‘Ndrangheta, a Scilla il clan imponeva il proprio pesce ai ristoratori - Affaritaliani.it

Cronache

‘Ndrangheta, a Scilla il clan imponeva il proprio pesce ai ristoratori

Colpito il sodalizio mafioso "Nasone-Gaietti". Arrestati un consigliere comunale e un tecnico del comune. Indagato anche il sindaco

L'organizzazione criminale scillese ha, infatti, posto in essere una pluralita' di condotte estorsive nei confronti di imprenditori coinvolti nell'esecuzione di lavori pubblici, nonche' nei confronti di esercizi commerciali, mediante l'imposizione della fornitura di prodotti commercializzati da imprese occultamente governate da alcuni appartenenti al medesimo sodalizio. Due degli indagati, avvalendosi della forza intimidatoria della storica 'ndrina Nasone-Gaietti, con minacce esplicite, avrebbero costretto una ristoratrice di Scilla ad acquistare le forniture di pesce da una delle imprese sequestrate.

Sarebbe stato, inoltre, documentato come il sodalizio scillese avesse una notevole disponibilita' di armi ed operasse in costante contatto con le altre articolazioni di 'ndrangheta di Villa San Giovanni e di Bagnara Calabra con particolare riferimento alle attivita' estorsive. Dalle indagini sarebbero emersi far luce su numerosi fatti estorsivi perpetrati in danno di imprenditori impegnati nell'esecuzione di alcuni lavori edili pubblici e privati. Ai ristoratori scillesi, in particolare, era imposta la fornitura di prodotto ittici ed altri prodotti alimentari da parte di esponenti della 'ndrangheta.

Sarebbe inoltre emersa l’ingerenza della 'ndrangheta nella vita politica del Comune di Scilla, la cui attività e' oggetto di accesso antimafia, grazie alla complicità di un consigliere comunale e di un tecnico dello stesso Comune. Esponenti del "locale" di 'ndrangheta di Scilla avrebbero anche messo in atto una manovra di trasferimento fraudolento di valori, finalizzata a schermare i capitali aziendali da ulteriori provvedimenti di prevenzione patrimoniale, agevolata dai contatti con l'Amministrazione comunale, che ha facilitato le concessioni demaniali relative alla gestione dei lidi balneari nei confronti di prestanome.

L’attività investigativa, sebbene incentrata sull’operatività della 'ndrangheta sul territorio di Scilla, avrebbe consentito di ricostruire l'esistenza dell'articolazione criminale anche sul territorio di Bagnara Calabra che, oltre ad essersi resa protagonista di condotte estorsive, ha reso palese ai consociati il controllo totale del territorio, organizzando azioni delittuose e accordando "protezioni" ai commercianti di Bagnara Calabra. I decreti di sequestro preventivo riguardano sei società attive nel settore turistico - balneare, nel commercio di prodotti ittici, bevande ed altri prodotti alimentari. Le perquisizioni domiciliari e delle sedi lavorative hanno riguardato, tra gli altri, un indagato per scambio elettorale politico-mafioso.