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Culture
"Arte italiana? Bisogna agire sulla prevenzione". Marco Gasparoli ad Affaritaliani.it
GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA A MARCO GASPAROLI, RESPONSABILE DELLA DIREZIONE TECNICA DELLA GASPAROLI

Non solo la galleria Vittorio Emanuele, ma anche l'interno del Duomo, gli Archi di Porta Ticinese, il Monumento a Cesare Beccaria, a Leonardo in piazza Scala, a Costantino imperatore alle Colonne di S. Lorenzo. Poi ancora il Monumento a San Lazzaro, al Bersagliere, ai Caduti di Mentana e molti altri che vanno dal Cenacolo all’Università statale. Presto anche il Teatro dei Filodrammatici sarà restaurato. In previsione dell'Expo molte delle opere che caratterizzano la città di Milano hanno subito lavori di manuetezione e restauro. In particolare di questi si è occupata la Gasparoli, una piccola società di restauro lombarda, attiva da 150 anni, da sempre riconosciuta per gli elevati livelli di qualità organizzativa e tecnologica che le hanno permesso di mantenere una posizione di primato nel settore della conservazione e manutenzione dell’edilizia storica e monumentale, di quella moderna e delle finiture decorative per interni ed esterni.

Un'antica azienda sempre all'avanguardia

Gasparoli è un'azienda leader che opera nell'ambito della conservazione e manutenzione dell'edilizia storica e monumentale, di quella moderna e delle finiture decorative per interni ed esterni, riconosciuta per gli elevati livelli di qualità organizzativa e tecnologica.

La società è stata fondata  vicino a Milano più di 150 anni fa, a partire da una famiglia molto antica di origine veneta e si colloca tra le società di restauro più antiche d'Italia: "Molti uomini sortirono da essa che si segnalarono nelle scienze e belle arti. Tra essi sono da annoverarsi Gasparoli Domenico dotato di gran sapere in giurisprudenza, Antonio fu celebre medico in Vicenza e dal 1536 professore nell'Università di Padova, Alessandro capitano di marina che si rese famoso nella guerra avuta tra la Repubblica di Venezia e l'Albani", come racconta oggi uno degli eredi dell'attuale società che si tramanda di generazione in generazione le conoscenze, l'arte e le tecniche del restauro e della manutenzione edilizia.

Più recenti documenti fanno risalire la fondazione dell'azienda a Giovanni Maria Gasparoli, nato a Cassano Magnago (Va) nel 1824, di professione decoratore che svolse la sua attività di decoratore, non si sa per quanto tempo, anche a Buenos Aires e dai successivi discendenti tanto che a metà Ottocento, c'è un ramo aziendale Gasparoli a Cassano Magnago ed un altro a Gallarate.

Nel 1945, appena terminata la seconda guerra mondiale, dunque, a Cassano Magnago c'è una piccola impresa artigiana con tre o quattro operai mentre a Gallarate c'è una media impresa artigiana con setto o otto, iscritta alla Camera di Commercio come ditta Ercole Gasparoli & C. ma nell'ottobre del 1945 venne deciso dalla famiglia di unire le rispettive attività mantenendo la ragione sociale di E. Gasparoli & C.

La Società E. Gasparoli & C. trovò attuazione regolare nel 1951 a Gallarate a capo di Innocente Gasparoli, figlio di Ercole, che ne assume la direzione amministrativa, fino al 1984, dove grazie ad un nuovo aumento del capitale sociale, entrano a far parte della Società anche i figli di Innocente, Paolo, Guido e Marco, assumendo il nome societario di Gasparoli Srl Restauri e Manutenzioni, ancora oggi la generazione che controlla l'azienda.

Guido, laureato in Economia e Commercio presso l'Università L. Bocconi di Milano è Amministratore Delegato; Paolo è laureato in Architettura, professore universitario al Politecnico di Milano, si occupa di ricerca e sviluppo, marketing e relazioni pubbliche; Marco, laureato in filosofia presso l'Università Statale di Milano è il responsabile della Direzione tecnica e da qualche anno lavora in azienda anche Michele, figlio di Paolo, laureato in architettura e specializzando in restauro dei monumenti.

Con un fatturato di oltre 4 milioni di Euro e la responsabilità dei più importanti interventi di restauro degli ultimi anni, Gasparoli è oggi tra le più prestigiose società specializzate nel trattamento di tutte le superfici edilizie con particolare attenzione a quelle storiche e monumentali.

La lunga storia ed esperienza familiare si unisce all'ampio bagaglio di cultura umanistica, scientifica e tecnologica essenziale per chi si occupa di restauro e Gasparoli ha fatto di questa specifica conoscenza uno dei suoi principali valori, che gli consente di trattare con la giusta competenza ogni tipo di superficie e di gestire scelte progettuali e iter operativi diverse a seconda degli ambiti culturali e tecnologici.

E' proprio questo che consente a Gasparoli di essere protagonista dei tanti cantieri più importanti in Italia. L'attuale restauro della Galleria Vittorio Emanuele e Duomo di Milano, il Cenacolo di Leonardo e Santa Maria delle Grazie, la Mole Antonelliana di Torino, Palazzo Turati sono solo alcuni degli esempi di monumenti, palazzi, opere diversi per configurazione e organizzazione e che hanno necessitato o necessitano di contributi e apporti multidisciplinari differenti.

Gasparoli, infatti, dispone di una struttura flessibile che iniziando dalle indagini diagnostiche preliminari, fino alle soluzioni operative e l'esecuzione dei lavori anche dal punto di vista normativo e amministrativo è in grado di rispondere a necessità che coinvolgano ambiti culturali, tecnologici, scientifici, ma anche normativi, amministrativi ed economici adeguati a questa tipologia di cantiere di manutenzione.

Un'equipe di circa 40 persone, tutte regolarmente assunte, tra management e impiegati aziendali, ma soprattutto tecnici e restauratori (di cui attualmente 12 sono impiegati nel restauro della Galleria Vittorio Emanuele) ognuno coi suoi specifici compiti ma in grado di interagire tra loro, è oggi la vera forza culturale e di competenza dell'azienda di restauri più antica di Italia.

La mission di Gasparoli

I Beni Culturali sono testimonianze, documenti insostituibili e irriproducibili, portatori, attraverso la materia del quale sono costituiti, di messaggi di tipo artistico, storico, sociale, religioso, di cultura materiale. Le superfici sono quelle che maggiormente registrano il cambiamento in funzione del passaggio del tempo, del mutare del gusto e degli usi. L'operatività della conservazione si attualizza attraverso il mantenimento della materia, intesa come "materia signata", portatrice e testimone di valori che devono essere integralmente trasmessi al futuro affinchè Altri ne possano trarre insegnamento. Gasparoli si assume il compito storico della conservazione in un rapporto dialogante con le figure professionalmente e istituzionalmente incaricate della tutela dei Beni Culturali. Il metodo di lavoro è la multidisciplinarietà attraverso il coinvolgimento di saperi ed attività specialistiche che trovano nella operatività del cantiere il modo di dialogare configurando la conservazione come ambito di notevole contenuto culturale e sociale.

 

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