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Economia
Energia, la crisi non si fermerà nel 2022. Prezzi del gas su fino all'estate

Energia, i rincari record non si fermeranno. Anzi, il prezzo del gas aumenta ancora. Ecco perché

La crisi dell'energia durerà ancora almeno fino a metà del 2022. E' la fosca previsione di Repubblica, che elenca i motivi di questo scenario: "l’aumento della domanda dei combustibili fossili dopo i lockdown, la fame di materie prime dell’Asia e la mancanza di una politica comune tra i paesi della Ue". Ecco come sono nati i rincari record delle tariffe "che si protrarranno fino all’estate", sostiene Repubblica. "I prezzi del gas naturale sono visti ancora in salita per il primo trimestre del 2022 (aumenti tra il 30 e il 40%), in previsione di una maggiore domanda durante i mesi più freddi dell’inverno. Salvo poi cominciare a scendere con la fine della primavera e tornare a livelli pre-pandemia con l’inizio del 2023".

Anche perché, prosegue Repubblica, "quando si tratta di energia, l’Europa si divide. È accaduto l’altro ieri nel corso del Consiglio europeo dei ministri che si occupano di questa materia e probabilmente ricapiterà tra due settimane, in occasione del summit dei leader. La spaccatura è tra nord e sud. Con gli Stati settentrionali contrari a modificare la regolamentazione su acquisti e distribuzione del gas. Il fronte opposto è guidato dalla Germania, forte dei contratti a lungo termine con la Russia e che la mettono al riparo dai rialzi degli ultimi mesi. Il fronte meridionale, invece, capitanato da Italia e Francia, chiede un intervento strutturale e una nuova disciplina".

Energia, Descalzi: "In transizione mettere da parte ideologia"

Nella transizione energetica e' necessario mettere da parte le ideologie e concentrarsi sulle diverse tecnologie che possono accelerare il processo. E' quanto ha affermato l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi intervenendo alla convention Fondazione Guido Carli "Il Mondo Nuovo/La Ripartenza". "Nella ripresa post pandemia, che e' una molla compressa che riprende, abbiamo bisogno di Energia ma questa deve essere ripulita. Anche nel mondo energetico ci vuole collaborazione tra tecnologie usando tutte quelle necessarie per ripartire senza avere una visione ideologica. Questo e' essenziale perche' la domanda, lo vediamo con i prezzi, e' alta", ha osservato l'ad di Eni. "L'offerta deve essere pulita e diversificata. Servono investimenti importanti che possono venire dal Pnrr ma non solo da quello. Le infrastrutture esistenti, il mondo vecchio ma presente, non possono essere spazzate via in un secondo. La sfida e' riuscire a portare avanti la transizione con questa struttura decarbonizzandola e introducendo nuove tecnologie", ha aggiunto Descalzi.

Negli aumenti dei prezzi "c'e' una situazione strutturale dovuta al fatto che sono 8 anni che il mondo dell'Energia non investe. Parlo in particolare dell'oil&gas. La pandemia ha ridotto ancora di piu'" gli investimenti, ha sottolineato Descalzi. "Abbiamo pensato in questi ultimi anni di modificare l'offerta senza pensare alla domanda che e' fatta dal mercato. Siamo in una situazione in cui c'e' un'alta domanda e una bassa offerta, cosi' i prezzi salgono", ha proseguito. "Gli investimenti nell'upstream sono in competizione con altri investimenti che stiamo facendo in modo importante sulla parte di nuovi prodotti e nuove tecnologie. Dobbiamo essere pronti per il futuro. Mentre ti prepari per il futuro c'e' un prezzo importante per il presente ed e' rappresentato da questo gap che crea inflazione e prezzi dell'Energia molto importanti. In Europa poi ancora di piu' perche' abbiamo anche la piu' importante tassa sulla CO2 che e' sacrosanta ma siamo gli unici ad averla", ha concluso l'ad di Eni. 

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