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Cronache
Eutanasia, la prima denuncia: "Negato il mio diritto al suicidio assistito"

Primo caso in Italia di una denuncia nei confronti della Pubblica Amministrazione che nega il diritto al suicidio assistito: succede nelle Marche, dove l'Associazione Luca Coscioni si schiera al fianco del tetraplegico che si è rivolto al tribunale

Mario, lo chiameremo così, ha 43 anni e da oltre 10 è tetraplegico e immobilizzato a causa di un grave incidente stradale. Una condizione estenuante, che nell’agosto 2020 lo ha spinto a chiedere all’Azienda Sanitaria Unica Regione Marche di verificare la presenza delle condizioni previste dalla Corte Costituzionale per poter accedere al suicidio assistito. Una pronuncia emanata in occasione dello storico caso di Dj Fabo, che ha visto Marco Cappato finire alla sbarra, dopo essersi autodenunciato proprio allo scopo di porre la questione - politica e giuridica - del diritto alla scelta sul fine-vita.

Ricevuta risposta negativa da parte di ASUR, Mario ha chiesto aiuto all’Associazione Luca Coscioni e si è rivolto al Tribunale di Ancona, che lo scorso 9 giugno ha ribaltato la decisione, emanando un’ordinanza che impegnava l'azienda sanitaria a verificare il diritto del ricorrente di accedere al suicidio assistito. 

“Vista l’inerzia dell’azienda sanitaria, che ad oltre un mese di distanza dalla ordinanza del Tribunale, non aveva ancora attivato la procedura, Mario, il 12 luglio 2021, ha deciso di diffidare l’ASUR Marche, con lo scopo di avvertire l'azienda sanitaria che, in caso di silenzio, si sarebbe provveduto nelle sedi opportune”, spiega l’Associazione Luca Coscioni

Ma non è tutto. “Trascorsi oltre 30 giorni dalla diffida senza che l’ASUR Marche si sia attivata o abbia motivato il proprio silenzio, Mario ha deciso di procedere in sede penale, depositando un esposto presso la Procura della Repubblica di Ancona e denunciando l’omissione di atti d’ufficio da parte della azienda sanitaria  ai sensi dell’art. 328 del codice penale”, proseguono l’avvocato Filomena Gallo, co-difensore di Mario e segretario dell’Associazione Luca Coscioni, e Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione.

È il primo caso in Italia di denuncia nei confronti di una Pubblica Amministrazione per aver violato il diritto al suicidio di un cittadino. L’episodio si inserisce in una fase caratterizzata dalla riapertura del dibattito sull’eutanasia, visto che la proposta di referendum promossa dalla stessa Associazione Luca Coscioni ha già superato il traguardo delle 750.000 firme (250.000 in più rispetto al minimo necessario), nonostante il parere nettamente contrario del Vaticano e le perplessità sollevate dal quesito referendario, che secondo alcuni sarebbe inammissibile e quindi destinato alla bocciatura da parte della Consulta.

Lo Stato italiano sta infliggendo una vera e propria tortura contro un suo cittadino, obbligandolo a subire una condizione di sofferenza insopportabile contro la propria volontà e contro la legge, negando a Mario l’esercizio dei propri diritti fondamentali in violazione della sentenza della Consulta”, spiegano Gallo e Cappato. 

“Il Ministro della Salute Roberto Speranza, proprio rispondendo a Mario, aveva ricordato come sia responsabilità del Governo (“Ora continueremo a lavorare in silenzio, per ciò che il governo può fare nell’ambito delle sue competenze, per consentire l’applicazione più uniforme possibile, al di là di ogni legittima posizione politico-culturale, della sentenza della Corte Costituzionale”). Di fronte alla violenza perpetrata sotto la responsabilità del Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, contro Mario, chiediamo al Governo e al Ministro Speranza di agire immediatamente per interrompere la flagranza di reato in corso e attuare un provvedimento di Commissariamento della Regione Marche per attuare la visita medica che Mario attende ormai da un anno. In caso contrario, alla responsabilità del Presidente delle Marche Acquaroli si aggiungerà anche quella del Ministro Speranza (che al proposito non ha nemmeno ancora risposto a un’interpellanza parlamentare  n. 2/01202 del 29 aprile 2021), del Presidente del Consiglio Draghi e di tutto il Governo”, concludono gli esponenti dell'Associazione Luca Coscioni, decisi a dare battaglia.

 

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