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Il regista spagnolo Bigas Luna e' morto all'eta' di 67 anni. Lo ha riferito un portavoce della famiglia del cineasta. Bigas Luna e' deceduto a La Riera de Gaia, localita' nei pressi di Tarragona, in Catalogna, a seguito di una lunga malattia.Bigas Luna e' spirato giovedi' sera nella sua abitazione sulla riviera catalana, assistito dalla moglie e dalle figlie. Per espresso desiderio del cineasta, ha aggiunto il portavoce della famiglia, "non avra' luogo alcun funerale, ne' omaggio pubblico".

Pur affetto da una grave malattia, Bigas Luna non aveva rinunciato a lavorare e stava iniziando le riprese del "Mecanoscrito del segundo origen", un adattamento per il cinema del romanzo dello scrittore Manuel de Pedrolo. "La pellicola sara' portata a termine - ha assicurato il portavoce della famiglia - e sara' dedicata al nipotino del regista". Bigas Luna e' stato uno dei registi spagnoli piu' noti al pubblico internazionale, grazie a opere come "La teta y la luna", "Jamon Jamon", "Bilbao", "Caniche", "Lola", "Huevos de oro", "Las edades de Lulu'". Bigas Luna ha anche lanciato attori come Javier Bardem, Penelope Cruz, Ariadna Gil e Jordi Molla'

CHI ERA IL REGISTA DELL'EROS - E' morto per un tumore all'eta' di 67 anni Jose' Juan Bugas Luna, il regista spagnolo maestro dell'eros e del melodramma che lancio' Francesca Neri, Penelope Cruz e Javier Bardem. Bigas Luna si e' spento a La Riera de Gaia, vicino a Tarragona, in Catalogna assistito dalla moglie e dalle figlie che gli erano state vicine nella lunga malattia. Dopo studi di design che gli avevano permesso di fondare lo studio Gris di disegno industriale e arredamento di interni e di vincere un premio per un progetto di armadio nel 1970, Bigas Luna aveva iniziato a dirigere nel 1977 con il lungometraggio "Tatuaje", tratto da un'opera di Manuel Vazquez Montalban. L'anno dopo arrivo' "La chiamavano Bilbao", film dominato da omicidi e ossessioni amorose, e poi il controverso "Caniche" del 1979, in cui divise la critica perche' affrontava il tema scabroso della sodomia nei confronti degli animali. Le atmosfere sospese fra il morboso e il surreale caratterizzano tutta la filmografia del regista. Il suo capolavoro e' da molti considerato "Le eta' di Lulu'", del 1990 e tratto dal romanzo omonimo di Almudena Grandes, con cui lancio' Francesca Neri. Dopo la fama internazionale raggiunta con "Prosciutto, prosciutto" del 1992, il successo si ripete' con "La teta y la luna" del 1994, in cui un ragazzino di nove anni viene allattato prima da una ballerina del cui seno si era innamorato, e poi dalla madre, il cui seno era stato "usurpato" dal fratello neonato. Seguirono i film "Uova d'oro" del 1993, con Alessandro Gassman, e "Bambola" con Valeria Marini, molto criticato per le continue scene di violenza sulla protagonista e che gli costo' un ostracismo nel mondo del cinema. Le sue ultima fatiche per il grande schermo erano state "Son de mar" del 2001, misteriosa e irrisolta storia d'amore, "Yo soy la juani" del 2006.

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