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Cronache
Mafia e voti falsi in Calabria: "Dovrai baciarmi il culo per 5 anni". Le chat
Giuseppe Neri - Giuseppe Falcomatà _

Reggio Calabria, lo scandalo dello scambio politico-mafioso. Le chat svelano il "sistema"

Nuovo scandalo politico-mafioso, Reggio Calabria trema per l'inchiesta che ha portato ieri al blitz dei carabinieri: 14 misure cautelari tra cui quella in carcere di Mico Araniti, ai domiciliari il genero del boss Araniti, Daniel Barillà, una vita nel Pd, e noto alle cronache quando nel 2017 al circolo di Gallico in occasione del tesseramento, erano triplicati gli scritti provocando le dimissioni del segretario locale. Indagati per voto di scambio mafioso il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà (Pd), Giuseppe Neri (FdI) e Giuseppe Sera (Pd). Barillà - secondo il pm e in base a quanto riporta Il Fatto Quotidiano - era l’ago della bilancia della sfera politica reggina. Uno spaccato della politica a Reggio Calabria è quello che emerge dalle intercettazioni. Lo scandalo riguarda fatti del 2020, ma per gli inquirenti era una pratica che andava avanti da tempo.

Leggi anche: Reggio Calabria, scambio elettorale politico-mafioso: indagato il sindaco dem

Barillà viene tirato per la giacchetta da tutti, a partire dal sindaco Giuseppe Falcomatà (Pd), che peraltro gli ha affidato il "prestigioso incarico di componente dell’Organismo di Valutazione della Città Metropolitana di Reggio Calabria". Poi c'erano il capogruppo di FdI alla Regione, Giuseppe Neri, e il consigliere comunale Sera (Pd). Secondo i pm - riporta Il Fatto - l'attività di Barillà però non era "eterodiretta dal suocero” e non agiva "su mandato e nell’interesse della famiglia di mafia". Piuttosto avrebbe "sposto a specifiche strategie elettorali, autonomamente assunte, rispetto alle quali" il suocero "risulta del tutto estraneo".

Va detto che a sua volta, Domenico Araniti, - prosegue Il Fatto - viene intercettato mentre, con stupore, avendo saputo che qualcuno aveva chiesto un voto per un candidato M5S dichiara: "Ma lui prima di candidarsi deve parlare o fare un ragionamento (...). Non è venuto nessuno, questi dei 5stelle, non è venuto nessuno, non è che è venuto uno a dire c’è questo mi devi dare una mano o niente". Barillà, stando alle intercettazioni, era quello che spostava gli equilibri, non solo a Reggio ma anche in tutta la Regione, come emerge dalla telefonata agli atti con l'assessore all'urbanistica di Reggio Sera: "Peppe questa sera, io ho varie opzioni con te su Gallico… potrei scegliere se farmi baciare il culo da te da qui per altri cinque anni… ".

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