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Cronache
Birra Ichnusa e "rischio fluoruri in acqua". La malattia che colpisce i denti

Birra Ichnusa, il film "Chemical Bros" fa esplodere il caso

La celebre birra Ichnusa, simbolo della Sardegna, è finita nel mirino per il "rischio di fluoruri nell'acqua". Una sostanza potenzialmente pericolosa. Se ingerito in massicce quantità, il fluoro e i suoi derivati arrivano a causare patologie come la fluorosi, che colpisce principalmente denti e ossa. Una malattia - si legge sul Fatto Quotidiano - che i pastori dell’area industriale di Macchiareddu, conoscono bene. Ogni anno, da tempo, perdono un centinaio di pecore dei loro greggi per la fluorite, perché "gli animali brucano erba coperta di polvere e bevono acqua contaminata", dicono i pastori: un inquinamento provato nel 2019 dalla magistratura di Cagliari. I pastori della zona da sempre puntano il dito contro gli impianti della Fluorsid di Assemini, la più grande azienda produttrice di fluoroderivati inorganici al mondo.

A guidare la Fluorsid, da due generazioni, - prosegue il Fatto - la nobile famiglia dei conti Giulini. Oggi al timone c’è Tommaso, proprietario anche del Cagliari Calcio. L’ipotesi è che l’acqua usata nella fase di produzione della birra Ichnusa potrebbe essere contaminata, per l’inquinamento del vicino lago di Assemini. A percorrere la storia e a denunciare l’inquinamento della Fluorsid, è Chemical Bros., documentario del regista Massimiliano Mazzotta. “Abbiamo preso alcune lattine e bottiglie di birra Ichnusa di una stessa partita da un supermercato e le abbiamo fatte analizzare da diversi laboratori – spiega il regista –.Volevamo capire la percentuale di fluoruri presenti, il cui limite di legge è di 1,5 mg/l. Su sei test effettuati, cinque avevano valori degli inquinanti molto più alti: da 3,5 mg/l fino a 27,7 mg/l". Il caso è esploso.

LA RETTIFICA/ ICHNUSA USA ACQUA SICURA E CONTROLLATA

Le analisi sulle acque negli anni attestano tracce di fluoruri in media 8 volte inferiori ai limiti di sicurezza identificati dalla normativa di riferimento.

Cagliari, 12 luglio 2022 – La birra prodotta nel birrificio di Assemini (CA) e l’acqua utilizzata come suo ingrediente sono sane e sicure. “Le analisi che conduciamo regolarmente nel Birrificio e quelle realizzate da soggetti terzi non rilevano quantitativi di contaminanti pericolosi per la salute”, dichiara Matteo Borocci, direttore del birrificio Ichnusa di Assemini (CA) nel commentare le analisi sui livelli di fluoruro in alcuni campioni di birra Ichnusa pubblicate dai media.

Il birrificio effettua regolarmente le sue analisi presso laboratori certificati, che dimostrano che le birre prodotte ad Assemini sono sicure e in regola, sia per gli altissimi standard qualitativi e di sicurezza di Ichnusa, sia per i limiti di legge fissati dalla normativa di riferimento. Nel corso degli ultimi 5 anni, il birrificio Ichnusa ha effettuato regolarmente oltre 50 analisi delle acque utilizzate per la produzione della birra, esaminando tutti i parametri, inclusi i fluoruri. Le tracce (termine già di per sé eloquente) di fluoruri rilevate sono sempre state minime: in media 8 volte inferiori ai limiti di sicurezza per le acque identificati dalla normativa di riferimento (D.Lgs. Governo 2 febbraio 2001, n. 31) e 5 volte inferiori ai valori medi di fluoro nelle acque italiane stimati dall’Istituto Superiore di Sanità.

“L’acqua è un ingrediente fondamentale per la birra, per questo la facciamo analizzare con massima attenzione e sempre da laboratori certificati – spiega Borocci. La attingiamo da 5 pozzi ubicati nel nostro sito produttivo, direttamente collegati ad una falda artesiana di profondità. Elemento, questo, che ci dà ulteriori garanzie di sicurezza su contaminazioni o inquinamento rispetto a una falda superficiale. Inoltre, il nostro birrificio è dotato di un impianto ad osmosi inversa che purifica ulteriormente l’acqua, rendendola perfetta per produrre la nostra birra.”

Le informazioni diffuse sulla birra Ichnusa sono invece false e basate su dati non scientificamente attendibili. Per supportare una tesi, sono state realizzate analisi su pochi campioni di birra, con risultati discrepanti tra loro e con un metodo di scarsa affidabilità. Infatti, le prove sono state eseguite sul prodotto finito utilizzando però una metodologia certificata e attendibile solo se applicata all’analisi dell’acqua. Rispetto all’acqua, la birra contiene anche altri componenti che interferiscono con le rilevazioni di fluoruro e portano a sovrastimarne le quantità. Secondo Neotron, tra i più importati laboratori per analisi chimiche, fisiche e microbiologiche al mondo, “Analizzare campioni di birra utilizzando questi metodi sviluppati per analisi di acque, potrebbe portare a risultati non affidabili.”

Per questo, non esistono analisi certificate per la ricerca di fluoruri nella birra e la legge prevede limiti di sicurezza sull’acqua. E infatti i controlli sui fluoruri commissionati dal birrificio di Assemini si fanno sempre sull’acqua e non sul prodotto finito.

I dati in possesso di Ichnusa non indicano quindi ragioni di allarme. Il birrificio continuerà a monitorare con attenzione ogni situazione che possa mettere a rischio la salute dei consumatori e la sicurezza delle sue persone. “Il tema della sicurezza alimentare per noi è da sempre di estrema importanza, commenta Matteo Borocci. “Siamo in prima linea per proteggere e tutelare la natura della Sardegna e rendere la nostra produzione sempre più sostenibile. Per questo ci batteremo per la corretta informazione dell’opinione pubblica su temi importanti e al centro della nostra agenda come la sostenibilità della produzione, la tutela della salute delle persone, il rispetto dei territori.”

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