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Cronache
Francesco? L'anti-Papa, Ratzinger non si è mai dimesso. Trema il Vaticano

Ratzinger non si è mai dimesso, il conclave per l'elezione di Papa Bergoglio non è valido. Le tesi di Cionci fanno tremare il Vaticano

In questo periodo così tumultuoso e complesso per la Chiesa cattolica vogliamo parlare di un sito alternativo che dice cose diverse da quelle ufficiali ed ha quindi tutto il fascino e la pericolosità della non ufficialità. Andrea Cionci è uno “storico dell’arte, giornalista e scrittore” che ha un blog, “Cose dell’altro mondo”, su Liberoquotidiano ma scrive anche su La Stampa e Quotidiano nazionale. Ha anche scritto un libro “Codice Ratzinger” (edito da Byoblu) in cui raccoglie i suoi articoli e le sue tesi.

Trattandosi quello diretto da Sallusti di un giornale ben noto la cosa ci ha incuriosito. Infatti il Web è pieno zeppo di siti cospirazionisti che presentano spesso tesi deliranti. Ma questo, appunto, pare un caso diverso. Le sue tesi sono ardite e puntute e ben supportate, almeno formalmente, dal punto di vista teologico e del diritto canonico. C’è da dire che il blog si occupa anche di arte e non solo di questioni papali.

In questo periodo di punta, diciamo così, Cionci lo si vede spesso in TV e comunque i suoi scritti sono ben indicizzati da Google. Ma cosa dice Cionci su quanto sta accadendo? In realtà dobbiamo riavvolgere il nastro perché la scomparsa di Benedetto XVI è solo la punta dell’iceberg di un discorso molto più articolato iniziato molto tempo fa e riguarda lo stato giuridico in cui si sarebbe trovato Papa Francesco dopo la sua “abdicazione” avvenuta, il 28 febbraio 2013, dimissioni annunciate in latino già l’11 febbraio durante un concistoro ordinario.

La sua tesi è che Benedetto XVI non avrebbe mai rinunciato ad essere Papa ma che si sarebbe trattato di uno stato giuridico, secondo il diritto canonico, di “sede totalmente impedita” (codice diritto canonico 335) e quindi Bergoglio sarebbe un “antipapa” e la sede petrina ancora “vacante” perché “Papa dubius, Papa nullus”.

Per supportare la sua tesi Cionci distingue tra il “munus”, cioè il titolo di “essere Papa” e il “ministerium” cioè la possibilità di svolgere la funzione petrina. Due concetti che secondo lo studioso sono distinti solo nella lingua latina e in quella tedesca, ma non nelle altre, compreso l’italiano.

Quindi Benedetto XVI non avrebbe mai rinunciato veramente al papato ma unicamente a svolgere la sua funzione di Papa e quindi il conseguente conclave svoltosi per l’elezione di Papa Francesco sarebbe invalido e l’elezione stessa non sarebbe quella di un Papa “vero” ma di un “facente funzione”, mentre il Papa “vero” sarebbe comunque restato Benedetto XVI, rimasto peraltro in Vaticano con il titolo del tutto inusuale di “Papa emerito” vestendo l’abito bianco (anche se non identico completamente a quello del “Papa ordinario”).

Gli articoli che Cionci ha postato su Libero sono molti e tutti lunghi e complessi e quindi non è facile “spiegarli” nella loro interezza, anche per il continuo ricorso a termini teologici e dottrinali che fanno ampio uso di una raffinata interpretazione filologica del latino ecclesiastico, ma il concetto chiave emerge nel fatto che appunto il vero Papa per più di nove anni è stato Benedetto e non Francesco e che quindi i circa 80 cardinali elettori creati da Bergoglio sono abusivi e quindi non utilizzabili in un prossimo eventuale conclave.

Per supportare le sue tesi Cionci rappresenta alcuni fatti. Riportiamo alcune sue considerazioni dirette. “Nessuno si è chiesto: ma se era abdicatario, che diritto avrebbe ad essere sepolto nella cripta dei papi? E poi ancora: “Benedetto veste ancora di bianco perché è stata la cosa più pratica in quanto non aveva altri abiti disponibili, ma porta comunque la veste bianca in modo diverso da quello del papa”. Giusto: non aveva un altro abito perché non esiste una veste da papa impedito, ma porta comunque la veste bianca diversa da quella classica da papa, senza la fascia e la mantelletta, in modo che si riconosca il suo nuovo status di papa impedito.

Cionci dice che spesso le affermazioni di Benedetto XVI e del suo segretario Padre Georg sono di tipo “anfibologico” e cioè suppone che sia stato utilizzato un artificio retorico che implica una voluta ambiguità lessicale di fondo che lascia sempre la strada aperta a due interpretazioni, entrambe valide. In un recente post Cionci cita la recente l’intervista fatta da Ezio Mauro a Monsignor Gaenswein e trasmessa qualche giorno fa dalla Rai.        

D. Non crede che dopo la rinuncia di Ratzinger il sacro sia diventato più umano?

R. “Il sacro è il sacro, e ha anche aspetti umani. Io credo che con la sua rinuncia Papa Benedetto abbia anche dimostrato che il Papa, se è sempre il successore di Pietro, rimane una persona umana con tutte le sue forze, ma anche con le sue debolezze”.

Qui c’è l’ammissione finale: la rinuncia al ministerium ha mantenuto Benedetto XVI Papa: “È sempre il successore di Pietro”.

Nel suo profilo Twitter ha anche fatto notare come il giornalista Andrea Purgatori nella puntata di giovedì 5 gennaio di Omnibus (La 7), dopo aver messo le mani avanti dall’essere considerato “un dietrologo”, abbia dichiarato la stranezza dell’aver annunciato Benedetto ben 17 giorni prima le sue dimissioni.

Cionci ha dichiarato in una intervista di qualche giorno fa a RadiobRomaTelevision, durante un programma condotto da Matteo Demicheli, di essere stato addirittura “insultato” dai fan inferociti di Papa Bergoglio per le sue tesi.

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