Continuano le ricerche di Saman Abbas, la 18enne pachistana scomparsa ormai da più di un mese, che lo scorso novembre si era ribellata alle nozze combinate dai genitori. S’indaga per omicidio. Al momento gli iscritti nel registro degli indagati sono 5 parenti della ragazza, accusati di omicidio e occultamento di cadavere: i genitori, uno zio e due cugini, uno dei quali è stato arrestato in Francia.
Ma nelle mani della Procura è ora finito un altro video che ritrae la ragazza uscire di casa con gli indagati. I genitori avrebbero cioè attirato la figlia in una trappola, dicendole di volerla accompagnare dallo zio, che l’attendeva alla fine della strada dove l’avrebbe uccisa. Il cadavere sarebbe poi stato sepolto nei pressi dell’abitazione o nascosto da qualche parte, magari in una porcilaia o in un pozzo. A rivelarlo è il Corriere della Sera, secondo cui gli inquirenti stanno indagando su questa pista.
Il filmato riprende la ragazza che s’incammina con padre e madre che più tardi rientrano senza di lei nel casolare in cui abitano. Il resto lo si legge nella richiesta, da parte della pm reggiana Laura Galli, di fissare l’incidente probatorio per ascoltare il fratello sedicenne di Saman.Che ora sta in un centro protetto nel Bolognese. E che sentito dagli investigatori avrebbe raccontato da subito che la sorella è stata uccisa.
Unione delle comunità islamiche d’Italia: “Matrimoni combinati sono da condannare”
“Il caso della giovane Saman Abbas, ragazza pakistana scomparsa nel reggiano, a Novellara, dove risiede la sua famiglia, e dopo aver denunciato i genitori perche’ volevano imporle un matrimonio combinato, ci ha sin dall’inizio amareggiati e preoccupati”. Lo scrive in una nota l’Ucoii, l’Unione delle comunita’ islamiche d’Italia.
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“Fortunatamente sono episodi che non hanno, per quanto a nostra conoscenza – prosegue la nota – un’estensione e una frequenza importanti ma sappiamo che all’interno di alcune comunita’ etniche persistono ancora situazioni e comportamenti lesivi dei diritti delle persone”.
L’Ucoii, dunque, “respinge con forza questo tipo di concezione della condizione femminile e in generale della vita delle persone: sono comportamenti che non possono trovare alcuna giustificazione religiosa, quindi assolutamente da condannare, e ancor di piu’ da prevenire – si legge nel comunicato – a tal proposito, e per rafforzare la sensibilizzazione e aumentare la prevenzione, l’Ucoii emettera’, in concerto con l’Associazione Islamica degli Imam e delle Guide Religiose, una fatwa contro i matrimoni combinati forzati e l’altrettanto tribale usanza dell’infibulazione femminile”.
Allo stesso tempo, “rigettiamo qualsiasi speculazione politica di questa triste vicenda che mira ad infangare l’intera comunita’ islamica italiana – conclude la nota – preghiamo per Saman Abbas che ritorni sana e salva e rivolgiamo un appello alla sua famiglia: non costruiamo odio ma amore partendo dal rispetto della vita”.

