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Economia
Def, Confindustria: "Dal Pnnr il futuro". Cgil: col Recovery piano sul lavoro

La campagna vaccinale sarà determinante per confermare le previsioni macro del Def. E' quanto emerge dalle audizioni presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sul Documento di economia e finanza (Def) varato la scorsa settimana dal Governo. "Lo scenario macroeconomico disegnato nel Def per il 2021 e 2022 è sostanzialmente in linea con quello previsto dal Centro Studi Confindustria ed è basato sull'ipotesi che entro settembre la campagna di vaccinazione abbia raggiunto l'80% dei cittadini italiani", ha sostenuto un rappresentante di viale dell'Astronomia precisando che "il contesto attuale pone problematiche di breve e di lungo periodo".

Confindustria sottolinea in particolare che "il principale problema di lungo periodo riguarda la bassa crescita riflesso della bassa dinamica della produttività: in 20 anni l'Italia ha cumulato un ritardo di 20 punti percentuali rispetto alla Germania. Il programma Next Generation Eu è una grande occasione per realizzare una strategia coerente in cui gli investimenti a sostegno dell'economia sono accompagnati da riforme strutturali adeguate. In primis, quella della Pubblica amministrazione. Le intenzioni del Governo vanno in questa direzione ma ancora non sappiamo come verranno spese e gestite dalla Pubblica Amministrazione le risorse europee. Sull'implementazione del Pnrr, l'Italia gioca la sua credibilità e, visto l'alto debito che ha, il suo futuro".

"Nel Def, lo scenario tendenziale si fonda sull'attesa che, dopo la prossima estate, le misure di contrasto all'epidemia da Covid-19 avranno impatti moderati e decrescenti con flussi turistici che recupererebbero nel 2022 e tornerebbero ai livelli pre-crisi nel 2023", ha osservato Enrico Postacchini, componente di giunta di Confcommercio-Imprese per l'Italia. "Sono annotazioni che rafforzano le esigenze del più tempestivo e compiuto decollo della campagna di vaccinazione e dell'adozione di strumenti quali il passaporto vaccinale, nonchè della definizione di un cronoprogramma delle riaperture sorretto tanto da chiari e certi dati di riferimento, quanto dalla considerazione dell'evidente insostenibilità economica e sociale dell'affidamento prioritario al modello del più chiusure".

Confcommercio chiede inoltre che i servizi "siano compiutamente tenuti in conto nella messa a punto definitiva del Pnrr". Cna parla di un "Def tanto coraggioso quanto necessario per riavviare il motore dell'economia". Per il direttore della Divisione economica degli artigiani, Claudio Giovine, è necessario perseguire "ogni sforzo per accelerare la ripresa e coinvolgere tutte le componenti dell'economia e della società in tale percorso. Nessuno deve essere lasciato indietro. Pensiamo in particolare al mondo dei lavoratori autonomi, degli artigiani e delle piccole imprese che operano in ambiti e settori che sono rimasti a lungo senza redditi e a corto di prospettive".

Per la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi "l'incidenza della pandemia e il piano vaccinale condizionano le scelte economiche e continueranno a condizionarle". Fracassi, ricordando che Def e Pnrr si collocano "in sinergia", ha rilevato alcuni "punti di criticità" a partire dal "punto centrale particolarmente critico dell'occupazione" ed ha sottolineato la necessità di "un piano straordinario per la piena occupazione in sinergia con la riforma degli ammortizzatori e una risposta ai lavoratori piu' colpiti, giovani e donne, e su versante territoriale".

La Cgil "ritiene tra le riforme abilitanti in questa fase sono gli interventi sulla qualità del lavoro. Una ripresa che si basi sulla precarietà in questa fase non e' accettabile". Infine, la Cgil ha "chiesto una riforma fiscale complessiva" e "lo spostamento della determinazione di questa riforma nella seconda meta' del 2021 e' particolarmente preoccupante, sia perchè è necessario intervenire, sia perchè per affrontare i temi delle disuguaglianze fiscali".

Per la Cisl, invece, è "pressochè impossibile giudicare le previsioni economiche contenute nel Def in assenza del Pnr e del Pnrr anche perchè lo stesso Def afferma che le previsioni macroeconomiche del presente documento riflettono solo in parte l'ambizione della politica di rilancio che il Governo intende seguire". Il sindacato plaude, comunque, al "nuovo scostamento di bilancio di 40 miliardi" per "sostenere oggi l'economia intervenendo in favore di famiglie, lavoratori e imprese danneggiati dalle misure sanitarie rese necessarie per contenere la pandemia in atto". Anche per  il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti senza il Pnrr cui è collegato, il Def è "timido e incolore". 

Confartigianato chiede che "il prossimo Decreto Legge Imprese preveda la dotazione finanziaria adeguata a sostenere gli imprenditori anche nel 2021 con nuovi contributi a fondo perduto e misure per coprire le spese fisse, in particolare attraverso il riconoscimento di crediti d'imposta sugli affitti e sulla sanificazione".

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