Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Creval, il “prezzo giusto” fra 12,95-22,7€. Il mercato scommette sul rilancio

Creval, il “prezzo giusto” fra 12,95-22,7€. Il mercato scommette sul rilancio

“Patrimonio, qualità del credito, efficientamento, capacità di generare ricavi e Dta”, il Ceo Lovaglio spiega perché i 10,5€ dell’Opa Agricole non sono adeguati

Creval, il “prezzo giusto” fra 12,95-22,7€. Il mercato scommette sul rilancio

“Il Creval è un gioiellino e credo chi, sa di banca, capisca quale sia il valore intrinseco di questo istituto. E quindi, siccome realtà come la nostra sono uniche, se fossi io farei di tutto per cercare di combinare l’operazione”. Ha risposto così ad Affaritaliani.it l’amministratore delegato del Credito Valtellinese Luigi Lovaglio, nel corso di una conferenza stampa, alla domanda se si aspettasse un rilancio del prezzo da parte di Credit Agricole, dopo che il Cda ha ritenuto “non congruo finanziariamente” quanto offerto dai francesi per acquistare le azioni della banca. Un valore di 10,5 euro per titolo che quasi un terzo del capitale, a cui si aggiungerà anche l’azionista transalpino Denis Dumont, che ha appena presentato una lista per il prossimo board riconfermando Lovaglio, ha già bocciato. 

Foto Giampiero Maioli

Il Ceo del Credit Agricole Italia Giampero Maioli

 

Dunque per il banker ex UniCredit, che in due anni ha rimesso in sesto il gruppo valtellinese indirizzandolo, nonostante il Covid, su un percorso di crescita puntando su mutui, credito al consumo e gestione del risparmio, il prezzo giusto è compreso, sulla base delle valutazioni degli advisor Bank of America e Mediobanca, in un range fra 12,95 e 22,7 euro per azione. Se Giampiero Maioli, il cui progetto industriale di integrazione è stato comunque definito “valido strategicamente”, vuole il Creval deve aggiungere almeno altri due euro e mezzo. 

I motivi? Per Lovaglio vanno “valorizzati gli elementi distintivi del Creval che porteranno dei buoni frutti anche in futuro”. Quali sono questi tratti distintivi? Innanzitutto, “la forte posizione di capitale”, ha sottolineato il banchiere, dotazione  (fully loaded Tier 1 del 19,6% contro una media del sistema bancario del 14,4) che potrebbe tradursi in “maggiori dividendi futuri agli azionisti”. Poi, l’ottimo profilo di rischio, “uno dei migliori del sistema bancario in termini di Npe ratio (dimezzato dall’11,4% del 30 giugno 2019 al 5,8% del 31 dicembre 2020) e di gestione dello stock del portafoglio dei crediti deteriorati” e che fa del Creval “una banca pulita”.

Creval
 

E, infine, oltre al “grande “valore intangibile del personale”, il “miglioramento dell’efficienza operativa in anticipo rispetto alla scadenza dei target del piano”. Insomma, “fattori oggettivi e facilmente identificabili che non sono stati tenuti adeguatamente in considerazione nell’offerta”, ha aggiunto Lovaglio che si è riferito in particolare “al livello di patrimonializzazione della banca e al beneficio potenziale che può rilevare anche su base stand alone attraverso le deferred tax asset (Dta), dotazione importante della banca”. 

“Poi ci sono un’altra serie di elementi altrettanto positivi in un’ottica di M&A”, come i benefici fiscali derivanti dalla norma sull’utilizzo delle Dta stimati, al netto delle commissioni e delle imposte, in circa 321 milioni di euro per la combined entity, e alla sinergie estraibili dall’aggregazione. 

(Segue:  i punti interrogativi sui 345 milioni di costi di integrazione e ristrutturazione, il goodwill negativo di circa un miliardo e le mosse del mercato)
*BRPAGE*

Sull’efficientamento, partendo da una base di costi a fine 2020 di 393 milioni per il proprio istituto, in particolare Lovaglio ha puntato il dito contro i “sorprendenti” 345 milioni di costi di integrazione e ristrutturazione indicati dalla Banque Verte, con un multiplo di sette volte le sinergie di costo annue lorde, “ben al di sopra” rispetto ad altre operazioni di aggregazione annunciate nel settore bancario italiano (2,5 volte in media).

Non sono previsti piani esuberi e tagli al personale. Questo ci fa piacere, ma ci farebbe anche piacere capire dove vanno questi 345 milioni di euro”, ha commentato poi il banchiere. Inoltre, il Credit Agricole Italia potrebbe beneficiare di un goodwill negativo di circa un miliardo, derivante dalla differenza tra il patrimonio netto di Creval e il valore della banca riconosciuto dal prezzo dell’Opa. Volere che “permette una certa flessibilità operativa all’offerente”. 

Insomma, Lovaglio scommette su un rilancio da parte della 10 banca al mondo nel periodo d’offerta che inizierà domani e terminerà il 21 aprile (incluso), salvo proroghe. Fin dall’annuncio dell’Opa lo scorso 23 novembre il titolo Creval si è mosso sopra il prezzo dell’offerta, segno che il mercato scommette su un ritocco del valore, mentre alcuni fondi azionisti stanno rastrellando titoli in ottica speculativa: Dws Investment, infatti, ha più che raddoppiato la propria quota portandola al 6,487% dal precedente 3,107%. Così, in una Borsa piatta (Footsie Mib +0,12%), il gruppo di Lovaglio ha chiuso in rialzo dello 0,83% a 12,12 euro. 

L’Agricole ha posto come condizione di soglia minima il raggiungimento del 66,7% del capitale di Creval, ma si è riservata il diritto di poter perfezionare l’Opa se avrà almeno il 50% più un’azione. La controllata italiana del gruppo francese, che ha già ricevuto l’autorizzazione della Bce a salire sopra l’iniziale partecipazione del 10% del capitale, si è già assicurata una quota del 17,7% circa dell’istituto grazie all’accordo sottoscritto con Algebris di Davide Serra e all’acquisto di altre quote minori sul mercato dei blocchi.

In merito ai rapporti futuri con la Banque Verte, in caso di fallimento dell’Opa, Lovaglio ha ricordato che oltre alla partecipazione nel capitale, i due istituti hanno una partnership nella bancassurance. “Non mi aspetto che l’Agricole possa non essere interessata ad uno sviluppo positivo di crescita del valore della banca”, ha concluso il banchiere. Ora si attende la risposta degli azionisti. 

@andreadeugeni