Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Uccise 4 donne, compresa l’amica di Meloni. Campiti può evitare il carcere

Uccise 4 donne, compresa l’amica di Meloni. Campiti può evitare il carcere

Strage di Fidene, lo Stato in corto circuito. Giudici e Avvocatura litigano su cosa fare. C’è la responsabilità del ministero per omesso controllo

Uccise 4 donne, compresa l’amica di Meloni. Campiti può evitare il carcere
fidene delitto campiti 03
Uccise 4 donne, compresa l’amica di Meloni. Campiti può evitare il carcere
Uccise 4 donne, compresa l’amica di Meloni. Campiti può evitare il carcere

Strage Fidene, il killer rischia di essere graziato. Lo scontro tra il gup e l’avvocatura dello Stato

Scoppia il caos tra giudici e Avvocatura dello Stato per la vicenda che riguarda Claudio Campiti, il 58enne responsabile della cosiddetta “strage di Fidene“, costata la vita a quattro persone, tra cui anche un’amica della premier Meloni. Ma sul caso giudiziario c’è un cortocircuito, il gup ha chiesto il rinvio a giudizio per il killer, ma l’Avvocatura (che difende i ministeri) si è opposta e ha chiesto il “non luogo a procedere“. Il tutto perché – si legge su La Stampa – nella questione giudiziaria è coinvolto anche il ministero della Difesa, accusato di omessa vigilanza. I fatti risalgono a quasi un anno fa: Campiti aveva fatto irruzione armato di tutto punto nel corso della riunione di condominio dell’odiato “Consorzio Valleverde”, sulle colline reatine, e dopo aver gridato “vi ammazzo tutti” ai componenti del consiglio di amministrazione aveva ucciso davvero.

Leggi anche: L’affinità dei film horror amati da Elena Cecchettin con la morte di Giulia

Leggi anche: Filippo, dopo il giudice ascoltato dal Pm. Analisi su coltello e libro bimbi

Quattro donne decedute sul colpo – Elisabetta Silenzi, Sabina Sperandio e Fabiana De Angelis e Nicoletta Golisano, 50 anni, revisore dei conti e cara mica della premier Meloni – altre tre persone ferite: era l’11 dicembre 2022. Nella decisione di eri il gup ha, sostanzialmente, recepito l’impianto accusatorio del pm che – prosegue La Stampa – contesta all’indagato l’omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, il tentativo di omicidio di altre cinque e lesioni personali per i traumi psicologici causati ad altri sopravvissuti. A Campiti viene contestato anche l’appropriazione e porto abusivo di armi. L’arma usata per sfogare il rancore nei confronti dei rappresentanti del consorzio con cui era in guerra da tempo – una pistola semiautomatica Glock 45 con decine di proiettili – Campiti l’aveva sottratta poco prima al poligono statale di tiro di Tor di Quinto, a Roma, dove si allenava abitualmente e dove i controlli sarebbero stati carenti sia in entrata che in uscita. Quest’ultimo punto tira in ballo le responsabilità dello Stato, da qui la richiesta dell’Avvocatura per il “non luogo a procedere”.