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Cronache
Alluvione Libia, vergogna: tutti sapevano. Dighe fatiscenti da anni

Fatti gli stanziamenti, mai eseguite le manutenzioni. Da anni si sapeva del pericolo

Il crollo delle due dighe a Derna in Libia non è frutto del cambiamento climatico, proprio no! Certo, il ciclone Daniel si è abbattuto con violenza sulle coste nord-orientali del Paese ma un misto di negligenza, corruzione e caos politico sembrano le vere casue di una tragedia annunciata da anni dagli esperti.  In passato ci sarebbero stati ben due stanziamenti per la manutenzione delle dighe, considerate fatiscenti. Ma gli interventi non sono mai stati realizzati, provocando danni, per ora incalcolabili: 11.400 morti e 10.000 dispersi secondo le autorità locali; 4.000 persone uccise e 9.000 disperse secondo le Nazioni Unite.

Le due dighe, Abu Mansour e Derna, che sorgono sopra la valle fluviale di Wadi Derna, erano strutture costruite in argilla, roccia e terra e avevano lo scopo di proteggere la città di Derna dalle inondazioni improvvise. Edificate negli anni ‘70 del secolo scorso da una società di costruzioni jugoslava, raccoglievano l’acqua poi utilizzata per irrigare i raccolti a valle. Quella di Abu Mansour, alta 74 metri, e più distante dalla città, poteva portare fino a 22,5 milioni di metri cubi d'acqua. Quella di Derna invece, più vicina alla città omonima, aveva una portata di 1,5 milioni di metri cubi d'acqua.

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Ma "erano fatiscenti", ha spiegato alla stampa internazionale Saleh Emhanna, geologico e ricercatore dell’Università di Ajdabia in Libia. “In caso di una grande alluvione, le conseguenze saranno disastrose per i residenti della valle e della città”, aveva annunciato lo scorso anno Abdelwanees Ashoor, professore di ingegneria civile, in uno studio pubblicato sul Sabha University Journal of Pure and Applied Science. Parole al vento. E le dighe avevano già subito gravi danni durante una forte tempesta del 1986. Più di un decennio dopo uno studio commissionato dal governo libico aveva anche rivelato crepe e fessure nelle strutture, ha dichiarato in queste ore il procuratore generale libico, al-Sediq al-Sour.

Eppure le manutenzioni sono rimaste lettera morta per anni, nonostante uno stanziamento di oltre 2 milioni di dollari tra il 2012 e il 2013 e un’altro stanziamento fatto nel 2007. In questo ultimo caso la ditta turca incaricata di eseguire la manutenzione e di costruire anche una terza diga, avrebbe fatto solo interventi parziali, scappando dalla guerra civile post Primavera araba che ha prima detronizzato e poi ucciso Moammar Gheddafi, provocando la divisione del Paese in due. Nel 2021 un rapporto di un'agenzia di audit gestita dallo Stato libico, affermano i giornali USA e canadesi, ha vidimato che le due dighe non sono state sottoposte a manutenzione nonostante gli stanziamenti. In generale le infrastrutture del Paese hanno subito un diffuso abbandono dopo l’uscita di scena di Gheddafi nonostante la ricchezza e il mercato petrolifero della Libia.  Le immagini di Derna mostrano ad oggi uno scenario di devastazione diffuso. I funzionari locali stimano che circa un quarto della città sia stato raso al suolo.  Le autorità libiche hanno aperto un'indagine sul crollo. Gli attivisti chiedono un’indagine internazionale sul disastro ma si prospetta il fermo rifiuto delle autorità militari locali.

In una conferenza stampa nella città colpita, il procuratore al-Sour ha detto che i pubblici ministeri indagheranno sul crollo delle due dighe, nonché sullo stanziamento dei fondi per gli interventi. "Rassicuro i cittadini”, ha spiegato al-Sour, “che verrà mandato in giudizio chiunque abbia commesso errori o negligenze, i pubblici ministeri prenderanno sicuramente misure ferme e avvieranno procedimenti penali contro i responsabili”. Ma per migliaia di persone però è troppo tardi.

 

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