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Cronache
Governo, dal Cdm ok a misure anti rave: 6 anni di carcere e multe salate
Rave Modena

Governo, via libera alle misure anti rave dopo il caso Modena: passano le proposta del ministro degli Interni Piantedosi

Confisca degli oggetti usati durante l'occupazione, reclusione da 3 a 6 anni, multe da 1.000 a 10.000 euro. Queste le nuove norme penali per i rave party, richieste dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e introdotte dal decreto legge di oggi, approvato in Consiglio dei ministri (Cdm.) Il decreto legge modifica l'articolo 633 del codice penale.

La modifica all'articolo 633 del codice penale arriva dopo il rave party cominciato sabato scorso a Modena. Al momento in cui scriviamo il padiglione occupato abusivamente è quasi del tutto vuoto. Nelle prossime ore, completata l’evacuazione, inizieranno le operazioni di ricognizione e bonifica dell’area. Dall’inizio delle operazioni di questa mattina, fa sapere la Questura, sono stati identificati circa 1000 raver in uscita e 153 veicoli.

Le testimonianze di alcuni raver all'ANSA: "Veniamo qui solo per fare festa, ma non diamo fastidio a nessuno. Il problema non è l'occupazione di un immobile in disuso, ma il fatto che sia in disuso e inutilizzato, come succede anche per tanti appartamenti sfitti".

"E la droga che notoriamente circola ai rave party?", ha chiesto una cronista. "La droga c'è dappertutto, non solo ai rave. Chi si vuole drogare si droga qui come a casa sua, il problema è che in Italia non ci sono vere politiche di sostegno per i tossicodipendenti. I Sert sono solo strutture di mantenimento, ma se vuoi davvero curarti devi andare nel privato".

"Noi siamo contro le discriminazioni e la repressione", hanno risposto altri giovani alla domanda dei giornalisti se i rave abbiano connotazione politica. "Ma non siamo contro il governo e non abbiamo una matrice politica, anche se non ci piace la strada repressiva che si sta prendendo. Molti qui sono anarchici". 

Questa, invece, la dichiarazione del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli: “Non c’è alcun intento persecutorio, ma è inaccettabile che migliaia di persone si ritrovino in un capannone per un’iniziativa senza annunciarla né denunciarla. La legge è uguale per tutti e tutti devono rispettarla, nelle modalità con cui si svolgono i raduni e nelle notifiche alla Questura. Ciò che appare comunque paradossale è la mancanza di intelligence e prevenzione. Come si possono spostare e concentrare tremila persone provenienti da mezza Europa in un posto senza che nessuno se ne accorga, consentendogli ogni illegalità?”.

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