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Culture
Rilke a 90 anni dalla morte

A 90 dalla morte il Teatro Franco Parenti con Massimiliano Finazzer Flory ricordano e omaggiano forse il più grande tra i poeti filosofi del 900: Rainer Maria Rilke.

 

Il 29 dicembre del 1926 moriva infatti a Montreux Rilke.

Introdotto da Flavio Ermini fondatore della rivista Anterem, Finazzer Flory offrirà una lettura teatrale delle Elegie Duinesi giovedì 29 dicembre ore 18:30 – Teatro Franco Parenti, Via Pier Lombardo, 14 Milano.

 

Abbiamo bisogno di Rilke dichiara Finazzer Flory per capire che la poesia non è un genere letterario, per combattere come un prete in un campo di battaglia per capire “perché il nostro cuore ci eccede, sempre, come il loro eccedeva. Non possiamo più cercarlo in immagini che lo plachino,

“Ma perché essere qui è molto, perché sembra che tutto ciò che è qui abbia bisogno di noi: questo fugace che stranamente ci concerne. Di noi, i più fugaci”

29 dicembre 1926 moriva probabilmente il più grande poeta filosofo del 900.

Qualche mese prima della morte Rainer Maria Rilke ricevette una lettera. L’autrice di quella lettera era Marina Cvetaeva. Poeta è chi oltrepassa la vita. Scriveva così Marina a Rainer.

Con questo evento attraverso la lettura di alcune delle più significative e suggestive “Elegie Duinesi” ovvero la I, II, V, IX, X vogliamo interrogarci attraverso l’ascolto sull’autentico significato di Evento. La mia lettura teatrale ci parla della trasformazione di tutte le cose in poesia. Dove tutto diventa canto. Attraverso la ribellione delle parole possiamo fare e sentire la ribellione delle cose. Per imparare a vedere. L’elegia ci mette di fronte ad un mondo inesorabilmente caduco. Le cose cadono. Le parole periscono. E così anche la nostra stessa identità. Ma una possibilità di salvezza c’è ed è laterale. La lettura si avvale della traduzione filosofica di Franco Rella che suggerisce lo spazio attraverso il quale accedere alla verità di Rilke “quaggiù gli amanti, gli amati e gli amanti, i fanciulli e l’eroe, l’amore materno e l’amore della Vergine, e il turbine innominato del sangue, e dell’istinto e, in alto, irraggiungibile, sempre, gli Angeli”. La domanda infatti che appare attraverso le “Elegie Duinesi” è un’interrogazione radicale. Riguarda proprio loro: gli Angeli. Chi sono? Una risposta possibile ha bisogno di una voce, di un canto che canti in un modo essenziale.

Ed ecco dunque la necessità di Rilke, come un prete in un campo di battaglia egli ci indica l’altro lato della Natura riconoscendo con un secolo di anticipo la povertà del tempo. Ovvero non si impara ad amare … Da qui l’evento. Dove il teatro mette in scena la poesia stessa per chiarire che essa non è l’unico scopo della poesia.

Il 29 dicembre 2016 alle 18.30 saremo ancora come all’interno di una tempesta a tenere una vela gonfiata dal vento delle “Elegie Duinesi”: l’uomo è l’essere che vive in entrambi i regni, quello della vita e quello della morte.

1911-12 a Duino tra Monfalcone e Trieste inizia la poesia moderna: le prime due Elegie Duinesi accompagnate da una serie di frammenti delle Elegie successive. Saranno concluse nel 1922.

René Karl Wilhelm Johann Josef Maria Rilke (Praga, 4 dicembre 1875 – Montreux, 29 dicembre 1926)

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