
di Luciano Castro
La Misericordina diventa un marchio depositato. Lo annuncia in esclusiva ad Affaritaliani Rafal Michalski, il titolare di Haftina, la società polacca che ha ricevuto l’incarico dalla Curia di Cracovia di commercializzare l’originale rosario in scatolina, presentato a sorpresa da Papa Francesco durante l’Angelus dello scorso 17 novembre. E’ questa la contromossa legale dei responsabili polacchi del progetto, dopo che la nostra inchiesta negli ultimi giorni aveva denunciato un traffico di scatoline contraffatte in vendita nei pressi del Vaticano. “Sulle nuove scatoline, in distribuzione in Italia da questo weekend”, ci rivela infatti Michalski, “è stata stampata la sigla ‘TM’, cioè marchio depositato. Nella confezione, inoltre, saranno anche inseriti altri minuscoli elementi grafici, che ci consentiranno di riconoscere gli originali dagli eventuali falsi”. La sigla “TM” già figura, infatti, nella pagina web ufficiale di Haftina dedicata al mercato italiano (come mostra la foto che pubblichiamo). Ma Michalski vuole essere chiaro: “Non avrebbe senso, secondo me, creare per la Misericordina un sistema di sicurezza complesso con ologrammi o altro: questo principalmente non è un business, ma è soprattutto una missione di preghiera con uno scopo di beneficienza”.
Una parte dei ricavati della vendita di queste scatoline, infatti, è destinato ai poveri e alle attività della Chiesa in Polonia. E’ per questo che la vicenda delle copie contraffatte brucia alla Curia di Cracovia, alla stessa Haftina e anche in Vaticano. “Chi ha copiato la Misericordina non ha capito niente delle parole di Papa Francesco”, spiega Michalski, sconsolato, “stanno facendo una cosa cinica e immorale. Quando in Polonia sono state prodotte le prime scatoline, nessuno avrebbe mai pensato che sarebbero state copiate. Per noi è soprattutto una missione, per promuovere nel mondo la devozione della coroncina della Misericordia di santa Faustina Kowalska”. In ogni caso, dopo aver accertato la presenza a Roma di Misericordine contraffatte, la Curia di Cracovia ha dato indicazioni di affrontare questa emergenza. Si è dunque deciso, come detto, di depositare il marchio e stampare la sigla “TM” sulle confezioni. E sono stati realizzati dei piccoli manifesti, che verranno esposti da oggi nei circa venti negozi che attualmente vendono le scatoline nei pressi del Vaticano. Chiaro il messaggio che vi si legge: “Qui trovi la Misericordina originale di Papa Francesco”. Originale. Più chiaro di così!
Il boom di questi rosari, del resto, non sembra esaurirsi. In Italia, ne arrivano dalla Polonia alcune decine di migliaia a settimana, ma non sono sufficienti a soddisfare le innumerevoli richieste. E c’è chi deve aspettare o, addirittura, prenotarle. “In Polonia non erano preparati ad una situazione di questo genere”, ammette Michalski, “e, nonostante la produzione sia grande, le richieste sono ancora maggiori, dall’Italia e da tutto il mondo”. La Misericordina viene prodotta dalla “Wydawnictwo sw. Stanislawa BM”, la piccola casa editrice della Curia di Cracovia, che sembra essere in difficoltà nel far fronte a questo impegno di dimensioni planetarie. Negli ultimi anni, vi hanno pubblicato libri anche diversi autori italiani molto noti, come Andrea Camilleri, Vittorio Messori e Antonio Socci. “In ogni caso, cercheremo di far avere la Misericordina a tutti coloro che la desiderano”, assicura Michalski, prima di congedarsi. Michalski è in Italia per un incontro oggi in Vaticano con l’Elemosiniere pontificio, l’arcivescovo Konrad Krajevski, anch’egli di origini polacche. E’ stato proprio Krajevski, infatti, il vero promotore dell’iniziativa con Papa Francesco. L’obiettivo dell’incontro è chiaro: fare luce sulla vicenda delle scatoline contraffatte e trovare una soluzione. Fino a ieri sera, però – Affaritaliani lo è andato a verificare – la situazione non era cambiata: in almeno un negozio di Borgo Pio, a pochi metri dal Cupolone, la vendita di Misericordine false continuava tranquillamente.

