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Culture
Amori divini, un percorso nel mito amoroso greco

E’ un percorso nel mito greco attraverso storie che hanno come ingredienti narrativi comuni la seduzione e la trasformazione. E’ la mostra Amori Divini  aperta fino al prossimo 16 ottobre nelle sale espositive del Museo archeologico di Napoli (Mann) per iniziativa del ministero dei Beni e delle attività culturali e dello stesso Mann, a cura di Anna Anguissola e Carmela Capaldi, con Luigi Gallo e Valeria Sampaolo con l’organizzazione di Electa. Traendo ispirazione dal vasto repertorio pompeiano, la mostra racconta i miti amorosi accomunati da un episodio fondamentale: almeno uno dei protagonisti, uomo o dio, muta forma trasformandosi in animale, in pianta, in un oggetto o in fenomeno atmosferico. A partire dalla letteratura e dall’arte greca, attraverso il poema delle “forme in mutamento” di Ovidio, fino alle più contemporanee interpretazioni della psicologia, i miti di Danae, Leda, Dafne, Narciso, fino al racconto straordinariamente complesso di Ermafrodito, sono parte dell’immaginario collettivo. Il percorso espositivo indaga i meccanismi di trasmissione e ricezione del mito greco attraverso i secoli presentando circa 80 opere, provenienti dai siti vesuviani e, più in generale, dalla Magna Grecia, e da alcuni tra i più prestigiosi musei italiani e stranieri. Tra gli altri, l’Hermitage di San Pietroburgo, il Musée du Louvre di Parigi, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Accanto ai vari manufatti antichi di soggetto mitologico -pitture parietali e vascolari, sculture in marmo e in bronzo, gemme e preziose suppellettili- per ciascun mito viene proposto un confronto con una selezione di opere di periodi più recenti. Infatti oltre 20 opere tra dipinti e sculture, con particolare attenzione all’arte del sedicesimo e diciassettesimo secolo, illustreranno i momenti fondamentali della ricezione moderna del mito mettendo in luce evoluzioni, modifiche e ampliamenti. Artisti quali Baccio Bandinelli, Bartolomeo Ammannati, Nicolas Poussin, Giambattista Tiepolo e molti altri ancora permetteranno non solo di seguire la fortuna del mito greco fino ad epoche a noi più vicine, ma anche di comprendere il ruolo che, in questa tradizione, giocano le fonti letterarie ed iconografiche antiche.

Il percorso di mostra presenta inoltre una importante campionatura della collezione vascolare del Mann, che sarà nuovamente visibile per quanto riguarda le opere provenienti dalla Magna Grecia con il suo riallestimento previsto nel 2018 che comprenderà vasi, bronzi, terrecotte, ori e lastre tombali dipinte. Con la mostra Amori Divini, il Museo archeologico prosegue nel frattempo il programma espositivo promosso insieme al Parco archeologico di Pompei, dedicato a rapporti e scambi tra Pompei, il mondo romano e il Mediterraneo antico.

Eduardo Cagnazzi

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amori divinimuseo archeologico napoli
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