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Prof licenziata perchè trans, condannata la scuola. “Voglio fare la preside”

Cristina Vivinetto era stata sollevata dall’incarico perchè andava a lezione con tacchi e gonna, verrà risarcita. “Un bel messaggio contro la discriminazione”

Prof licenziata perchè trans, condannata la scuola. “Voglio fare la preside”
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Prof licenziata perchè trans, condannata la scuola. “Voglio fare la preside”
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Prof licenziata perchè trans: “Ora pretendo anche le scuse”

Nel 2019 fece molto scalpore la notizia della professoressa licenziata perchè trans. Successe a Giovanna Cristina Vivinetto. La docente venne allontanata dalla scuola privata in cui era stata appena assunta solo perché qualcuno si era lamentato della sua condizione di transessuale. L’insegnante – si legge sul Messaggero -, che ha ricevuto anche il premio Viareggio in quanto scrittrice e poetessa, ha fatto ricorso e ora l’istituto, il liceo paritario Kennedy di Roma, dovrà risarcirla per undicimila euro. “La solidarietà che mi è stata dimostrata – spiega Vivinetto al Messaggero – ha superato l’ingiustizia subita. Le maggiori dimostrazioni di affetto sono arrivate dai miei studenti. Hanno dimostrato di essere maturi e di essersi immedesimati nella mia storia. In realtà mi hanno visto poco: sono entrata in servizio il 23 settembre del 2019 e sono stata licenziata il 14 ottobre. Praticamente sono stata in classe una decina di giorni in tutto”.

“Dopo tre giorni di malattia, – prosegue il suo racconto al Messaggero – la preside mi ha convocata e mi ha detto che dovevo andar via perché mancavo di professionalità. È stato lungo, ci sono stati tentativi di accordi ma la scuola non ha mai voluto trovare un punto di incontro. Chiedevo un risarcimento, anche simbolico: anche solo 5 euro, per una pura questione di principio. Lo dovevo a tutte quelle persone che, come me, si sentono discriminate sul lavoro. E i giudici nella sentenza hanno scritto che la motivazione del licenziamento è ascrivibile alla mia condizione di transessuale. Sinceramente spero che, oltre al risarcimento, mi arrivino anche le scuse. La mia è una battaglia per difendere i diritti di chi viene discriminato. Ora tenterò anche il concorso per diventare preside“.