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Cronache
Obesi per colpa di un interruttore della fame nell'ipotalamo. La scoperta

Obesità, ecco perché. Un interruttore nell’ipotalamo regola la fame.

Obesi per un "interruttore" nell'ipotalamo. E' stato scoperto il meccanismo che induce la sensazione di sazietà e che potrebbe aiutare lo sviluppo di farmaci in grado di combattere l’obesità da un team internazionale di ricercatori del Weizmann Institute of Science, della Queen Mary University di Londra e della Hebrew University di Gerusalemme. Gli esperti hanno pubblicato i risultati sulla rivista Science che evidenziano l’importanza del recettore della melanocortina 4, o MC4, nella regolazione delle sensazioni di fame e sazietà. Il team ha analizzato il caso di studio di una famiglia, in cui almeno otto membri erano affetti da obesità, con un indice di massa corporea superiore a 70, circa il triplo dei valori considerati normali. Hadar Israeli, uno studente di medicina presso la Hebrew University, ha esaminato i soggetti e scoperto una mutazione del recettore MC4, che portava gli individui a non sentirsi mai sazi.

Il gruppo di ricerca ha isolato grandi quantità di MC4 dalle membrane cellulari, stabilito il legame del recettore con il setmelanotide, un farmaco approvato per il trattamento dell’obesità, e determinato la struttura 3D del recettore utilizzando la microscopia elettronica criogenica.

Nuova luce sul modo in cui si forma il senso di fame che potrebbe rappresentare una svolta per lo sviluppo di farmaci mirati contro l’eccesso di peso corporeo. Il recettore MC4 nell’ipotalamo, una regione del cervello associata a una serie di funzioni legate all’equilibrio energetico del corpo, quando attivato, fa sì che l’organismo non avverta il senso di fame, mentre la diminuzione dell’energia corporea porta a produrre un ormone che stimola la voglia di cibo. Alcune alterazioni di questo meccanismo possono portare alla costante sensazione di fame, per questo l’MC4 è uno degli obiettivi principali per i farmaci contro l’obesità, ma finora questi meccanismi non erano del tutto compresi.

La struttura 3D ha rivelato che il setmelanotide attiva il recettore MC4 colpendo direttamente l'interruttore molecolare che segnala la sazietà. Gli esperimenti biochimici e computazionali hanno suggerito che anche il calcio può essere utilizzato come coadiuvante per la stimolazione della sensazione di pienezza. “Il calcio – riporta McCormick – ha contribuito a ridurre l’attività dell’ormone della fame”. “Questa è stata una scoperta davvero inaspettata – commenta Shalev-Benami – lo stimolo della fame può essere controllato e contrastato grazie al calcio, che aiuta il cervello a ripristinare la sensazione di sazietà dopo il pasto”. Il team ha anche identificato alcuni elementi distintivi dell’MC4 rispetto ad altri recettori della stessa famiglia. “I nostri risultati – conclude Shalev-Benami – potrebbero aiutarci a sviluppare farmaci in grado di legarsi solo all’MC4, riducendo il rischio di effetti collaterali derivanti dalle interazioni del medicinale con altri recettori”.

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