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Culture
“100 cose da sapere e da fare a Senigallia” in libreria

È uscito da pochissimo in libreria “100 cose da sapere e da fare a Senigallia”, dodicesimo libro della giornalista e scrittrice Chiara Giacobelli, edito da Gruppo Editoriale Raffaello. Si tratta di una guida alternativa, completa e curiosa, che ci dimostra come la bellezza, e l’eterogeneità delle forme attraverso cui essa si manifesta, non esistono soltanto nelle grandi città, ma anche nei centri di provincia.

Senigallia è Città della Fotografia e Spiaggia di Velluto, tra le prime mete turistiche della regione Marche in estate per l’elevato numero di eventi (citiamo, tra i più famosi, il Summer Jamboree, il CaterRaduno, DEEJAY XMasters, il Festival della Scienza Fosforo), ma nessuno aveva mai pensato prima di dedicarle un libro così ampio ed esaustivo, come invece era già stato fatto per Firenze, Venezia, Roma, Milano.

Con la collaborazione del Comune di Senigallia, questa guida fotografica pensata tanto per il turista quanto per il cittadino stesso, fino a chi raggiunge la cittadina per un weekend o un paio di giorni in riva al mare, è diventata realtà. Se ne è preso cura il Gruppo Editoriale Raffaello, leader assoluto nel campo della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, nonché nella scolastica, ma aperto a nuove iniziative a sostegno della promozione del territorio.  

Ne abbiamo parlato con l’autrice, che ha svolto una lunga ricerca per scovare 100 cose da sapere e da fare a Senigallia e nei suoi splendidi dintorni.

IMG 20190816 184821 167[930]Chiara Giacobelli
 

Chiara perché è importante raccontare città come Senigallia in maniera così approfondita, andando contro la tendenza di dedicare libri del genere solo alle destinazioni italiane più celebri?

“È fondamentale perché l’Italia è probabilmente il Paese con il più alto numero di opere d’arte, borghi, ricchezze di ogni genere al mondo: sta a noi farle conoscerle, valorizzarle, anche uscendo dai percorsi tradizionali. Quasi tutti, ad esempio, conoscono Senigallia per il Summer Jamboree – che richiama turisti da ogni dove – o per la Rotonda a Mare, ma in pochissimi sanno che qui si cela un prezioso Museo del Giocattolo Antico, o che le origini del primo insediamento risalgono all’epoca romana e da allora ogni popolo ha lasciato visibili le proprie tracce, o ancora che Cesare Borgia mise in atto un terribile eccidio riducendo alla fuga Giovanna da Montefeltro, mecenate di Raffaello Sanzio. Senigallia è uno scrigno prezioso di storia, arte, leggende, tradizioni, enogastronomia, paesaggi, e non ultimo attività creative pensate dai cittadini, tutte da scoprire”.  

Se volessimo citare qualche luogo da visitare e personaggio da conoscere?

“Ci sono musei notevoli come quello della Mezzadria, Palazzo Mastai Ferretti che fu la Casa Natale di papa Pio IX, il MUSINF – Museo Comunale d’Arte Moderna, dell’Informazione e della Fotografia e poi il MUSA, primo esperimento di museo scultoreo a cielo aperto. Tra i personaggi, sicuramente uno dei più noti è Mario Giacomelli, il quale ha segnato intere generazioni di fotografi e ha consentito a Senigallia di ottenere il titolo di Città della Fotografia che oggi la contraddistingue. A Palazzo del Duca e a Palazzetto Baviera, dove peraltro si trovano meravigliosi affreschi del Brandani, vengono costantemente allestite mostre di carattere internazionale.

Ancora, possiamo citare il celebre soprano senigalliese Angelica Catalani, che ha dato il nome agli omonimi giardini, la famiglia Antonelli da cui deriva la bellissima Biblioteca Antonelliana e poi, tornando indietro nel tempo, Francesco Maria della Rovere e Guidobaldo II della Rovere, autore di fondamentali lavori per il miglioramento della città. Tuttavia, la coppia che più segnò il passato di Senigallia fu quella di Giovanna da Montefeltro, figlia del duca Federico, e Giovanni Della Rovere".

Senigallia si contraddistingue a livello nazionale e non solo anche grazie all’eccellenza enogastronomica…

“Abbiamo la fortuna di avere a pochi metri di distanza il ristorante Tre Stelle Michelin Uliassi, uno dei migliori al mondo in assoluto, Anikò di Moreno Cedroni (Due Stelle Michelin grazie alla sua Madonnina del Pescatore poco più a sud, costeggiando il lungomare), la Gelateria di Paolo Brunelli, vincitrice dei più rilevanti premi nazionali del settore ed altri rinomati ristoranti o caffè, inseriti nelle principali guide enogastronomiche d’Italia. Ma non dimentichiamo che possiamo trovare prodotti eccellenti anche uscendo dalla città e perlustrando i dintorni, dal tour tra i frantoi di Scapezzano alla Lacrima di Morro d’Alba, dal tartufo di Acqualagna al Mosciolo Selvatico di Portonovo”.

È stato difficile realizzare una guida del genere per una realtà di provincia come Senigallia, che cela tesori nascosti rispetto alle più note Firenze, Venezia ecc?

“Non direi difficile, ma stimolante. Ho scoperto io stessa tanti aspetti che non conoscevo, dalla storia estremamente interessante di Rione Porto alla grandiosità della Chiesa della Croce, dalle numerose discipline sportive e associazioni socio-culturali alla misteriosa Valle dei Tufi. La difficoltà è stata più che altro nel fatto che questo libro è stato realizzato nel periodo del primo lockdown e scrivere una guida turistica con musei, biblioteche, servizi pubblici, teatri e tutto il resto chiuso non è stato il massimo.

Ho, però, potuto contare sul personale del Comune di Senigallia, sempre molto preparato, su alcune valide guide turistiche e storiche, nonché sul supporto degli sponsor Namirial, Subissati, Cantina Santa Barbara e Terrazza Marconi Hotel & SpaMarine, oltre alla costante consulenza dell’ex sindaco Maurizio Mangialardi, da cui è nata l’idea di questo volume”.

Quanto contano le foto in un libro del genere?

“Beh, costituiscono almeno il cinquanta per cento del lavoro. Una guida turistica ha sempre bisogno di catturare il lettore con immagini artistiche e suggestive. La maggior parte degli scatti sono a firma di Alberto Polonara, ma abbiamo ricevuto anche l’aiuto di professionisti come Lorenzo Cicconi Massi ed Enzo Torelli. Ad esempio, l’immagine del cielo stellato su Piazza Garibaldi nel 2020 ha fatto il giro dei social e ha reso nota Senigallia ovunque. Ecco quanto conta l’impatto visivo…”

Un’ultima domanda: come possiamo seguirti?

“Attraverso i miei account Facebook personali ed anche la pagina “101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita”. Inoltre su Instagram il mio account @chiagiac è dedicato soprattutto ai miei viaggi come travelblogger. Il libro è invece ordinabile nelle librerie o nei bookshop online”.  

Cover frontale[931]
 

 

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