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Cronache
Puglia, la brutta storia dei fondi agricoli non utilizzati

La Puglia rischia di perdere ben 142 milioni di Euro di fondi per l’agricoltura fra fondi comunitari ( circa 86) e fondi di cofinanziamento, a causa della gestione fallimentare del PSR Pugli. Questi fondi, infatti, sembra non siano stati utilizzati a causa di ritardi nella programmazione, a causa delle difficoltà burocratiche nel preparare i bandi, ma anche a causa della difficoltà che le imprese pugliesi hanno avuto nel programmare investimenti necessari per poter avere accesso al contributo pubblico. Il 31 Dicembre infatti è scaduto il termine per l’utilizzo di detti fondi e la Puglia è l’unica Regione italiana che non è riuscita a rispettarlo e quindi sembra destinata a dover rinunciare a soldi che avrebbero fatto assai comodo ad un comparto, che lamenta proprio una atavica carenza di fondi in un momento di vacche magre.

Da tutta questa situazione quelli maggiormente colpiti rischiano di essere proprio i giovani, che da qualche anno si erano indirizzati con entusiasmo proprio verso il settore agricolo, come possibile via di sbocco ad un mercato del lavoro da smrpre piuttosto avaro. In questi anni ben 5mila giovani under 40, infatti, avrebbero presentato domanda per l’insediamento in agricoltura in Puglia, ma quasi 9 richieste su 10  non sono state accolte, questo sopratutto per colpa degli errori di programmazione dell’Amministrazione Regionale. Questa è il risultato, secondo le principali associazioni di categoria, di una politica a dir poco fallimentare della regione in materia di bandi per l’assegnazione di fondi, con centinaia di ricorsi al Tar, che hanno bloccato l’iter procedurale per lo stanziamento dei fondi. Secondo i dati della Rete rurale nazionale del Mipaaf aggiornati al 31 agosto 2019, la Puglia si è confermata all’ultimo posto della classifica nazionale per la spesa dei fondi comunitari del Psr 2014-2020.

La sua spesa è infatti ferma al 21,71 %, la più bassa d’Italia (al 30 giugno era ugualmente la più bassa con il 20,97%): infatti il dato è notevolmente inferiore sia alla media nazionale (34,84%) sia a quella delle Regioni meridionali (30,32%). Ancora più incredibile il fatto che una simile opportunità di utilizzare ingenti fondi per lo sviluppo sia stata sprecata in un settore come quello dell’agricoltura che pesa per circa il 20% del pil di tutta la Regione, occupa oltre 600mila persone ed insieme al turismo è il settore che in questi anni ha contribuito maggiormente al suo sviluppo economico. D’altra parte che qualcosa non stesse andando per il verso giusto lo si era intuito già a Luglio scorso, con le clamorose dimissioni in aperta polemica con il presidente Emiliano, dell’assessore alla politiche agricole della Regione Leonardo Di Gioia.

Secondo alcuni osservatori le dimissioni sarebbero state determinate proprio dai problemi legati al mancato utilizzo dei fondi comunitari. Secondo quanto denuncia la Coldiretti d’altra parte le istituzioni certo non aiutano il mondo dell’agricoltura, anzi “ La burocrazia ruba in Puglia fino a 120 giorni all'anno al lavoro nelle aziende agricole ma soprattutto frena con le inefficienze l'avvio di nuove attività e l'ingresso di giovani nell'attività di impresa, con il 75% delle domande di finanziamento del PSR per i giovani in agricoltura . E' stata un fallimento la gestione del PSR Puglia sul fronte dello storico ritorno alla terra che ha portato 5mila giovani under 40 a presentare domanda per l'insediamento in agricoltura in Puglia, ma quasi 9 richieste su 10 (86%) non sono state accolte per colpa degli errori di programmazione dell'Amministrazione Regionale con il rischio concreto di restituzione dei fondi disponibili a Bruxelles. Sul bando del PSR per i giovani, a fronte delle 5.202 domande presentate, solo 750 sono state ammesse all'istruttoria, poco più di 1 domanda su 10.

La Puglia è l'unica Regione d'Italia a non aver rispettato l'obbligo di spesa comunitaria dei fondi PSR al 31 dicembre 2019" ha  affermato senza mezzi termini Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. La cosa inevitabilmente non può che ricadere sulle spalle di questa amministrazione guidata da Michele Emiliano, che punta a fare il bis nella prossima primavera. Secondo quanto riporta la Confagricoltura infatti la situazione legata ai fondi comunitari sarebbe letteralmente esplosa proprio per inefficienze e colpe di questa amministrazione «Nella scorsa programmazione, pur con tutti i limiti, dei buoni risultati c'erano stati. In quella 2014-2020, invece, è stato impostato male il piano di sviluppo, tant’è che Confagricoltura inizialmente si rifiutò di firmarlo.

Poi, rimasti soli, lo abbiamo firmato per non essere esclusi dal partenariato, tanto, a quel punto, il piano sarebbe andato avanti lo stesso». Ha commentato al Sole24 ore Luca Lazzaro, il presidente di Confagricoltura Puglia in quella che appare un vero e proprio j accuse contro la giunta Emiliano. L'avanzamento della spesa del PSR Puglia per i giovani in agricoltura, ferma al 3% - conclude Coldiretti Puglia– è un dato che si traduce in lavoro negato per 5000 giovani pugliesi, a cui è stato spento il sogno di diventare agricoltori per colpa della macchina burocratica in avaria dell'Assessorato all'Agricoltura regionale, a causa dei ritardi e di un sistema in cortocircuito che ha bloccato i progetti di insediamento nelle campagne previsti dal Piano di Sviluppo Rurale.

Ora la Regione deve cercare di correre ai ripari in fretta, provando la via di una deroga, che al momento appare assai problematica da perseguire,  perché le argomentazioni della Regione poggiano sulla impossibilità a rispettare i termini, a causa delle migliaia di ricorsi presentati, senza però specificare che questo è accaduto anche e sopratutto a causa delle negligenze della macchina burocratica regionale. «Stiamo discutendo con l'Unione europea, con la direzione generale agricoltura, sulla possibilità di una deroga perché se non abbiamo potuto spendere, questo è dovuto a cause di forza maggiore» ha affermato a difesa di tutto ciò, Giovanni Nardone, direttore dell'assessorato alle Politiche agricole della Puglia. Si vedrà come andrà a finire, ma certo è che questo non è un bel biglietto da visita per l’amministrazione di Emiliano, a pochi mesi da una tornata elettorale che si preannuncia più combattuta che mai.

vcaccioppoli@gmail.com

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