Si uccide in carcere Stefano Argentino, l’assassino di Sara Campanella - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 19:18

Si uccide in carcere Stefano Argentino, l’assassino di Sara Campanella

Il giovane, la cui prima udienza per il giudizio abbreviato si sarebbe dovuta tenere il prossimo 10 settembre, si è ucciso nel reparto protetti del carcere

di Redazione News

Suicida in carcere Stefano Argentino, l’assassino di Sara Campanella

Si è tolto la vita nel carcere di Messina Stefano Argentino, il 27enne reo confesso di aver ucciso a coltellate, lo scorso 31 marzo, la giovane 22enne Sara Campanella di cui era compagno di corso all'Università. Il giovane, la cui prima udienza per il giudizio abbreviato si sarebbe dovuta tenere il prossimo 10 settembre, si è ucciso nel reparto protetti del carcere.

"La grave carenza di organico - afferma il segretario generale del Sappe Donato Capece - non ci consente una vigilanza continua nei reparti protetti su questi soggetti che, dopo essere entrati in carcere, riflettono a posteriori su quanto hanno commesso e poi arrivano a questi gesti".

Messina, parla l'avvocato di Stefano Argentino: "Epilogo drammatico, lo Stato è responsabile"

"È il triste, drammatico, epilogo di una storia di cui si supponeva gia il finale. Sara è stata uccisa, Stefano si è tolto la vita e l’unica responsabilità è da attribuire allo Stato". Lo ha detto all'Adnkronos l'avvocato Giuseppe Cultrera, legale di Stefano Argentino, il giovane di 27 anni che oggi si è tolto la vita impiccandosi nel carcere di Messina Gazzi. Appresa la notizia della morte, Cultrera si è subito recato a casa della famiglia di Stefano che è "devastata dal dolore".

Argentino, il 31 marzo scorso, a Messina, aveva accoltellato e ucciso la sua compagna di università Sara Campanella di cui la sera stessa aveva confessato l'omicidio. Il 10 settembre si sarebbe svolta la prima udienza del rito abbreviato.

"Avevo chiesto una perizia psichiatrica perché avevo compreso Stefano e i suoi problemi e il gip me l’ha negata - prosegue il legale - Avrebbe potuto salvare almeno una delle due vite, invece lo Stato dovrà sentirsi responsabile del misfatto. Auspico solo che le due famiglie, accomunate da un immane dolore di un destino avverso, possano trovare la pace terrena in un abbraccio silenzioso di dolore, antefatto ed epilogo di un qualcosa che non sarebbe mai dovuto succedere e che avrebbe potuto essere evitato".