoni centrali OMI del secondo semestre 2025 per le abitazioni civili, la moltiplica per 80 metri quadrati e poi per dodici mesi. Il risultato viene confrontato con il reddito netto medio individuale ricavato dalle dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2024. Dal reddito complessivo vengono sottratte Irpef e addizionali regionali e comunali e viene aggiunto l’eventuale trattamento integrativo.

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I dati fiscali comunali utilizzati sono quelli pubblicati dal Dipartimento delle Finanze il 23 aprile 2026 e relativi alle dichiarazioni presentate nel 2025 per l’anno d’imposta 2024. Anche le quotazioni OMI richiedono una precisazione. L’Agenzia delle Entrate specifica che indicano intervalli di valori di mercato e locazione per zone omogenee e non sostituiscono una valutazione puntuale del singolo immobile. Il reddito utilizzato nell’elaborazione è inoltre individuale e non familiare. In una casa con due percettori dello stesso reddito, quindi, l’incidenza teorica dell’affitto sul reddito complessivo sarebbe sensibilmente inferiore.

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