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Cronache
Verona, le torture e l'urina sui detenuti: "Gliel'ho tirata bene, l'ho steso"
Cinque poliziotti di Verona arrestati per violenze sui detenuti

Verona, le chat dei poliziotti: "Adesso le devi prendere anche da me"

Lo scandalo che ha coinvolto la Questura di Verona e portato all'arresto di un ispettore e quattro poliziotti si arricchisce di macabri dettagli. Le accuse a carico degli agenti sono, a vario titolo, di tortura, lesioni aggravate, peculato, rifiuto ed omissione di atti di ufficio e, infine, falso ideologico in atto pubblico. la gravità emerge dalle intercettazioni telefoniche. Così venivano trattati i detenuti e costretti a rotolare sulla propria urina. "Adesso ti faccio vedere io quante capocciate alla porta dai, boom boom boom boom [...] e io ridevo come un pazzo". In un dialogo, contenuto nell'ordinanza, si capisce che gli abusi avvenivano al riparo da telecamere di videosorveglianza. "Gli ho lasciato la porta aperta in modo tale che uscisse perché io so che c'è la telecamera dentro [...] mi ero messo il guanto, ho caricato una stecca, bam, lui chiude gli occhi, di sasso per terra è andato a finire, è rimasto là [...] gliel'ho tirata bene, ho detto adesso lo sfondo, bam [...] minchia che pigna che gli ho dato".

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In un altro dialogo lo stesso poliziotto racconta: "Io c'ho pazienza, soltanto che poi siccome l'avevo già graziato prima, ho detto vabbè, oggi le devi prendere anche da me". E ancora: "Gli ho fatto una presa, gli ho calciato fuori e poi l’abbiamo portato dentro insieme, e vabbè gli abbiamo tirato due, tre schiaffi a testa, no, ma così, giusto per…". Parlava così, vantandosi con la sua fidanzata tra una risata e l’altra, uno dei poliziotti accusati di aver compiuto ripetuti pestaggi ai danni di cittadini fermati nel corso di controlli di routine, quasi sempre stranieri.

Verona, altri 17 poliziotti indagati per torture e violenze

Nel frattempo l'inchiesta si allarga sempre più a macchia d'olio. Sono 17 gli altri indagati nell'inchiesta della Procura di Verona su episodi di torture, maltrattamenti e peculato; nei loro confronti la Procura della repubblica scaligera ha avanzato al gip Livia Magri l'applicazione di misure interdittive, come la sospensione dal servizio o il trasferimento d'ufficio. Nell'ordinanza di custodia cautelare il giudice sottolinea che nei loro confronti "occorrerà fissare il preventivo interrogatorio prima della decisione". 

Verona, torture e violenze dei poliziotti. Il papà di Riccardo Magherini: "Ripenso alla mia storia e tornano rabbia e delusione"

"Tutte le volte che penso alla mia storia mi torna la rabbia e la delusione per l’ingiustizia incredibile che abbiamo subito. Temo che per i fatti emersi a Verona alla fine verranno tutti assolti o ne verrà condannato solo uno. Lo vedremo tra dieci anni". Così all'Adnkronos Guido Magherini, padre di Riccardo che il 3 marzo 2014, durante un arresto dei carabinieri, morì per asfissia a Borgo San Frediano a Firenze, commentando la vicenda dei cinque poliziotti della questura di Verona arrestati ieri per tortura e atti di violenza commessi nei confronti di persone sottoposte alla loro custodia.

"Certo i poliziotti che hanno fatto le indagini sui loro colleghi sono stati bravi" sottolinea Magherini "ma c’è sempre il rischio che le carte in tavola cambino e si capovolga una situazione limpida". Magherini, dopo che la Cassazione ha assolto i carabinieri coinvolti nell’inchiesta sulla morte del figlio, si è rivolto alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. "Attendiamo a breve la nostra sentenza e siamo fiduciosi" conclude.

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