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Culture
Alife punta su archeologia e buona tavola

Di Eduardo Cagnazzi

La città di Alife punta ad incrementare i flussi turistici puntando sull’archeologia e sulla buona tavola. Un binomio che, in un prossimo futuro, dovrebbe sviluppare sia i flussi di visitatori sia il reddito della popolazione, oggi legato alle attività agricole. Entro la prossima primavera la città dell’Alto Casertano, ai piedi dell’altopiano del Matese, avrà il suo nuovo museo che accoglierà i reperti di epoca osco-sannitica oggi in esposizione in un’ampia sala dell’edificio del Polo museale campano e quelli di età romana imballati ancora nei locali sotterranei dello stesso edificio per mancanza di spazi. Nel frattempo la città si promoziona mettendo a segno dei pacchetti turistici con i tour operator locali legandoli alle Vie delle Bontà, una vetrina delle eccellenze della terra, come il fagiolo cerato e la tipica cipolla alifana, e alle visite guidate al territorio ed alle sue numerose e ricche chiese, come la cattedrale con la cripta normanna, la Chiesa di San Sisto, di San Michele Arcangelo e del Santuario di Ave Gratia Plena, dove è allestito il presepe concepito da Marcellino Angelillo secondo i canoni classici del Settecento napoletano: la natività, l’annuncio ai pastori e la locanda. Una terra antica, quella Alifana, dove si conservano ancora le tracce delle frequentazioni degli Osci prima e dei Sanniti dopo, ricorda lo storico alifano Gianni Parisi, e dove si “fondono tradizioni contadine diverse che trovano l’unicum nel solo scopo di garantire piacere e salute”, sostiene Alberto Sasso, presidente dell’associazione produttori alifani. La città conserva ancora per gran parte lo schema urbanistico dell’Allifae romana, con una caratteristica pianta rettangolare scandita da vie interne entro le quali si trovano  il foro, pavimentato con lastroni di calcare e bordato da portici colonnati con retrostanti botteghe, il teatro romano, il criptoportico, costruito nei primi decenni dell’età imperiale come dimora di una importante famiglia di rango senatorio. Ed ancora, il castello medioevale di epoca normanna, tipico dei castelli a cittadella con quadrilatero formato da spesse mura e quattro torri angolari. Fuori le mura si trovano invece il mausoleo degli Acilii Glabriones, fatto costruire nella prima età imperiale dagli esponenti dell’oligarchia municipale di Allifae, l’acquedotto di età augustea e l’anfiteatro dove si svolgevano i combattimenti tra i gladiatori e le bestie feroci. Un pacchetto, dunque, di itinerari fatti apposta per una passeggiata nella cultura e nella storia della città, alla riscoperta di una realtà che vive nelle strade, nelle pietre, nelle campagne e nei luoghi che ne rappresentano l’identità culturale più autentica.

 

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