La Manovra 2027 approvata dal Consiglio dei ministri (qui tutte le novità del disegno di legge) dimezza dal 10% al 5% la cedolare secca sui contratti abitativi a canone concordato. Se l’abitazione viene affittata con la stessa formula a un giovane fino a 35 anni, l’aliquota scende ulteriormente all’1%. Il beneficio fiscale spetta al proprietario dell’immobile, non direttamente all’inquilino. L’obiettivo del governo è rendere più conveniente per i locatori proporre contratti con canoni calmierati e aumentare così il numero di abitazioni disponibili sul mercato.
Cedolare secca sugli affitti: chi paga il 5% invece del 10%
La nuova aliquota riguarda i proprietari che scelgono il regime della cedolare secca e stipulano un contratto a canone concordato. Sono i accordi nei quali il prezzo non viene deciso liberamente da chi possiede l’abitazione, ma viene calcolato sulla base degli accordi territoriali tra organizzazioni dei proprietari e degli inquilini.
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Oggi, quando ricorrono i requisiti previsti dalla legge, la cedolare su questi contratti è al 10%. Dal 2027 il disegno di legge approvato dal governo la porta al 5%. Non cambia invece, in base alle misure annunciate, la cedolare ordinaria al 21% applicabile ai normali contratti a canone libero.
Cedolare secca sugli affitti: quanto si risparmia con un affitto da 800 euro
Prendiamo un proprietario che affitta un appartamento a 800 euro al mese con contratto a canone concordato. Il canone annuale è di 9.600 euro. Con l’aliquota attuale del 10% paga 960 euro di cedolare secca. Con il nuovo 5% pagherebbe 480 euro. Il risparmio fiscale sarebbe quindi di 480 euro l’anno.
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Con un affitto da 1.000 euro al mese, pari a 12mila euro annui, l’imposta passerebbe invece da 1.200 a 600 euro, con un risparmio di 600 euro. Sono calcoli matematici che isolano esclusivamente l’effetto della nuova aliquota.
Cedolare secca sugli affitti: se l’inquilino ha meno di 35 anni si scende all’1%
La riduzione diventa molto più forte quando il proprietario affitta a canone concordato a un giovane fino a 35 anni. In questo caso la cedolare dovrebbe essere soltanto dell’1%. Riprendendo l’esempio dei 9.600 euro annui, l’imposta sarebbe pari ad appena 96 euro. Rispetto ai 960 euro attuali il risparmio sarebbe quindi di 864 euro l’anno.
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È importante però non invertire i soggetti: il requisito anagrafico riguarda l’inquilino, mentre è il proprietario a beneficiare dell’aliquota fiscale ridotta. Il giovane non riceve quindi direttamente lo sconto fiscale, anche se la misura punta a incentivare i proprietari ad affittargli la casa a un prezzo concordato.
Cedolare secca sugli affitti: novità anche per negozi e locali commerciali
La Manovra apre anche alla cedolare secca sulle locazioni commerciali. Per gli immobili commerciali l’aliquota indicata è del 21%, introducendo un regime sostitutivo oggi non disponibile in via generale per questo tipo di contratto. Si tratta di una misura distinta dal 5% sulle abitazioni a canone concordato.
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Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge sulla Manovra 2027 il 28 ottobre. Ora il testo passa al Parlamento e potrà essere modificato prima della votazione definitiva entro la fine dell’anno.
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