La Borsa di Tokyo ha aperto lunedì 31 agosto in calo dell’1,09%, con il Nikkei a 65.680,83 punti. I nuovi bombardamenti americani contro l’Iran e la risposta di Teheran hanno riportato gli investitori verso asset meno rischiosi.
Borsa Tokyo-Medio Oriente: quanto perde il Nikkei
Il Nikkei ha iniziato la prima seduta della settimana a 65.680,83 punti, con una perdita di 724 punti rispetto alla chiusura precedente.
ANSA collega il movimento alla nuova escalation tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz e alla conseguente salita delle quotazioni petrolifere.
L’attenzione degli investitori è rivolta in particolare al rischio che nuovi attacchi possano compromettere ulteriormente il traffico nello Stretto, uno dei passaggi più rilevanti al mondo per il trasporto di greggio e gas naturale.
Prezzi energetici più alti si traducono in maggiori costi per imprese e consumatori e possono rendere più difficile la discesa dell’inflazione nelle principali economie.
Borsa Tokyo-Medio Oriente: perché lo yen non aiuta la Borsa
Sul mercato valutario lo yen resta debole. La valuta giapponese viene scambiata poco sopra quota 160 contro il dollaro e intorno a 185,50 contro l’euro, secondo i dati riportati da ANSA in apertura della seduta.
La debolezza dello yen può favorire alcune grandi aziende esportatrici giapponesi perché aumenta il valore in valuta nazionale dei ricavi ottenuti all’estero. Allo stesso tempo rende però più costose le importazioni di energia e materie prime.
In presenza di petrolio in aumento, il secondo effetto diventa particolarmente rilevante per il Giappone, che dipende fortemente dalle importazioni energetiche.
La seduta asiatica viene seguita anche come prima indicazione della reazione internazionale ai nuovi scontri tra Washington e Teheran. I futures americani hanno mostrato a loro volta debolezza, con gli investitori alle prese contemporaneamente con le tensioni geopolitiche e con la possibilità di nuovi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.


